Scheda scientifica marina

Alaccia – Sardinella aurita

Sardinella aurita

Actinopterygii IUCN LC — Minor preoccupazione
Famiglia
Nome scientifico
Sardinella aurita
Stato IUCN
LC — Minor preoccupazione

Alaccia: caratteristiche, habitat e differenze con sardina e acciuga

L’alaccia, conosciuta con il nome scientifico Sardinella aurita, è un pesce azzurro pelagico della famiglia Clupeidae, simile alla sardina ma generalmente più allungato e slanciato. Vive in grandi banchi nel Mar Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Oceano Atlantico, dove rappresenta una specie importante sia per la pesca sia per la catena alimentare marina.

Spesso viene confusa con la sardina e con l’acciuga, ma si riconosce per il corpo argentato, il dorso blu-verde e la caratteristica macchia scura sull’opercolo, vicino alla zona delle branchie.

alaccia

Che pesce è l’alaccia?

L’alaccia è un pesce pelagico, cioè una specie che vive principalmente nella colonna d’acqua e non a stretto contatto con il fondale. Forma grandi banchi, si sposta lungo le coste e si nutre soprattutto di plancton. Per comportamento, forma del corpo e uso alimentare, rientra nel grande gruppo dei pesci azzurri, insieme a sardine, alici, sgombri e altri piccoli pesci del Mediterraneo.

Il nome scientifico dell’alaccia è Sardinella aurita. La specie può raggiungere una lunghezza di circa 30 cm, anche se la taglia media è generalmente compresa tra 20 e 25 cm. Il corpo è allungato, compresso lateralmente e ricoperto da scaglie ben visibili.

Come riconoscere l’alaccia

Per riconoscere l’alaccia bisogna osservare soprattutto forma del corpo, colore e opercolo. Il corpo è slanciato e compresso sui lati, con fianchi e ventre argentati. Il dorso presenta una colorazione blu-verde, tipica di molti pesci pelagici che vivono in mare aperto o lungo la costa.

Una delle caratteristiche più utili per identificarla è la presenza di una macchia scura sull’opercolo, cioè nella zona che protegge le branchie. Questo dettaglio permette spesso di distinguerla da altre specie simili come sardina e acciuga.

Rispetto alla sardina, l’alaccia appare in genere più allungata e meno compatta. Rispetto all’acciuga, invece, ha un corpo più robusto e una bocca meno evidente.

Differenza tra alaccia, sardina e acciuga

L’alaccia viene spesso confusa con sardina e acciuga perché tutte e tre sono specie pelagiche, vivono in banchi e hanno una colorazione argentata. Tuttavia, esistono alcune differenze importanti che permettono di riconoscerle facilmente.

Distribuzione e habitat dell’alaccia

L’alaccia è diffusa nelle acque temperate e tropicali dell’Oceano Atlantico, del Mar Mediterraneo e del Mar Nero. È una specie tipica delle acque costiere ben ossigenate, ma può spingersi anche più al largo in base alla disponibilità di cibo e alle condizioni ambientali.

Può essere osservata sia vicino alla superficie sia a profondità maggiori, generalmente fino a circa 100 metri. È particolarmente comune nelle zone dove il plancton è abbondante, perché questo rappresenta la base principale della sua alimentazione.

Come molti altri pesci del Mediterraneo, l’alaccia svolge un ruolo ecologico importante: è preda di grandi pesci predatori, uccelli marini e mammiferi marini.

Cosa mangia l’alaccia

La dieta dell’alaccia è composta principalmente da plancton, piccoli crostacei, copepodi e larve di molluschi. Si tratta di un pesce filtratore, capace di trattenere piccole particelle alimentari presenti nell’acqua grazie alle strutture branchiali.

Questo tipo di alimentazione la rende una specie fondamentale nel trasferimento di energia tra il plancton e i predatori più grandi. In altre parole, l’alaccia trasforma una risorsa microscopica come il plancton in biomassa disponibile per pesci predatori, uccelli marini e cetacei.

Riproduzione dell’alaccia

L’alaccia si riproduce attraverso la deposizione di uova pelagiche, che vengono rilasciate in acqua e fecondate esternamente. Il periodo riproduttivo varia a seconda della regione, ma generalmente coincide con i mesi più caldi, quando le condizioni ambientali favoriscono lo sviluppo delle larve.

Le uova galleggiano nella colonna d’acqua e si schiudono dopo pochi giorni. Le larve sono planctoniche e si sviluppano rapidamente, entrando poi a far parte dei grandi banchi tipici della specie.

L’alaccia è un pesce azzurro?

Sì, l’alaccia può essere considerata un pesce azzurro. Come sardine, alici e sgombri, vive in banchi, ha abitudini pelagiche, presenta una colorazione dorsale blu-verde e viene utilizzata nell’alimentazione umana in modo simile ad altri piccoli pesci ricchi di nutrienti.

Il termine “pesce azzurro” non indica una famiglia scientifica precisa, ma un gruppo commerciale e alimentare di specie marine caratterizzate da dorso scuro, fianchi argentati, buona presenza di grassi utili e grande importanza nella dieta mediterranea.

Si mangia l’alaccia?

Sì, l’alaccia è commestibile e viene consumata fresca, fritta, grigliata, salata, essiccata o conservata. In alcune zone del Mediterraneo è meno conosciuta rispetto alla sardina e all’acciuga, ma ha una lunga tradizione nella pesca locale e nella cucina costiera.

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La carne dell’alaccia è saporita e adatta a preparazioni semplici. Può essere cucinata alla griglia, fritta, aggiunta a zuppe di pesce o conservata con metodi tradizionali. Come altri pesci azzurri, è apprezzata anche per il suo rapporto tra valore nutrizionale e costo.

Importanza economica e culturale

L’alaccia ha una notevole importanza commerciale, soprattutto nelle regioni mediterranee e atlantiche. Viene pescata per il consumo umano e può essere commercializzata fresca o trasformata mediante salatura, essiccazione e inscatolamento.

In alcune zone viene utilizzata anche come esca nella pesca di altre specie marine. La sua presenza in grandi banchi la rende una risorsa importante per la pesca professionale, ma anche un elemento essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi marini.

Stato di conservazione

Attualmente l’alaccia non è considerata una specie a rischio di estinzione. Tuttavia, come molte specie pelagiche di interesse commerciale, può essere influenzata dalla pesca intensiva, dai cambiamenti climatici e dalla degradazione degli habitat costieri.

Una gestione sostenibile delle popolazioni è importante per garantire la disponibilità della specie nel lungo periodo e per mantenere l’equilibrio della rete alimentare marina.

Curiosità sull’alaccia

Il nome “alaccia” è collegato al termine latino auritus, che significa “con orecchie”. Il riferimento riguarda probabilmente le macchie scure vicino alle branchie, che possono ricordare delle piccole orecchie.

Le alacce formano grandi banchi e possono migrare lungo le coste alla ricerca di cibo. Questo comportamento le rende simili ad altre specie pelagiche come sardine e acciughe.

L’alaccia è anche un’importante fonte di cibo per numerosi predatori marini, tra cui grandi pesci, uccelli marini e mammiferi marini.

Domande frequenti sull’alaccia

Che pesce è l’alaccia?

L’alaccia è un pesce azzurro pelagico della famiglia Clupeidae. Il suo nome scientifico è Sardinella aurita e vive in grandi banchi nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Atlantico.

Qual è la differenza tra alaccia e sardina?

L’alaccia è simile alla sardina, ma ha un corpo generalmente più allungato e slanciato. Si riconosce anche per la macchia scura sull’opercolo, vicino alla zona delle branchie.

Qual è la differenza tra alaccia e acciuga?

L’alaccia ha corpo più robusto rispetto all’acciuga, mentre l’acciuga è più sottile, affusolata e ha una bocca più evidente. Entrambe sono specie pelagiche e vengono spesso associate al gruppo dei pesci azzurri.

L’alaccia è commestibile?

Sì, l’alaccia è commestibile e può essere consumata fresca, fritta, grigliata o conservata. È un pesce pelagico apprezzato in diverse zone del Mediterraneo.

Dove vive l’alaccia?

L’alaccia vive nel Mar Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Oceano Atlantico, soprattutto in acque temperate, tropicali e costiere ricche di plancton.

L’alaccia è un pesce azzurro?

Sì, l’alaccia è considerata un pesce azzurro per comportamento, habitat, colorazione e uso alimentare simile a sardine, alici e altri piccoli pesci pelagici.

Quanto diventa grande l’alaccia?

L’alaccia può raggiungere circa 30 cm di lunghezza, anche se la taglia media è generalmente compresa tra 20 e 25 cm.

Cosa mangia l’alaccia?

L’alaccia si nutre principalmente di plancton, copepodi, piccoli crostacei e larve di molluschi, che filtra dall’acqua grazie alle strutture branchiali.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra alaccia e sardina?

L'alaccia ha una linea dorata sui fianchi e corpo più alto.

È in aumento?

Sì, con il riscaldamento delle acque.

Come si cucina?

Come la sardina: fritta, alla griglia o marinata.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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