La triglia di fango, conosciuta anche con il nome scientifico Mullus barbatus, è una delle specie ittiche più apprezzate del Mar Mediterraneo, tanto in cucina quanto per il suo ruolo ecologico. Diffusa nei fondali sabbiosi e fangosi, questa triglia rossa è facilmente riconoscibile per il suo aspetto elegante, i barbigli sotto la bocca e il suo tipico colore rosso rosato.
Identikit della specie
Appartenente alla famiglia dei Mullidae, la triglia di fango si distingue dalla sua stretta parente, la triglia di scoglio (Mullus surmuletus), per alcuni tratti morfologici fondamentali:
- Corpo più slanciato, con profilo meno arcuato della testa;
- Colorazione uniforme rosata, senza strisce longitudinali sul dorso;
- Barbigli sensoriali sotto la mandibola, usati per sondare il fondo alla ricerca di prede;
- Linea laterale continua, priva di interruzioni.

Raggiunge solitamente una lunghezza massima di 20-25 cm, anche se gli esemplari commerciali sono spesso intorno ai 12-15 cm.
Habitat e distribuzione
Mullus barbatus predilige i fondali fangosi e sabbiosi tra i 10 e i 300 metri di profondità, ma è più comune tra i 50 e i 150 metri. È presente in tutto il Mar Mediterraneo, nel Mar Nero e lungo le coste orientali dell’Oceano Atlantico, dal Portogallo fino al Marocco.
Le triglie di fango sono bentoniche, ovvero vivono a stretto contatto con il fondale marino. Sono attive soprattutto al crepuscolo, quando escono per cercare piccoli invertebrati, crostacei e vermi nascosti sotto la sabbia.
Riproduzione e biologia
La stagione riproduttiva varia in base alla latitudine, ma nei mari italiani si colloca in genere tra la primavera e l’inizio dell’estate. Le femmine possono deporre fino a 100.000 uova, che vengono rilasciate in acqua dove si sviluppano allo stadio larvale pelagico.
La triglia di fango è una specie a crescita rapida, con un ciclo vitale relativamente breve (3-5 anni), il che la rende più resiliente alla pesca rispetto ad altre specie più longeve.
Pesca e valore commerciale
La triglia di fango è una delle specie più pescate nel bacino del Mediterraneo, in particolare:
- con reti a strascico, in cui rappresenta una delle principali catture accessorie;
- con reti da posta, usate in modo selettivo in alcune regioni costiere.
Secondo i dati della FAO, la produzione mediterranea di Mullus barbatus ha superato in alcuni anni le 20.000 tonnellate annue, con i principali sbarchi in Italia, Grecia e Turchia. Il valore commerciale è medio-alto, con prezzi al dettaglio che possono variare dai 10 ai 25 euro al chilo, a seconda della pezzatura e della stagione.
In cucina: un pesce da gourmet
La triglia di fango è molto apprezzata nella gastronomia italiana, soprattutto nelle cucine regionali del sud e delle isole. Le sue carni sono bianche, morbide, saporite e si prestano a numerose preparazioni:
- fritte intere, dopo essere state infarinate;
- al forno con pomodorini, olive e capperi;
- nei sughi per condire la pasta;
- in zuppe di pesce, come il cacciucco livornese o la zuppa gallurese.
Il sapore delicato ma deciso delle sue carni l’ha resa una presenza fissa nei mercati ittici italiani.
Conservazione e sostenibilità
La triglia di fango non è attualmente considerata una specie minacciata, ma la pesca intensiva in alcune aree può provocare localmente una riduzione degli stock. Per questo motivo, viene monitorata da diversi programmi europei di valutazione delle risorse demersali, come il progetto MEDITS.
L’uso di attrezzi più selettivi, il rispetto delle taglie minime (11 cm) e dei periodi di fermo biologico è fondamentale per garantire una pesca sostenibile di questa specie così preziosa per l’equilibrio dell’ecosistema bentonico.

