Scheda scientifica marina

Ranzania laevis: il parente snello del pesce luna

Ranzania laevis

Actinopterygii IUCN NE — Non valutata
Nome scientifico
Ranzania laevis
Stato IUCN
NE — Non valutata

Ranzania laevis, il pesce luna troncato o pesce luna sottile, non è una specie aliena: è un abitante nativo, seppure raro, del Mediterraneo, parente stretto del più noto pesce luna (Mola mola). Ecco come riconoscerlo, cosa fare se lo incontri e perché il suo nome è un piccolo omaggio alla scienza italiana.

Cosa c’è da sapere subito

  • È una specie nativa, non introdotta: cosmopolita, presente in tutti i mari tropicali, subtropicali e temperato-caldi, Mediterraneo incluso.
  • Status IUCN: Least Concern (Minima Preoccupazione) — nessun problema di conservazione noto a livello globale, pur restando poco comune e poco osservato nel bacino.
  • Il genere Ranzania è monotipico: questa è l’unica specie vivente, tutte le altre appartenenti al genere sono conosciute solo come fossili.
  • Il nome onora il naturalista bolognese Camillo Ranzani (1775-1841).
  • Finisce occasionalmente nelle reti da circuizione, ma le sue carni — come quelle del pesce luna comune — sono considerate a malapena commestibili.

Come riconoscerlo (e non confonderlo col pesce luna comune)

A un primo sguardo Ranzania laevis ricorda il pesce luna (Mola mola), di cui condivide la strana forma “troncata” nella parte caudale, con pinna dorsale e anale simmetriche. Ma le differenze sono nette una volta che sai cosa cercare:

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  • Taglia: molto più piccolo, fino a circa 80 cm-1 metro, contro i 2-3 metri del pesce luna comune.
  • Forma del corpo: nettamente più allungato e affusolato — circa il doppio più lungo che alto, mentre il pesce luna è quasi discoidale.
  • Colorazione: dorso scuro o nero, fianchi grigi con punti scuri, striature ondulate argentate sotto la testa e sul ventre, spesso bordate di scuro. La coda è gialla.
  • Pelle: relativamente liscia, a differenza della pelle ruvida e spessa del pesce luna comune.
  • Bocca: le labbra formano una sorta di imbuto con apertura verticale, diverso dal becco del pesce luna.

Per il confronto completo con Mola mola — comprese le altre specie di molidi come Masturus lanceolatus e Mola alexandrini — vedi la nostra scheda dedicata al pesce luna.

Dove vive e cosa mangia

È una specie pelagica, spesso gregaria, che frequenta le acque aperte lontano dalla costa. Lungo le coste europee arriva fino alle Isole Britanniche (raramente in Scandinavia); nel Mediterraneo la sua presenza è nota ma non comune, con segnalazioni anche da acque italiane.

A differenza del pesce luna comune, che si nutre soprattutto di meduse, ctenofori e zooplancton, studi recenti (Nyegaard et al., 2017) hanno documentato che Ranzania laevis è in realtà un predatore attivo di calamari — una dieta più specializzata di quanto si pensasse in passato per un pesce spesso liquidato come “cugino minore” del pesce luna.

Cosa fare se lo vedi o lo peschi

  • Se lo avvisti in mare o in immersione: è un avvistamento raro e interessante — fotografalo se possibile e considera di segnalarlo a un progetto di citizen science locale o alla Stazione Zoologica più vicina. Ogni segnalazione aiuta a capire meglio la sua distribuzione reale nel Mediterraneo, che resta poco documentata.
  • Se lo catturi accidentalmente con reti da circuizione o altri attrezzi: non è una specie protetta con obblighi di rilascio immediato, ma essendo poco comune e le sue carni scarsamente commestibili, il rilascio è comunque la scelta più sensata quando possibile.
  • Non c’è alcun rischio per l’uomo: nessuna tossicità nota, nessuna spina velenifera — a differenza di altri Tetraodontiformes come i pesci palla, l’ordine a cui pure appartiene.

Curiosità: un nome che viene dall’Italia

Il genere Ranzania fu dedicato dal naturalista Giovanni Domenico Nardo nel 1840 a Camillo Ranzani, zoologo bolognese vissuto tra il 1775 e il 1841 — uno dei tanti casi in cui la tassonomia marina porta la firma della scienza naturalistica italiana dell’Ottocento.

Domande frequenti

È una specie aliena o invasiva?
No. È una specie nativa del Mediterraneo, semplicemente rara e poco osservata per le sue abitudini pelagiche.

È pericolosa?
No, nessun rischio noto per l’uomo, né per contatto né per consumo (anche se le carni sono considerate poco appetibili).

Copertina del libro I pesci ossei del Mediterraneo: Guida illustrata a 150 specie di Marcello Guadagnino
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Come si distingue dal pesce luna comune?
Per la taglia molto più piccola (fino a un metro contro i 2-3 metri del Mola mola), il corpo più allungato e affusolato, e la coda gialla.

È a rischio di estinzione?
No, è classificata come Least Concern dalla IUCN a livello globale, pur restando poco comune nel Mediterraneo.

Di cosa si nutre?
Studi recenti indicano una dieta specializzata basata sulla predazione di calamari, diversa da quella più generalista e gelatinosa del pesce luna comune.

Per approfondire la famiglia dei molidi: la scheda completa del pesce luna (Mola mola).


Fonti: Wikipedia IT/EN — Ranzania laevis, Slender sunfish; Jing, Zapfe, Shao et al. (2020) — IUCN Red List assessment; Nyegaard, Loneragan & Santos (2017), Journal of Fish Biology 90(6):2480-2487 — predazione di calamari; Tortonese (1975), Osteichthyes, Fauna d’Italia vol. XI; Costa (1991), Atlante dei pesci dei mari italiani; Louisy & Trainito (2006), Guida all’identificazione dei pesci marini d’Europa e del Mediterraneo.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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