Nuova specie di mollusco scoperta negli abissi oceanici

A circa 480 chilometri a sud-est di Tokyo, un sottomarino con equipaggio ha osservato un’insolita creatura su una parete di roccia vulcanica, a una profondità di circa 6.000 metri. Si trattava di una patella con un guscio sottile e bluastro, un incontro che ha portato all’identificazione di una nuova specie e all’ampliamento dell’albero della vita.

La nuova specie è stata battezzata Bathylepeta wadatsumi. Fa parte delle vere patelle, un gruppo che di solito vive nelle pozze di marea poco profonde, ma questo esemplare è stato rinvenuto in un ambiente abissale, privo di luce. Il suo guscio può raggiungere i 40,5 millimetri, una dimensione considerevole per una patella che vive a tali profondità. Secondo Chong Chen, autore principale dello studio e scienziato senior presso il JAMSTEC, il guscio appare “sottile, traslucido, grigio-bluastro, leggermente elastico, probabilmente con un alto contenuto organico”. Sotto il guscio, il mollusco è di colore marrone-rossastro, con un piede muscoloso che gli consente di muoversi. Sul guscio si notano striature bianche radiali che aiutano a distinguerlo da altre specie.

L’esemplare è stato trovato su una scarpata rocciosa, ricoperta da un sottile strato di sedimenti. Un segno curvo lasciato sul fondale indicava che l’animale si era nutrito raschiando il sedimento. Benché più individui siano stati osservati dal sottomarino, solo uno è stato raccolto con successo, diventando l’olotipo, ossia l’esemplare di riferimento conservato in un museo.

Questa scoperta ha grande valore ecologico: per molto tempo l’abisso è stato immaginato come una pianura fangosa uniforme, ma studi recenti hanno rivelato la presenza diffusa di affioramenti rocciosi che ospitano comunità peculiari. La presenza di Bathylepeta wadatsumi a quasi 6.000 metri conferma questa visione e suggerisce che molte altre specie abissali sfuggano ai metodi di campionamento tradizionali.

Per collocare la nuova specie nella sua famiglia, il team ha combinato analisi morfologiche e genetiche, basate sul gene COI, costruendo un albero filogenetico che conferma l’appartenenza del mollusco al gruppo delle vere patelle. Questo risultato si allinea con recenti studi che indicano un singolo evento di colonizzazione delle acque profonde da parte delle patelle, da cui si sarebbero poi differenziate in più famiglie.

Il confronto con le specie affini, come Bathylepeta linseae (descritta in Antartide nel 2006) e un’altra specie rinvenuta al largo del Cile, mostra differenze significative nella forma del guscio e nella struttura della radula, il nastro di denti chitinosi usato per raschiare il cibo. B. wadatsumi risulta più grande e con denti marginali più sviluppati, adattati a nutrirsi del sottile strato di detriti organici depositato sulle rocce.

Questa scoperta stabilisce un nuovo record di profondità per il clade delle patelle (Patellogastropoda) e sottolinea l’importanza delle esplorazioni con sottomarini abitati, che consentono osservazioni dirette, tracciamento dei segni di alimentazione e decisioni di campionamento rapide.

Ogni nuova immersione in ambienti rocciosi abissali potrebbe rivelare altri individui o persino nuove specie. Collezioni museali, dati genetici e fotografie dettagliate saranno fondamentali per comprendere come questi molluschi si distribuiscono e sopravvivono nel buio degli abissi.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Zoosystematics and Evolution.

Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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