Carcharodon carcharias · Mediterraneo · 17 aprile 1987
Lo squalo bianco di Malta:
7,14 metri o una leggenda?
La cattura più controversa della storia degli squali nel Mediterraneo. Un pescatore, una misura straordinaria, testimonianze contraddittorie e vent’anni di indagini scientifiche per avvicinarsi alla verità.
Il contesto
Una cattura destinata a fare storia
Numerose fonti riportano che la cattura del più grande squalo bianco mai pescato al mondo avvenne nel Mar Mediterraneo il 17 aprile 1987 a Malta, con una lunghezza di 7,14 metri e un peso di 3.165 tonnellate. La realtà, come vedremo, è più complessa — e più interessante.
La conoscenza degli eventi è dovuta principalmente al libraio John Abela, che raccolse testimonianze dei pescatori direttamente coinvolti: Alfredo Cutajar e Vince D’Amato. Il suo racconto è però in parte controverso. A fare da contraltare c’è Alex Buttigieg, subacqueo professionista maltese appassionato di squali fin dagli anni ’70, che assistette allo sbarco come spettatore. Diversi scienziati si interessarono poi alla questione: Ian Fergusson, Henri Mollet e Alessandro De Maddalena.
Scheda dell’esemplare — Malta 1987
La mattina del 17 aprile 1987
La cattura: dalle 4:30 alle ore 12:00
Alle 4:30 del mattino, a Wied iż-Żurrieq sulla costa meridionale di Malta, Alfredo Cutajar salpa per controllare i palamiti. A bordo di una barca lunga 5 metri con un motore fuoribordo da 9,9 cavalli, si dirige verso le boe immerse a 2 chilometri a sud-est dell’isola di Filfla. I palamiti sono dotati di ami da 25 centimetri distanziati di circa 25 metri, mirati a catturare tonno rosso e pesce spada.
Arrivando nella zona verso le 7, uno dei galleggianti intermedi è invisibile — segno di una cattura di dimensioni notevoli. Con l’aiuto di un argano, Cutajar tenta invano di tirare su la lenza. Chiama in soccorso il capitano di una barca d’altura, il cui verricello riesce gradualmente a portare in superficie qualcosa di enorme e bianco. È uno squalo bianco gigante, ancora vivo. Vince D’Amato ipotizza che l’animale fosse rimasto inizialmente intrappolato in una rete e, liberandosi parzialmente, fosse poi caduto vittima del palangaro. Cutajar aveva avuto un’esperienza simile nel marzo 1973, ma questa volta l’animale supera in dimensioni la sua stessa imbarcazione.
I marinai collegano lo squalo alla seconda barca e lo trainano verso il porto più vicino — ma la struttura di sollevamento disponibile non è sufficiente. Serve la gru portuale di Marsaxlokk, il porto di pesca più importante dell’arcipelago, che si trova ad altre due ore di navigazione. Un folto gruppo di persone attende l’equipaggio quando arriva verso mezzogiorno. Lo squalo mostra ancora segni di vita.
È qui che entra in scena John Abela. Il libraio si precipita sul posto e negozia con i pescatori: vuole acquistare la mascella e portare la cattura all’attenzione internazionale. È una nobile ambizione che si scontra però con una mancanza di professionalità che segnerà per sempre la storia di questa cattura.
Il nodo della questione
La dimensione dello squalo: dove nascono le controversie
Abela sostiene inizialmente che lo squalo sia stato misurato correttamente a terra, eviscerato ma non sospeso in aria. Buttigieg, presente a una ventina di metri, contraddice questa versione. Sotto pressione, Abela ammette che le misurazioni furono effettuate successivamente al mercato del pesce di La Valletta — senza che si sappia come.
Il giorno seguente il giornale locale In Taghn Nazzjon pubblica la notizia con una misura ufficiale: 23 piedi e 5 pollici, ovvero 7,14 metri. La dimensione fu misurata due volte, dalla punta del muso all’apice del lobo superiore della pinna caudale. Una delle misure aveva dato addirittura 8,85 metri, scartata tenendo conto della curvatura dell’addome. Curiosamente, nessuna delle foto pubblicate da Abela mostra lo squalo nella sua lunghezza completa.
Dallo stomaco dell’animale vengono estratti: una verdesca (Prionace glauca) di 2 metri intatta, un delfino di circa 2,5 metri tagliato in due con la testa in stato di decomposizione, e una tartaruga (Caretta caretta) di 70 centimetri. L’esame rivela il sesso: femmina. L’utero aperto portò erroneamente a concludere che aveva partorito dieci piccoli squali una settimana prima — una conclusione poi smentita.
“Lo squalo era immenso, era ancora vivo quando squartammo la sua pancia…”
Alfredo Cutajar, pescatore — testimonianza diretta
L’indagine scientifica
Vent’anni di analisi: cosa dice la scienza
Dal 1987 al 2001, biologi e ricercatori di tre paesi diversi hanno esaminato le fotografie, le mascelle conservate e le pinne dello squalo di Malta. Ecco le conclusioni di ciascuno.
John Abela — libraio maltese
7,14 m dichiarati
Misura pubblicata sul giornale locale In Taghn Nazzjon il giorno dopo la cattura. Effettuata al mercato del pesce di La Valletta con modalità non documentate. Abela ammetterà anni dopo che avrebbe potuto fare misurazioni errate.
Alex Buttigieg — subacqueo, testimone oculare
~6,1 m (20 piedi)
Buttigieg misura la circonferenza delle mascelle conservate e ritrova le pinne pettorali dello squalo in un negozio a Malta. Considerando il normale tasso di contrazione delle strutture essiccate e confrontando con altri grandi esemplari documentati, conclude che lo squalo non superava certamente i 7 metri. La sua stima: circa 6,096 metri.
Henri Mollet — biologo, stima morfometrica
~5,6–5,7 m
Mollet applica la metodologia morfometrica standardizzata ai dati fotografici disponibili. La sua stima è la più conservativa tra quelle degli scienziati coinvolti, collocando l’esemplare ben al di sotto dei 6 metri.
Ian Fergusson — biologo, indagine BBC Radio 4
5,2–5,5 m (al massimo)
Una squadra della BBC Radio 4 viene inviata a Malta per condurre un’indagine. Vengono scoperte foto inedite negli uffici di In Nazzjon Taghna. Fergusson le esamina e stima 17–18 piedi al massimo (5,2–5,5 m). La BBC contatta Abela in diretta: dopo scambi contraddittori, il maltese ammette che avrebbe potuto fare misurazioni errate.
Alessandro De Maddalena et al. — analisi morfometrica definitiva
6,68–6,81 m
De Maddalena, Zuffa, Lipej e Celona pubblicano su Annales, Series historia naturalis l’analisi più completa mai condotta sull’esemplare di Malta. Esaminando tutte le evidenze fotografiche disponibili e applicando metodologie morfometriche rigorose, concordano su una dimensione tra 6,68 e 6,81 metri. È la stima più attendibile e quella maggiormente accettata dalla comunità scientifica.
Il verdetto
Un gigante del Mediterraneo, non del pianeta
In generale, è opportuno essere cauti riguardo ai record di dimensioni. Un protocollo preciso è fondamentale affinché gli scienziati possano ottenere dati comparabili. Senza questo, qualsiasi misurazione può essere considerata sospetta.
Lo squalo di Malta era quasi certamente il più grande Carcharodon carcharias mai documentato nel Mediterraneo — ma non il più grande del mondo. La misura di 7,14 m non è scientificamente sostenibile. La stima più attendibile (De Maddalena 2001) lo colloca tra 6,68 e 6,81 metri: un esemplare eccezionale, comunque tra i più grandi mai documentati nel Mediterraneo.
Sintesi scientifica
Cosa sappiamo con certezza
La cattura del 17 aprile 1987 a Malta è reale e documentata fotograficamente. L’esemplare era una femmina di Carcharodon carcharias di proporzioni eccezionali per il Mediterraneo. La misura di 7,14 m non è confermata da nessuna analisi scientifica indipendente. La stima più affidabile disponibile (De Maddalena et al., 2001) è di 6,68–6,81 metri. Lo squalo di Malta rimane uno dei più grandi esemplari mai documentati nel Mar Mediterraneo — e probabilmente il più grande femmina mai catturata accidentalmente nel bacino. Per un confronto con gli altri grandi casi storici, consulta la nostra guida completa ai più grandi squali bianchi mai documentati →
Domande frequenti
FAQ — Lo squalo bianco di Malta
Lo squalo bianco di Malta era davvero il più grande del mondo?
No. La misura di 7,14 m dichiarata da John Abela non è stata confermata da nessuna analisi scientifica indipendente. Ian Fergusson (BBC, 1998) stima 5,2–5,5 m; Alex Buttigieg (testimone oculare) circa 6,1 m; De Maddalena et al. (2001) tra 6,68 e 6,81 m. Era quasi certamente il più grande squalo bianco mai documentato nel Mediterraneo, ma non il più grande del mondo.
Chi era Alfredo Cutajar?
Alfredo Cutajar era un pescatore maltese di Wied iż-Żurrieq. Lavorava con palamiti per pesce spada e tonno rosso. Non era la prima volta che incappava in uno squalo bianco — aveva avuto un’esperienza simile nel marzo 1973. La cattura del 1987 rimane la più straordinaria della sua carriera.
Perché le misurazioni sono così controverse?
Le misurazioni furono effettuate al mercato del pesce di La Valletta, senza un protocollo scientifico documentato. Nessuna delle fotografie scattate mostra lo squalo nella sua lunghezza completa. Le mascelle e le pinne, essiccate negli anni, si contraggono significativamente — rendendo le stime retrospettive difficili ma non impossibili. La contrazione delle strutture cartilaginee deve essere corretta con appositi coefficienti morfometrici.
Esistono ancora squali bianchi a Malta e nel Mediterraneo?
Sì, ma sono estremamente rari. La popolazione mediterranea di Carcharodon carcharias è classificata come Critically Endangered dalla IUCN, con soli 30–50 esemplari stimati. La specie è protetta in tutta l’UE dal 2005 e in Italia dal D.M. del 1993.
Qual è la dimensione reale più attendibile per lo squalo di Malta?
La stima più affidabile è quella di Alessandro De Maddalena e colleghi (2001), pubblicata su Annales, Series historia naturalis: tra 6,68 e 6,81 metri. Si tratta dell’analisi morfometrica più completa condotta sull’esemplare, basata su tutte le evidenze fotografiche disponibili.
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Fonti scientifiche
- De Maddalena A., Zuffa M., Lipej L., Celona A. (2001) — An analysis of the photographic evidences of the largest Great White Sharks captured in the Mediterranean Sea with considerations about the maximum size of the species. Annales, Series historia naturalis, 11(2): 193-206.
- Mollet H. et al. (1996) — A review of length validation methods and protocols to measure large white sharks. In Kimley A.P. & Ainley D.G. — Great white shark: the biology of Carcharodon carcharias. Academic Press, San Diego, pp. 91-108.
- Fergusson I.K. (1996) — Distribution and autecology of the White Shark in the Eastern North Atlantic Ocean and the Mediterranean Sea. In Kimley A.P. & Ainley D.G., op. cit., pp. 321-345.
- BBC Radio 4 (1998) — Indagine sulla cattura dello squalo bianco di Malta. Intervista a Ian Fergusson e John Abela.
- IUCN Red List (2024) — Carcharodon carcharias. Mediterranean subpopulation: Critically Endangered.