Biologia Marina

Anatomia del pesce: l’apparato digerente dei pesci

L’anatomia del pesce è adattata alla vita in acqua: il corpo è idrodinamico, la respirazione avviene con le branchie e il galleggiamento con la vescica natatoria. In questo articolo vediamo in sintesi gli organi principali e poi, in dettaglio, l’apparato digerente dei pesci, che cambia molto a seconda di cosa mangiano.

In questo articolo · 5 sezioni
  1. Gli organi principali di un pesce osseo
  2. Come è fatto l’apparato digerente
  3. Come i pesci eliminano le scorie
  4. Domande frequenti
  5. Fonti
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Gli organi principali di un pesce osseo

  • Pelle e scaglie: proteggono il corpo e riducono l’attrito. Leggi la guida alle scaglie dei pesci.
  • Pinne: dorsale, anale e caudale stabilizzano e spingono; pettorali e ventrali servono a frenare e manovrare.
  • Branchie: estraggono l’ossigeno dall’acqua. Approfondisci in le branchie nei pesci.
  • Vescica natatoria: un sacco di gas che regola il galleggiamento. Vedi cos’è la vescica natatoria.
  • Linea laterale: un organo di senso lungo i fianchi che percepisce vibrazioni e correnti.
  • Cuore: ha due cavità principali e pompa il sangue verso le branchie.
  • Reni: regolano acqua e sali.
  • Apparato digerente: bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino, fegato e pancreas.
Schema dell'apparato digerente di un pesce osseo

Come è fatto l’apparato digerente

Nei pesci il tubo digerente è più semplice che nei mammiferi. Non c’è una netta divisione tra intestino tenue e crasso: si parla in genere di intestino anteriore, medio e posteriore. La struttura cambia molto tra carnivori, onnivori ed erbivori.

Bocca e denti

La forma della bocca racconta la dieta. I predatori, come la spigola o il barracuda, hanno bocche grandi e denti aguzzi per afferrare le prede. Gli sparidi come l’orata hanno denti molariformi per rompere conchiglie. Molti pesci hanno anche denti faringei in gola, che sminuzzano il cibo. Nei pesci filtratori, come sardine e acciughe, le branchiospine fitte trattengono il plancton.

Esofago e stomaco

L’esofago è corto e muscoloso. Lo stomaco può essere a forma di sacco o a Y e produce acido e enzimi per digerire le proteine. Nei predatori è molto dilatabile: alcuni pesci abissali ingoiano prede grandi quasi quanto loro. Non tutti i pesci hanno lo stomaco: ne sono privi, per esempio, le carpe e gli altri ciprinidi, molti labridi e i pesci pappagallo. Il cefalo ha invece uno stomaco con una parete muscolosa simile al ventriglio degli uccelli, che macina il cibo misto a sabbia.

Ciechi pilorici

All’inizio dell’intestino molti pesci ossei hanno i ciechi pilorici, piccole sacche a dito che aumentano la superficie di assorbimento. Sono pochi nella spigola e numerosi nel salmone e nello sgombro.

Intestino

Nell’intestino si completa la digestione e si assorbono i nutrienti. La lunghezza dipende dalla dieta: nei carnivori è corto, spesso più corto del corpo; negli erbivori e nei detritivori, come la salpa e il cefalo, è lungo e ripiegato, anche più volte la lunghezza del pesce. Gli squali e le razze hanno una valvola spirale, una piega interna a spirale che rallenta il passaggio del cibo e aumenta l’assorbimento.

Fegato e pancreas

Il fegato produce la bile, conservata nella cistifellea, e immagazzina grassi ed energia. Negli squali è enorme e ricco di olio: aiuta anche a galleggiare. Il pancreas produce gli enzimi digestivi; nei pesci ossei è spesso sparso in piccoli gruppi di cellule lungo i vasi o nel fegato.

Come i pesci eliminano le scorie

Il principale prodotto di scarto delle proteine nei pesci è l’ammoniaca, che esce soprattutto attraverso le branchie. I reni regolano invece acqua e sali. I pesci d’acqua dolce assorbono continuamente acqua e producono molta urina diluita. I pesci di mare perdono acqua: per compensare bevono acqua salata ed eliminano i sali in eccesso attraverso cellule speciali delle branchie.

Domande frequenti

I pesci hanno lo stomaco?

Molti sì, ma non tutti: carpe, molti labridi e pesci pappagallo ne sono privi e digeriscono tutto nell’intestino.

Perché bisogna eviscerare subito il pesce pescato?

Perché gli enzimi e i batteri dell’intestino iniziano presto a degradare la carne. L’eviscerazione riduce anche il rischio che parassiti come l’anisakis passino dalle viscere ai muscoli.

Fonti

  • Stevens C.E. e Hume I.D. (2004), Comparative Physiology of the Vertebrate Digestive System, Cambridge University Press.
  • Grosell M., Farrell A.P. e Brauner C.J. (2010), The Multifunctional Gut of Fish, Academic Press.
  • Frontiers in Marine Science (2019), schema dell’apparato digerente dei pesci.
Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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