Scheda scientifica marina

La ciprea sporca- Naria spurca

Naria spurca

Gastropoda IUCN NE — Non valutata
Famiglia
Nome scientifico
Naria spurca
Stato IUCN
NE — Non valutata

Una delle sole quattro specie di ciprea che vivono nel Mediterraneo — e forse la più curiosa da un punto di vista linguistico, visto che il suo nome ha attraversato i secoli fino a battezzare un intero materiale ceramico.

Nascosta sotto i sassi, nelle fessure delle rocce o negli anfratti in ombra dei fondali del Mediterraneo meridionale, si trova una piccola conchiglia dalla forma ovoidale, liscia e lucidissima, che sembra levigata a mano: è la porcellana, Naria spurca, uno dei quattro soli rappresentanti della famiglia delle Cipreidi nel bacino — insieme a Luria lurida, Zonaria pyrum e Schilderina achatidea — la stessa famiglia dei ben più celebri “gusci di ciprea” tropicali, di cui esistono oltre 200 specie nei mari caldi del pianeta, ma che nel Mediterraneo contano appena quattro presenze.

Il nome che ha battezzato un materiale

C’è una curiosità linguistica che pochi conoscono: il termine italiano “porcellana”, con cui chiamiamo sia questa conchiglia sia il celebre materiale ceramico, nasce dallo stesso etimo. Deriverebbe dal latino porcella, “piccola scrofa”, per la somiglianza dell’apertura della conchiglia con la vulva di una scrofa — un’origine curiosa quanto poco elegante. Fu proprio la lucentezza e la superficie liscia e bianca di queste conchiglie a suggerire, secoli dopo, il nome per la ceramica fine importata dalla Cina, che a molti osservatori europei ricordava la stessa superficie perlacea. Anche il nome della specie, spurca — dal latino “sporca”, “immonda” (da cui il nome comune inglese dirty cowry) — non è meno curioso: alcuni lo ricollegano alle macchie scure che punteggiano il guscio, altri al mantello irto di papille, spesso ricoperto da piccoli organismi epibionti che gli danno un aspetto meno immacolato rispetto ad altre ciprea.

Anche il suo inquadramento tassonomico è cambiato di recente: fino a poco tempo fa la specie veniva classificata nel genere Erosaria (dal latino erosus, “eroso”), ma è stata di recente spostata al genere prioritario Naria, istituito dal naturalista britannico John Edward Gray nel 1837.

Aspetto e riconoscimento

Il guscio ha una caratteristica forma a uovo, bombato sul dorso, liscio e lucido, con una colorazione di fondo chiara — giallina, biancastra o grigiastra — punteggiata da macchie tondeggianti che vanno dall’arancione al bruno (anche se non mancano esemplari a tinta uniforme). I margini, giallastri, sono crenulati o segnati da una serie di piccole fossette, mentre la parte ventrale, generalmente biancastra o color panna, porta lungo il bordo del labbro una fila di denti bianchi ben rilevati. La lunghezza media si aggira tra i 2,5 e i 4 cm, raramente oltre. Quando l’animale si muove, il mantello — dal colore variabile, dal grigio biancastro al bordeaux — ricopre parzialmente il guscio, mostrando lunghe papille sensoriali ramificate.

Abitudini e habitat

È una specie notturna: di giorno resta nascosta sotto le pietre, nelle fessure rocciose o in altri anfratti bui, comunemente a modeste profondità (1-2 metri), anche se alcuni esemplari si rinvengono più in profondità (15-20 metri, occasionalmente fino a 50 metri), per uscire solo con il buio. Frequenta soprattutto le praterie di Posidonia oceanica e gli ambienti rocciosi in ombra. Un dettaglio curioso: non è raro trovare il guscio vuoto della ciprea sporca proprio davanti alla tana di un polpo — segno che questo mollusco rientra spesso tra le sue prede predilette.

Una specie meno rara di quanto si credeva

Fino agli anni ’70 la ciprea sporca era considerata una delle conchiglie più rare di tutto il Mediterraneo, ambitissima dai collezionisti di malacologia. Con il tempo, e con l’aumento delle osservazioni subacquee, la sua fama di rarità si è ridimensionata: oggi è nota con una certa frequenza in diverse località del Mediterraneo centrale e meridionale — dall’Italia del sud fino a Lampedusa, Malta e Creta — pur restando un incontro sempre gradito per chi ama esplorare grotte e anfratti notturni. È presente anche lungo le coste atlantiche africane occidentali, dal Marocco all’Angola, comprese Canarie e Capo Verde, ed è stata introdotta anche nel Mar Rosso.

La specie mostra inoltre una notevole variabilità geografica: accanto alla forma mediterranea tipica esistono sottospecie e varietà distinte, come quella atlantica più chiara e cilindrica, quella endemica delle isole di Sant’Elena e Ascensione, e una forma rinvenuta nelle acque profonde delle Canarie, tra i 100 e i 500 metri, in stretta associazione con il corallo Dendrophyllia ramea.


Domande frequenti

Perché si chiama ciprea sporca?

La conchiglia ha macchie brunastre sparse.

È protetta?

Sì, è vietato raccoglierla.

Quando è attiva?

Di notte.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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