Scheda scientifica marina

Il cornetto comune – Phorcus turbinatus

Phorcus turbinatus

IUCN NE — Non valutata
Nome scientifico
Phorcus turbinatus
Stato IUCN
NE — Non valutata

Un piccolo gasteropode da poche decine di millimetri, raccolto per millenni dall’uomo lungo le coste del Mediterraneo, che oggi permette agli scienziati di ricostruire le temperature del mare in epoche in cui non esisteva alcun termometro.

Lungo le rocce battute dalla marea di tutto il Mediterraneo (escluso il Mar Nero) e dell’Atlantico orientale, tra Portogallo meridionale, Marocco e Canarie, si trova il cornetto comune, Phorcus turbinatus, un piccolo gasteropode marino della famiglia Trochidae. La conchiglia è robusta, di forma conica arrotondata, con 5-6 spire poco distinte all’apice e una dimensione compresa tra 15 e 40 mm; la colorazione di fondo grigia, giallastra o verdastra è ornata da macchie viola, rossastre o color cioccolato, spesso disposte in disegni irregolari a scacchiera.

Un nome che viene dal mito

Il nome del genere, Phorcus, deriva da una divinità marina della mitologia greca antica, mentre il nome della specie, turbinatus, significa in latino “di forma conica” — un riferimento diretto alla forma del guscio. Non è un caso isolato di confusione tassonomica: questa specie ha accumulato nel tempo una lunga lista di sinonimi (Osilinus turbinatus, Monodonta turbinata, Trochocochlea turbinata, tra gli altri), al punto che due importanti database di riferimento per la biologia marina non concordano nemmeno sul nome valido — SeaLifeBase la classifica come Osilinus turbinatus, mentre WoRMS la riconosce come Phorcus turbinatus.

Un archivio climatico vivente

L’aspetto più sorprendente di questa specie riguarda il suo utilizzo in ambito scientifico ben oltre la biologia marina. I gusci di Phorcus turbinatus si ritrovano in abbondanza nei depositi archeologici di tutta la regione mediterranea, spesso accumulati da comunità costiere che raccoglievano questi molluschi per l’alimentazione già in epoche preistoriche. Proprio questa abbondanza li ha resi una fonte preziosa di dati per la ricerca paleoclimatica: analizzando la crescita del guscio e la composizione degli isotopi dell’ossigeno al suo interno, i ricercatori sono in grado di ricostruire le temperature superficiali del mare (paleotemperature) e persino la stagionalità della raccolta praticata dagli uomini del passato (paleostagionalità) — uno studio pubblicato da Mannino, Thomas, Leng e Sloane ha dimostrato nel dettaglio come la crescita di questo guscio custodisca un archivio chimico delle condizioni marine di migliaia di anni fa.

Come riconoscerlo tra le specie simili

All’interno dello stesso genere, Phorcus turbinatus si distingue da Phorcus articulatus per la presenza di cingoli spirali fino all’ultimo giro e per la colorazione a macule brune o bruno-rossicce; da Phorcus mutabilis per i cingoli spirali più larghi, irregolari e marcati, e per la totale assenza di ombelico. Rispetto al genere affine Gibbula, si riconosce per l’ultimo giro dal profilo arrotondato (anziché angoloso) e per la presenza di una piccola nodulosità sporgente alla columella, assente nelle Gibbula.

Habitat e alimentazione

Vive nella fascia di marea (piano mesolitorale) e nei fondali rocciosi poco profondi, spesso in prossimità delle praterie di Posidonia oceanica, dalla battigia fino a 5-10 metri di profondità. È un erbivoro che si nutre brucando alghe dalla superficie delle rocce, ed è ovoviviparo/oviparo a seconda delle fonti, con riproduzione tipica dei trochidi mediterranei.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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