La pesca illegale. Un giro d’affari che ammonta a piu’ di 20 miliardi di dollari all’anno.

Se la pesca illegale in Italia rimane un fenomeno occultato nel resto del mondo diventa un sostegno per la criminalità organizzata. Questo non fa altro che mettere al tappeto, come abbiamo sempre sostenuto, i piccoli commercianti ed i pescatori locali. Il giro d’affari pesce importato in Italia proveniente da pesca illegale è stimato a circa 1 miliardo di euro l’anno.

Gli oceani sono solcati ogni anno da pescherecci che sfruttano oltre modo i fondali e l’ambiente marino. Sempre piu’ spesso questi pescherecci provengono da stati accondiscendenti alle manovre illegali di grandi organizzazioni. Panama e Liberia, o anche Mongolia e Afghanistan che non hanno nessuno sbocco sul mare. La pesca illegale spoglia i paesi in via di sviluppo di una loro importante risorsa. La Guinea ad esempio perde sino a 100 milioni di dollari l’anno a causa di imbarcazioni “straniere” che entrano a pescare nel suo territorio sottraendo risorse.

giornata-mondiale-della-pesca-1-700x350 Il business della pesca illegale
Da notare i dati sconfortanti: il 61% delle specie sono sfruttate totalmente ed il 29% invece è sovrasfruttato.

Le coste dell’Africa occidentale sono solcate da enormi imbarcazioni da pesca battenti bandiera cinese conosciuti anche come “monster boat”. Queste imbarcazioni riescono a portar via in una sola volta sino a 400 tonnellate di pesce al giorno. La mafia russa controlla poi tutto il Mar Baltico, abbattendo il muro delle quote prefissate per la pesca del merluzzo. Questi carichi di pesce vengono poi venduti i Europa e immessi sul mercato da compagnie compiacenti. Tutto cio’ porta ad un depauperamento del mare che va incontro all’OVER-FISHING, ne risentono gli operatori della piccola pesca e le piccole imprese di vendita al dettaglio di pesce fresco.

Interessante video sulla pesca pirata da non perdere.

 

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