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  • Ultima modifica dell'articolo:6 Gennaio 2023

L’inquinamento acustico dovuto dai motori delle navi e altri rumori umani possono inibire alcune specie marine, impedendo ad esse di nutrirsi e di comunicare.

Un nuovo studio pubblicato su Plos One oggi dimostra che inibisce la riproduzione nei granchi della specie Carcinus maenas.

Lo studio portato a termine da Kara Rising, Jorg Hardege e da Tom Tregenza dimostra gli impatti negativi dell’inquinamento acustico marino

Per verificare se il rumore ha un impatto sull’accoppiamento dei crostacei, i ricercatori hanno testato le risposte dei maschi di granchio verde della costa sud-occidentale del Regno Unito esponendoli a registrazioni del rumore di navi e barche e contemporaneamente presentando loro una finta femmina in spugna imbevuta di feromone.

I ricercatori hanno riscontrato un effetto significativo e negativo del rumore sul comportamento di accoppiamento rispetto a condizioni di assenza di rumore. Tali effetti suggeriscono una compromissione riproduttiva dovuta al rumore delle navi, che potrebbe potenzialmente contribuire alla diminuzione delle popolazioni di crostacei e a conseguenti ripercussioni ecologiche ed economiche. 

C. maenas è comune sulle coste europee, anche se negli ultimi anni si é osservato ad alcuni declini della popolazione in particolare tra le coste della Cornovaglia. I ricercatori hanno ipotizzato che se la presenza di rumore può avere un impatto sulla ricerca di cibo, il rumore può anche inibire la capacità di un granchio di rispondere a un feromone sessuale. Se il rumore antropogenico può interrompere il comportamento di accoppiamento, ha il potenziale per influenzare il successo riproduttivo e quindi la densità di popolazione e la distribuzione di una specie di crostaceo comune.

L’inquinamento acustico marino

L’inquinamento acustico marino ha effetti deleteri ben definiti su una serie di taxa , gli impatti più ampiamente studiati sono stati principalmente sulla sua interferenza diretta con la comunicazione animale. 

I comportamenti di accoppiamento possono essere particolarmente vulnerabili all’interruzione da parte di stimoli esterni perché l’atto dell’accoppiamento può mettere i partecipanti in una posizione più vulnerabile. 

Gli invertebrati marini sono in grado di rilevare il rumore attraverso il movimento delle particelle prodotto da un suono ed uno studio recente mostra che alcune specie di crostacei sono sensibili a una combinazione di accelerazione e pressione delle particelle. È stato dimostrato che molte specie di invertebrati marini risentono negativamente del rumore generato dalle attività antropiche.

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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