Benefici nutrizionali del pesce

Chi ha il colesterolo alto può mangiare i molluschi?

Sì: chi ha il colesterolo alto può in genere mangiare molluschi e frutti di mare, cucinati in modo semplice e nelle giuste quantità. Alcuni, come calamari, seppie e gamberi, contengono parecchio colesterolo, ma hanno pochissimi grassi saturi, che sono quelli che fanno salire di più il colesterolo nel sangue. Ecco i numeri e come regolarsi.

In questo articolo · 6 sezioni
  1. Quanto colesterolo contengono
  2. Colesterolo nel cibo e colesterolo nel sangue
  3. Perché i molluschi possono far parte della dieta
  4. Il vero problema è la cottura
  5. Quanto spesso mangiarli
  6. Domande frequenti
Chi ha il colesterolo alto può mangiare i molluschi ?

Informazioni generali: per una dieta personalizzata rivolgiti al medico o a un dietista.

Quanto colesterolo contengono

Alimento (100 g, crudo)Colesterolo (circa)Grassi totali (circa)
Cozze30–50 mg2 g
Vongole30–60 mg1 g
Ostriche40–60 mg2 g
Polpo50 mg1 g
Seppia110 mg1 g
Calamaro230 mg1,5 g
Gamberi150–190 mg1–2 g
Per confronto: uovo intero370 mg10 g
Valori indicativi da tabelle di composizione degli alimenti; cambiano con la specie e la cottura.

Bivalvi come cozze, vongole e ostriche contengono poco colesterolo vero e proprio: una parte degli steroli misurati in passato è di tipo vegetale. Calamari, seppie e gamberi ne contengono di più, ma restano alimenti magri.

Colesterolo nel cibo e colesterolo nel sangue

Per la maggior parte delle persone il colesterolo assunto con il cibo influisce sul colesterolo nel sangue meno dei grassi saturi e dei grassi trans. Per questo le linee guida più recenti non insistono più su un limite rigido di colesterolo alimentare, ma raccomandano di ridurre burro, formaggi grassi, carni lavorate e fritture. Chi ha già il colesterolo alto o malattie cardiovascolari deve comunque seguire le indicazioni del proprio medico, perché la risposta varia da persona a persona.

Perché i molluschi possono far parte della dieta

  • sono ricchi di proteine e poveri di grassi;
  • contengono omega-3 a catena lunga (EPA e DHA), utili per il cuore e per ridurre i trigliceridi;
  • apportano ferro, zinco, selenio, iodio e vitamina B12, soprattutto cozze e vongole;
  • sostituiscono bene carni rosse e formaggi, più ricchi di grassi saturi.

Il vero problema è la cottura

Un piatto di calamari fritti o di frutti di mare con burro e panna cambia completamente il bilancio. Meglio scegliere:

  • cozze e vongole al vapore o in guazzetto con pomodoro;
  • calamari e seppie alla griglia o in umido;
  • polpo lesso in insalata con olio extravergine a crudo;
  • gamberi al vapore o in padella con poco olio.

Ricorda di cuocere sempre bene i molluschi bivalvi e di comprarli da rivenditori autorizzati: crudi possono trasmettere virus e batteri.

Quanto spesso mangiarli

Per una persona con colesterolo alto, i molluschi possono entrare nella dieta una o due volte a settimana, alternandoli al pesce, soprattutto al pesce azzurro, ricco di omega-3. Per chi deve controllare molto il colesterolo, conviene preferire cozze, vongole e polpo a calamari e gamberi.

Domande frequenti

Le cozze fanno alzare il colesterolo?

In genere no: contengono poco colesterolo e pochissimi grassi saturi. Conta di più come vengono cucinate.

I calamari sono sconsigliati con il colesterolo alto?

Contengono molto colesterolo ma pochi grassi saturi. Si possono mangiare con moderazione, alla griglia o in umido, evitando la frittura.

Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *