Un nuovo studio rivela la sconcertante quantità degli attrezzi da pesca persi o abbandonati alla deriva negli oceani che continuano a pescare e ad uccidere.

La pesca sostenibile contribuisce in modo importante alla sicurezza alimentare, ai redditi e alle economie globali. Gli attrezzi da pesca abbandonati  o persi sono motivo di preoccupazione per la sostenibilità della pesca a causa del loro impatto socioeconomico e ambientale negativo e dell’esacerbazione delle pressioni esistenti dovute alla pesca eccessiva, al calo degli stock ittici e ai cambiamenti climatici. Gli attrezzi da pesca abbandonati rappresentano una fonte sostanziale di inquinamento, con impatti negativi sproporzionati sulla fauna selvatica, sugli habitat marini e costieri e sulla sicurezza alimentare. 

Le organizzazioni internazionali, tra cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), l’Organizzazione marittima internazionale e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, hanno sviluppato una serie di misure di legge rigida e non vincolante per prevenire e ridurre gli attrezzi da pesca fantasma, compreso il supporto della marcatura e del tracciamento degli attrezzi, segnalazione e recupero delle perdite, regolamentazione delle pratiche di pesca distruttive, riduzione al minimo degli eventi di inquinamento e miglioramento degli impianti portuali di raccolta per attrezzi fuori uso .

Ad oggi, le informazioni sulla quantità di attrezzi da pesca persi negli oceani sono state limitate nonostante la stima obsoleta e errata di 640.000 tonnellate perse ogni anno

Queste informazioni insufficienti limitano lo sviluppo delle linee di base necessarie per informare la gestione e gli interventi politici su scala locale e globale. 

Per colmare questa lacuna di conoscenze, sono stati intervistati 451 pescatori di sette paesi sull’utilizzo e le perdite annuali degli attrezzi.

Ogni anno nell’oceano viene persa una quantità sufficiente di lenze da palangari la cui misura  permetterebbe di arrivare sino sulle  luna e ritorno, secondo uno degli studi più completi mai sull’attrezzatura da pesca perduta.

L’incredibile quantità di attrezzi perduti, che include 25 milioni di nasse e trappole, 14 miliardi di ami e chilometri e chilometri di lenze da palamito con conseguenze terribili per la vita marina.

Secondo lo studio ogni anno vengono perse in mare:

  • 78.000 kmq di ciancioli e reti da posta
  • 215 kmq di reti a strascico
  • 740.000 km di lenze da palamiti
  • 13 miliardi di ami
  • 25 milioni di trappole e nasse
  •  

Si stima che quasi il 2% di tutti gli attrezzi da pesca, compresi 2963 km2 di reti da posta, 75.049 km2 di ciancioli, 218 km2 di reti a strascico, 739.583 km di palangari e oltre 25 milioni di nasse e trappole vengono perse ogni anno nell’oceano. Queste stime rappresentano linee di base critiche che possono fornire soluzioni mirate alle strategie di riduzione degli attrezzi da pesca abbandonati.

Questo studio rappresenta un miglioramento significativo della comprensione degli input globali degli attrezzi da pesca abbandonati.

Fonte : Global estimates of fishing gear lost to the ocean each year

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Autore

Marcello Guadagnino

marcelloguadagnino@gmail.com

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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