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Pesca sostenibile : taglie minime e specie protette

La pesca sostenibile dovrebbe essere la strategia per continuare le attività di pesca che l’uomo sino ad oggi ha portato avanti con poco successo.


pescatori di marinella di Selinunte (1)

Cosa è la pesca sostenibile ?

La pesca sostenibile non è nient’altro che il compromesso migliore per cercare di dare un futuro alla pesca e ai prodotti del mare utilizzati per il consumo umano.

Pressione di pesca

Nonostante la situazione allarmante di diverse specie un tempo comuni (anguille, cernie, ombrine), in Italia si continua a pescare e a metterle sul mercato. Eppure la maggior parte di loro è direttamente interessata dalla pressione della pesca, compresa la pesca ricreativa.

OVERFISHING

Le prime pratiche di pesca sostenibile sono cominciate intorno agli anni 90 quando i primi risultati dell’overfishing (pesca eccessiva) hanno creato allarme tra gli ambientalisti ma anche nel mondo scientifico. I primi standard ambientali hanno portato alla costituzione di una eco etichettatura. Un processo utile al consumatore, alle specie pescate ma anche allo stesso pescatore.

Cosa possiamo fare

I cinque pilastri della pesca sostenibile

Gesù riusci’ a moltiplicare i pesci. Oggi invece, sembra che noi non siamo neanche capaci di dividerli. E neanche di capire come sottrarli a mare.  Matematica a parte vediamo quali sono le tavole della legge del pescatore e del consumatore.

30 conseguenze terrificanti dovute all’ Overfishing

La pesca eccessiva da’ i numeri. Una lista composta da 30 conseguenze e fatti dati proprio dall’Overfishing.

Le tecniche di pesca

Un prelievo spesso senza senso, dove con le reti vengono tirate su tonnellate e tonnellate di pesci, la maggior parte dei quali non adatti al consumo umano. La pesca a strascico per esempio è uno dei sospettati principali. Quando le reti tirano su oltre alla specie commestibili anche squali, tartarughe e delfini, si rompe quell’equilibrio che in mare mantiene gli stock ittici su livelli standard. Oggi l’overfishing ha rotto questi standard, gli stock ittici non hanno più la capacità rigenerarsi e quindi sono destinati al collasso. Sono già diverse infatti le specie che si sono estinte a causa della pesca eccessiva. Ma non è soltanto la pesca a strascico ad aver provocato questi enormi danni all’ambiente acquatico. Tecniche di pesca come il palamito, benché siano estremamente selettive, hanno aiutato a mandar sempre più a fondo gli stock ittici. E, dobbiamo pensare ad esempio alla pesca del tonno e del pesci spada. Una volta, sino agli anni sessanta, i pescatori di mezza Europa, sbarcavano tonnellate di pesci spada dalle loro barche. Benché il numero possa sembrare eccessivo erano tutti pesci di grandi dimensioni, pesci che avevano raggiunto già diverse volte la riproduzione ed avevano dato al mare la loro progenie. Ecco che invece oggi, sempre più pescatori, in maniera illegale, portano sul mercato ciò che rimane in mare, cioè pesci spada che pesano meno di 5 Kg, esemplari che hanno soltanto pochi mesi ma che una volta all’amo non hanno nessuna possibilità di sopravvivenza. Naturalmente i pescatori non avrebbero il diritto di portare a terra questi piccoli esemplari, parliamo al condizionale perché effettivamente una buona parte di questi pesci riesce ad arrivare sui piatti del consumatore anche a sua insaputa. Una recente ricerca infatti cerca di spiegare come il circa il 30% del pescato totale mondiale non viene dichiarato ed è frutto di una pesca illegale. Se può sembrarvi un dato poco interessante significa che 1 pesce su 3 proviene da pesca illegale e che non ha raggiunto la taglia minima per essere pescato. La taglia minima dei pesci è forse il primo punto messo in atto per lo studio della pesca sostenibile, ovvero il divieto di imbarcare pesci giovani che non hanno avuto ancora la capacità di riprodursi. Ma come si fa a convincere pescatori e consumatori?

Una pesca rensponsabile

Per praticare una pesca responsabile, la prima regola è poter identificare il pesce pescato .

Ci sono molte specie correlate. Le popolazioni di una specie possono essere abbondanti mentre una specie correlata potrebbe essere minacciata. Ad esempio, i saraghi da tempo si pescano insieme due specie: il sarago comune e il sarago cervino. Quest’ultimo è di dimensioni importanti e si riproduce tardivamente. Oggi le sue popolazioni sono diventate rare, mentre il sarago comune è ancora molto diffuso sulle coste della costa.

Il che ci porta alla seconda regola: conoscere la taglia da cui le diverse specie sono in grado di riprodursi . In effetti, si consiglia di catturare solo pesci adulti, che hanno già avuto l’opportunità di deporre le uova. Vale a dire, i pesci continuano a crescere dopo aver raggiunto la loro dimensione sessualmente matura. Ad esempio la cernia bruna Epinephelus marginatus ) è matura a 45 cm per le femmine e 90 cm per i maschi, ma può raggiungere i 2 metri.

Le 4 regole della pesca sostenibile

Prima regola

Ci sono molte specie correlate. Le popolazioni di una specie possono essere abbondanti mentre una specie correlata potrebbe essere minacciata. Ad esempio, i saraghi da tempo si pescano insieme due specie: il sarago comune e il sarago cervino. Quest’ultimo è di dimensioni importanti e si riproduce tardivamente. Oggi le sue popolazioni sono diventate rare, mentre il sarago comune è ancora molto diffuso sulle coste della costa.

Seconda regola

Conoscere la taglia da cui le diverse specie sono in grado di riprodursi . In effetti, si consiglia di catturare solo pesci adulti, che hanno già avuto l’opportunità di deporre le uova. Vale a dire, i pesci continuano a crescere dopo aver raggiunto la loro dimensione sessualmente matura. Ad esempio la cernia bruna Epinephelus marginatus ) è matura a 45 cm per le femmine e 90 cm per i maschi, ma può raggiungere i 2 metri.

Terza regola

Verificare lo stato di salute delle popolazioni e la normativa vigente per le specie bersaglio. Vale a dire, una specie può essere abbondante localmente ma minacciata in altre regioni. La protezione delle popolazioni sane in una regione consentirà alla specie di ricircolare a medio termine. Allo stesso modo, alcune specie sono abbondanti nell’Oceano Atlantico ma in pericolo nel Mar Mediterraneo. L’abbondanza di una popolazione dipende da molti criteri, come la pressione della pesca o lo stato di salute degli ecosistemi.

Quarta regola

Tenere conto della stagione riproduttiva . Catturare le femmine nel bel mezzo della riproduzione significa bloccare il processo di perpetuazione della specie. La stagionalità della riproduzione dipende dalla zona geografica, è condizionata tra l’altro dalla temperatura dell’acqua. Nel Mediterraneo il periodo di riproduzione è abbastanza uniforme per una data specie. Tuttavia, se una specie è presente nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico, è probabile che non si riproduca contemporaneamente in entrambe le aree. Il tasso di crescita, il periodo di riproduzione e le abitudini sono influenzati dalla temperatura dell’acqua.


Il pesce sostenibile è il pesce che viene pescato o allevato in maniera da considerare la vitalità a lungo termine degli stock ittici ed il benessere degli oceani nel complesso.


Anche la longevità, l’età della maturità sessuale e la taglla sono dati importanti. In generale, le specie con una lunga durata di vita hanno una crescita meno rapida. Questo è il caso della maggior parte dei grandi predatori, che sono apprezzati per la loro carne. A causa della mancanza di informazioni, abbiamo pescato a lungo queste specie senza sapere come e quando si sono riprodotte. Pertanto, molti di loro sono ormai diventate rari (cernie, tordi…), alcune sono completamente scomparse dalle nostre coste (ad esempio le spatole) o da vaste aree ad esempio la corvina.

Le specie a rischio non dovrebbero più catturate ma possibilimente sostituite con specie meno conosciute ma ottime in cucina come ad esempio il pesce orologio, considerato uno scarto della pesca.

 Uno degli indicatori per conoscere lo stato di salute delle popolazioni è l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

La maggior parte delle specie di grandi dimensioni è minacciata di estinzione nel Mar Mediterraneo . Questo è particolarmente vero per la maggior parte degli squali e dei tonni rossi. 

Il seguente elenco presenta le specie comuni più facili da osservare nei banchi del pesce delle pescherie. La maggior parte delle specie che potrebbero essere catturate lungo le coste del Mediterraneo da pescatori occasionali. Sebbene più rare, sono state intenzionalmente aggiunte diverse specie in via di estinzione per consentirne l’identificazione in caso di cattura.

Il nostro consiglio si basa su pubblicazioni scientifiche , e prende in considerazione i seguenti elementi: taglia massima , età della maturità sessuale , stato di salute delle popolazioni (IUCN).

Se hai intenzione di preparare una battuta di pesca, tieni bene a mente i consigli, rispetta le misure minime sia che tu sia un pescatore professionista che sportivo.

I pesci più presenti sui banchi delle pescherie in Italia

Acciuga

Engraulis encrasicolus

La specie è valutata a Minor Preoccupazione per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche. Fonte IUCN
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Anguilla

Anguilla anguilla

In pericolo critico.  forte declino degli stock locali e della drastica contrazione del reclutamento che è evidenziata da ormai oltre 30 anni. Fonte IUCN

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Dotto

Epinephelus costae

La specie è fortemente impattata dalle attività di pesca. La popolazione è in declino. Fonte IUCN

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Pesce balestra

Balistes capriscus

Specie a minor preoccupazione, tendenza della popolazione in aumento. Fonte IUCN

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spigola

Spigola

Dicentrarchus labrax

La specie è valutata a Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche.


Barracuda

Sphyraena sp.

La specie è valutata a Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche.

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Pesca palamita

Palamita

Sarda sarda

La specie è valutata a Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche.

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Isola Fedinadea

Grongo

Conger conger

Specie molto abbondante, spesso pescata come bycatch. Valutata specie a Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche.

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corvina

Corvina

Sciaena umbra

La specie, di notevole interesse commerciale, è stata fortemente impattata negli anni ’60-’70 dalla pesca eccessiva (sia artigianale che subacquea), riducendo di molto la popolazione. Si sospetta quindi un declino della popolazione superiore del 30% nelle ultime tre generazioni (36 anni). La specie è valutata Vulnerabile (VU) per il criterio A2bd. Fonte IUCN

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Dentice

Dentex dentex

Specie facilmente catturabile, comune e abbondante. Non sono presenti minacce specifiche né evidenze di declino, pertanto la specie è valutata a Minor Preoccupazione (LC). Fonte IUCN

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Orata

Sparus aurata

La specie è valutata a Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche. Fonte IUCN

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Gallinelle

Diverse specie

Tutte le specie di gallinella sono valutate a Minor Preoccupazione (LC) per la loro ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche. Fonte IUCN

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Pesca mormore

Mormora

Lithognathus mormyrus

La specie presenta delle evidenze di declino dovute in particolar modo al tipo di habitat in cui vive (fondali sabbiosi costieri poco profondi). Tuttavia è poco probabile che il declino sia abbastanza rapido per rientrare in una categoria di minaccia. Fonte IUCN


cernia bruna

Cernia bruna

Epinephelus marginatus

La specie è sempre stata oggetto di attività di pesca eccessiva, in particolar modo quella subacquea. I tempi di riproduzione sono molto lunghi e questo la rende estremamente vulnerabile. La specie è pertanto valutata In Pericolo (EN) in quanto si sospetta un declino della dimensione della popolazione di almeno il 50% negli ultimi 60 anni (3 generazioni) causato dal sovrasfruttamento. Ultimamente si sta registrando una fase di ripresa della popolazione, grazie alla costituzione di aree protette nelle quali può avvenire la riproduzione. Fonte IUCN


Ombrina

Umbrina cirrosa

In alcune località le popolazioni sono numericamente consistenti (Toscana) e gli individui sono pescati regolarmente, mentre in altre aree le tendenze della popolazione è sconosciuta o in decremento a causa della pesca a strascico e del degrado dell’habitat. Tuttavia i dati a disposizione non sono sufficienti a determinare il reale status delle popolazioni italiane e, in attesa di ottenere uteriori informazioni, la specie è valutata Carente di Dati (DD). Fonte IUCN


Pagello rosa

Pagellus erythrinus

La specie è valutata a Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche. Fonte IUCN


Pagro

Pagrus pagrus

Nonostante la sua frequenza di cattura sia molto bassa, la specie è comunque valutata a Minor Preoccupazione (LC), per la sua ampia distribuzione e per l’assenza di specifiche minacce. Fonte IUCN



Triglia

Mullus sp.

Entrambe le specie sono valutate a Minor Preoccupazione (LC) per la loro ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche. Fonte IUCN

Sarago

Displodus sp.

Tutte le specie di sarago sono valutate a Minor Preoccupazione (LC) per la loro ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche. Fonte IUCN



sardine

Sardina

Sardina pilchardus

La specie è valutata a Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche. Fonte IUCN


la ricciola

Ricciola

Seriola dumerilii

La specie è valutata a Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino né di minacce specifiche. Fonte IUCN

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Tonno rosso

Tonno rosso

Thunnus thynnus thynnus

La specie è valutata Quasi Minacciata (NT) perché conservation-dependent. Grazie alle misure di gestione del “Piano di ricostituzione del tonno rosso”, la specie risulta essere in notevole aumento negli ultimi anni; tuttavia se dovesse fallire il sistema di controllo di gestione, la situazione potrebbe nuovamente peggiorare in breve tempo, riportando la specie in una categoria di minaccia superiore.

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DIVIETI DI PESCA – DIVIETO DI AVERE A BORDO, TRASBORDARE o VENDERE

SpecieNome scientifico
Tartaruga carretta e tutte le altre tartarughe marineCaretta caretta
Squalo biancoCarcharodon carcharias
Foca monacaMonachus monachus
Squalo elefanteCetorhinus maximus
Storione cobiceAcipenser naccarii
Diavolo di mareMobula mobular
StorioneAcipenser sturio
Pinna nobilePinna nobilis
Dattero biancoPholas dactylus
Dattero di mareLithophaga lithophaga
Stenella striataStenella coeruleoalba
Balenottera comuneBalaenoptera physalus
TursiopeTursiops truncatus
Delfino comuneDelphinus delphis
GlobicefaloGlobicephala melaena
GrampoGrampus griseus
Balenottera minoreBalaenoptera acutorostrata
CapodoglioPhyseter catodon
ZifioZiphius cavirostris

MISURE MINIME DELLE SPECIE TUTELATE DI INTERESSE PER LA PESCA

SpecieTaglia
Tonno rosso115cm oppure 30 Kg
Tonno alalunga40cm
Suro o sugarello15cm
Tonnetto alletterato30cm
Pesce spada140cm
Sgombro18cm
Palamita25cm
Acciuga9cm
Sardina11cm
Sarago sparaglione12cm
Sarago pizzuto18cm
Sarago maggiore23cm
Orata20cm
Pagello fragolino15cm
Pagro18cm
Mormora20cm
Spigola25cm
Nasello20cm
Anguilla25cm
Triglia11cm
Cefalo20cm
Sogliola20cm
Cernia45cm
Dotto45cm
Cannolicchio8cm
Cozza5cm
Vongola2.5cm
Tellina2cm
Ostrica6cm
Cappasanta10cm
Riccio di amre7cm
Gambero rosa2cm (carapace)
Scampo7cm totale oppure2cm di carapace
Aragosta30cm oppure 9cm carapace
Astice30cm oppure 10.5cm carapace

E’ inoltre vietata la vendita ma non la cattura di pesci istrice, pesci luna, pesci scorpione e pesci palla.

Riferimenti legislativi

  • 1 Regolamento CE 1967/2006, c.d. “Regolamento Mediterraneo”.
  • 2 Convenzione di Berna, ratificata dalla Legge n. 503/1981.
  • 3 Regolamento CE 302/2009, piano di ricostituzione del tonno rosso.
  • 4 Regolamento CE 2074/2005, modalità di attuazione relative a taluni
  • prodotti di cui ai regolamenti 853/2004, 854/2004 e 882/2004.
  • 5 Direttiva 92/43/CEE “HABITAT”, attuata dal D.P.R. n. 357/1997.
  • 6 Regolamento CE 853/2004, recante norme in materia di igiene
  • per gli alimenti di origine animale.
    Normativa Nazionale
  • 7 D.P.R. 1639/1968, Regolamento per l’esecuzione
  • della Legge 963/1965 e s.m.i.
  • 8 D.M. 30/11/96, Disciplina della pesca di lumachine di mare.
  • 9 D.M. 12/01/95, Disciplina della pesca del riccio di mare.

Fonte : http://www.iucn.it/

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