Triglia dorata (Upeneus moluccensis)

Negli ultimi anni, i mari italiani e del Mediterraneo orientale stanno assistendo alla comparsa sempre più frequente di una nuova triglia dai colori brillanti e dalla storia affascinante: si tratta di Upeneus moluccensis, conosciuta anche come triglia dorata o triglia delle Molucche.

Originaria delle acque tropicali dell’Indo-Pacifico, questa specie ha colonizzato il bacino del Mediterraneo attraverso il canale di Suez, diventando uno degli esempi più emblematici di migrazione lessepsiana.


Identikit della specie

Upeneus moluccensis appartiene alla famiglia Mullidae, come le triglie autoctone del Mediterraneo (Mullus barbatus e Mullus surmuletus), ma si distingue facilmente per alcune caratteristiche:

  • Colorazione rosa-dorata, con una striscia argentea lungo i fianchi;
  • Coda biforcuta con bande scure e chiare ben visibili, da cui deriva il soprannome inglese “striped goatfish”;
  • Barbigli sensoriali giallastri sotto la mandibola;
  • Dimensioni contenute, con una lunghezza massima di circa 20 cm, ma comunemente intorno ai 10–15 cm.

Origine e arrivo nel Mediterraneo

Questa specie tropicale è distribuita in natura nel Mar Rosso, Oceano Indiano e Pacifico occidentale. La sua presenza nel Mediterraneo è legata all’apertura del canale di Suez (1869), che ha permesso a numerose specie indo-pacifiche di migrare verso nord.

La prima segnalazione di Upeneus moluccensis nel Mediterraneo risale agli anni ’30 lungo le coste egiziane. Da allora, la specie ha colonizzato rapidamente l’Egeo orientale, l’Adriatico meridionale, e più recentemente è stata osservata anche nel basso Tirreno e lungo le coste della Puglia e Calabria.

Secondo il progetto CIESM Atlas of Exotic Species, U. moluccensis è oggi ben stabilita e si riproduce con successo in diversi tratti del Mediterraneo.


Habitat e comportamento

La triglia dorata predilige i fondali sabbiosi e fangosi costieri, tra i 10 e 100 metri di profondità. È una specie bentonica che si muove in piccoli banchi, attiva soprattutto di notte, quando utilizza i barbigli per sondare il sedimento e individuare crostacei, vermi e piccoli molluschi.

La sua strategia alimentare è simile a quella delle triglie autoctone, il che in alcune aree ha sollevato preoccupazioni per la competizione ecologica.


Riproduzione e adattamento

La riproduzione avviene nei mesi più caldi, con strategie simili a quelle delle triglie del Mediterraneo: uova e larve sono pelagiche. Le elevate temperature estive delle acque mediterranee, sempre più simili a quelle tropicali, hanno favorito un’eccellente adattabilità della specie, rendendola ormai naturalizzata.


Impatto sulla pesca e valore commerciale

Inizialmente ignorata dai pescatori locali, Upeneus moluccensis è oggi regolarmente presente nelle catture a strascico, in particolare in Grecia, Turchia, Egitto e lungo le coste del basso Adriatico.

Ha un valore commerciale modesto, ma crescente. In alcuni mercati viene venduta come “triglia rosa” o “triglia dorata”, spesso mescolata a Mullus barbatus. Le carni sono delicate e di buona qualità, ma meno pregiate rispetto alla triglia autoctona.

Nel Golfo di Gabes e nel Mar Egeo, questa specie ha addirittura superato le triglie locali in termini di biomassa.


Un indicatore del cambiamento climatico

La presenza sempre più frequente di Upeneus moluccensis è vista come indicatore biologico del riscaldamento del Mediterraneo. La sua espansione è un effetto diretto della tropicalizzazione del bacino, un fenomeno documentato da numerosi studi:

“La triglia dorata rappresenta uno degli esempi più eclatanti di successo lessepsiano, mostrando come i cambiamenti climatici stiano modificando la composizione delle comunità ittiche mediterranee.”
(CIESM, 2022)


Curiosità

  • In alcune aree della Grecia e di Cipro è oggi più pescata delle triglie autoctone.
  • Non è protetta da alcuna normativa specifica, ma viene monitorata nell’ambito dei programmi FAO e GFCM.
  • Il nome Upeneus deriva dal greco antico “ουπήνη”, che indicava genericamente pesci dalla carne tenera.

Fonti e approfondimenti

  • FAO-GFCM (https://www.fao.org/gfcm/data)
  • FishBase – Upeneus moluccensis
  • CIESM Atlas of Exotic Species: http://www.ciesm.org/atlas/
  • Galil et al., “Biological Invasions in the Mediterranean Sea”, 2021
  • Bariche M. et al., “Exotic Fishes in the Mediterranean: an overview”, 2022

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Autore

Marcello Guadagnino

marcelloguadagnino@gmail.com

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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