30 conseguenze terrificanti dovute all’ Overfishing

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OVERFISHING

La pesca eccessiva da’ i numeri. Una lista composta da 30 conseguenze e fatti dati proprio dall’Overfishing.

Il mare e le specie che lo abitano sono in pericolo, l’impatto della pesca industriale e’ drammatico. La lista che segue fa rabbrividire. Ma non sono solo numeri. Facciamo un po’ di conti e vediamo le conseguenze catastrofiche che ha la pesca eccessiva e perché adesso dobbiamo veramente allarmarci.

Overfishing : come ti svuoto il mare

Intanto definiamo cosa si intende per sovra-pesca o overfishing:Una specie è oggetto di sovra-pesca o Overfishing quando viene pescata più velocemente di quanto riesca a riprodursi. Tuttavia non è sempre facile determinare i ruoli giocati rispettivamente dalla pesca e dai fattori ambientali (specialmente climatici o legati all’inquinamento) nella diminuzione delle dimensioni degli stock ittici. All’ultimo stadio, la sovra-pesca può provocare la diminuzione dei ritmi biologici di crescita e condurre verso livelli criticamente bassi di biomassa. In particolare al sovra-sfruttamento degli squali è dovuta la situazione di dissesto di interi ecosistemi marini.”

GAMBERI

1) Per la cattura di 500 grammi di gamberetti vengono uccisi e rigettati in mare circa 13 Kg ci catture accessorie, ovvero specie marine non apprezzate che una volta morte perche’ schiacciate dalle reti finiscono sul fondo nella catena del detrito.

SCHIAVITU’

2) Gamberetti=schiavitù. Infatti gli addetti alla pesca dei gamberi in Thailandia sono dei veri e propri schiavi. Vengono comprati da una rete mafiosa e devono sopportare anche turni di 24 ore consecutive.

TONNO

3) Il 59% del pesce venduto come tonno negli Stati Uniti non e’ tonno.

Salmone

SALMONE

4) L’80% del salmone venduto come selvatico e’ salmone di allevamento.

90% DEI PREDATORI SCOMPARSI

5) In 60 anni la pesca eccessiva ha distrutto il 90% delle popolazioni dei grandi predatori: squali, tonni, pesci

finning-squali

ACQUACULTURA

6) Se tale tendenza verrà mantenuta si ritiene che l’acquacoltura dovrà aumentare i propri approvvigionamenti di farina di pesce.

FINE DELLA PESCA NEL 2048

7) Uno studio prevede che nel 2048 crolleranno tutte le attività di pesca se non si inverte la rotta.

GAMBERI D’ALLEVAMENTO

8) I gamberi d’allevamento importati spesso contengono antibiotici, residui chimici, peli di topo e parti di insetti.

SALMONE E CANCRO

10) Il salmone d’allevamento contiene 10 volte più agenti cancerogeni di un salmone selvatico

COLORANTI NELLE CARNI

11) Il salmone allevato solitamente e’ di colore grigio. Il colore roseo delle carni viene donato grazie a degli agenti coloranti mescolati direttamente ai mangimi.

ESCREMENTI DI POLLAME

14) Il principale cibo dei pesci di allevamento e’ composto anche dagli escrementi recuperati negli allevamenti di pollame.

farine animali

PESCE PER PRODURRE FARINE

15) Ogni anno, 31.5 milioni di tonnellate di pesce viene utilizzato per alimentare altri animali.

ALLEVAMENTI INTENSIVI

16) L’86% del pesce importato proviene da allevamenti intensivi.

Cetacei specie accessorie

CETACEI UCCISI DALLA PESCA

17) Ogni anno 300.000 cetacei muoiono intrappolati nelle reti da pesca indirizzate a tutt’altre specie.

FINNING

18) 100.000.000 di squali ogni anno sono rigettati in mare dopo aver reciso loro le pinne

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RIGETTI

19) Ogni anno 30.000.000 di tonnellate di pesce vengono rigettate. Potrebbero riempire 600 volte il Titanic. (Foto WWF)

ALLEVAMENTI DI TILAPIA

20) Negli allevamenti di Tilapia, in Cina, i pesci sono alimentati con escrementi di suini e oche. Escrementi che spesso contengono salmonella

Pangasio al mercato

PANGASIO

21) In Vietnam il pesce viene, (in particolare il pangasio pesce allevato in Asia)  spesso congelato con acqua contaminata da batteri..

TARTARUGHE

22) Ogni anno nelle reti per la pesca ai gamberi perdono la vita più di 28.000 tartarughe marine.

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ILLEGAL FISHING

23) Si stima che il danno totale della pesca illegale sia valutabile in 10 Miliardi di dollari.

PALAMITI

24) I palamiti per la pesca d’altura (a volte lunghi più di 80 Km) uccidono oltre ai tonni anche squali, delfini, tartarughe oltre che a tante altre specie di mammiferi

CHI E’ IL MOSTRO ?

25) Gli squali uccidono mediamente 10 persone all’anno. Gli uomini uccidono invece 12.000 squali ogni ora.

PREDATORI KO

26) Secondo il WWF, il 90% dei grandi predatori e’ già stato catturato.

RETI FANTASMA

27) Reti, palamiti, nasse o qualsiasi altro strumento utilizzato per la pesca una volta abbandonato in mare diventa una trappola mortale che non si arresta mai.

GIAPPONE E BALENE

28) Ogni anno il Giappone uccide centinaia di balene camuffando la caccia come ricerca.

balene giappone

UN ALBATRO MUORE OGNI MINUTI

300.000 uccelli marini perdono la vita ogni anno a causa della pesca. Un albatro muore ogni 15 minuti.

Overfishing dei Top-Predator accelera i cambiamenti del clima

L’ Overfishing dei Top-predator ha un impatto sulle reti trofiche con conseguenze sui cicli del carbonio.

L’Overfishing o pesca eccessiva dei top predator come gli squali ha un impatto negativo sulle reti trofiche il che vuol dire un aumento delle particelle di carbonio rilasciate sul fondale dopo la decomposizione. Lo dice una ricerca pubblicata su Nature Climate Change sottolinea il ruolo importante dei predatori relativo ai cambiamenti climatici.

 “Stiamo imparando che la perdita di questi animali potrebbe avere conseguenze di vasta portata sul ciclo del carbonio e, di conseguenza, sulla nostra capacità di contrastare i cambiamenti climatici”,

Secondo Trisha Atwood, ricercatrice alla Utah State University il calo del numero di questi predatori corrisponde ad un aumento delle loro prede (come ad esempio tartarughe, razze e granchi), principalmente consumatori primari, che sono un vero e proprio magazzino di stoccaggio del carbonio.

Ecosistemi marini e costieri, come mangrovie e paludi , catturano infatti una quantità elevata di carbonio. “E’ sempre più evidente che il declassamento trofico, cioè la perdita sproporzionata di specie nella catena alimentare, può avere effetti negativi sulla capacità di questi ecosistemi di sequestrare e immagazzinare il carbonio”, ha detto ancora Atwood. Lo studio sottolinea come gli ecosistemi costieri ‘immagazzinano’ circa 25 miliardi di tonnellate di carbonio, pari al 50% del carbonio stoccato a livello globale nell’oceano. Secondo Atwood, grandi riduzioni della quantità di carbonio che l’oceano trattiene avrà effetti drammatici sui cambiamenti climatici. “Se il carbonio negli habitat costieri venisse rilasciato come anidride carbonica – avverte Atwoood – sarebbe pari a 91 miliardi di tonnellate di anidride carbonica“. “Il risultato sarebbe catastrofico, aumentando e peggiorando gli impatti del cambiamento climatico”.

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