allevamento cozze

Allevatori di cozze contro le orate. Arriva PREDATOR

Giu 3, 2015 By Marcello Guadagnino
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L’istituto di ricerca sul mare francese, IFREMER, ha sviluppato un repellente acustico contro le orate che divorano cozze ed ostriche in allevamento.

Le orate bretoni sono golosissime di cozze ed ostriche. Tanto da diventare un serio problema per gli allevatori. Sembra che questo pesce sia “fortunatamente” sempre più presente nelle acque della Bretagna, ma sta diventando un serio problema per gli allevatori.

DANNI NOTEVOLI IN ACQUACOLTURA

Grazie alla sua possente dentatura l'orata riesce a distruggere il guscio di ostiche e cozze, cibandosi del mollusco

Grazie alla sua possente dentatura l’orata riesce a distruggere il guscio di ostiche e cozze, cibandosi del mollusco

Le orate bretoni hanno capito come cibarsi, evitando di fare troppa fatica. Grazie alla possente dentatura riescono a strappare letteralmente i grappoli di cozze allevate creando però dei danni all’industria dell’acquacoltura. Nel mese di settembre del 2014 un branco di orate ha consumato più di 160 tonnellate di cozze allevate da un’azienda a Brest.

Le reti anti orate non sono molto efficaci.

Le reti anti orate non sono molto efficaci.

I mitilicoltori le hanno provate tutte: reti di plastica a protezione del prodotto allevato, sagome di finti predatori accanto agli allevamenti, ma nulla. Le orate non hanno paura e continuano a distruggere gli allevamenti.

PREDATORGrazie ai ricercatori dell’Ifremer è nato il progetto “PREDATOR“, un prototipo sperimentale di repellente acustico che sta dando degli ottimi risultati contro gli attacchi delle di questi pesci. Si tratta esattamente di un segnale sonoro a bassa frequenza, che non disturberebbe le specie ittiche ma le terrebbe lontane dagli allevamenti. L’efficacia infatti è stimata intorno ai 200-300 metri dal luogo d’installazione. Un piccolo altoparlante, quindi, che terrebbe lontani i predatori dagli allevamenti.

Questi dispositivi erano già conosciuti ed applicati da importanti aziende. Google, per esempio, ne fa utilizzo per tenere lontani gli squali dai cavi che trasportano i dati internet sul fondo dell’oceano. O ancora, i pescatori di tonni del mare del nord, utilizzano questi apparecchi per tenere i globicefali che fanno razzia dei pesci pescati.

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