Sostenibilità

Un pesce gatto nelle reti in mare a Selinunte: può vivere in acqua salata?

A Marinella di Selinunte, in provincia di Trapani, un pescatore ha trovato nelle sue reti calate in mare un pesce gatto, un pesce d’acqua dolce. Probabilmente era stato trascinato in mare dal vicino fiume Belice dopo una mareggiata e una piena. I pesci gatto d’acqua dolce possono sopportare per un po’ l’acqua salmastra, ma non vivono stabilmente in mare. Nel Mediterraneo esiste però un vero pesce gatto marino, arrivato dal Mar Rosso.

In questo articolo · 6 sezioni
  1. La cattura
  2. Quali pesci gatto vivono in Italia
  3. Un pesce gatto può vivere in mare?
  4. I pesci gatto marini
  5. Domande frequenti
  6. Per approfondire
Pesce gatto tra le reti dei pescatori in mare

La cattura

Il capitano di pesca Giuseppe Passalacqua stava salpando un tramaglio calato su un fondale di 20–25 metri, a circa 5 km dalla foce del Belice. Tra mormore e pesci di fondo è comparso un pesce nero, senza scaglie e con i caratteristici “baffi”: un pesce gatto, ancora vivo. Nei giorni precedenti una mareggiata e le piogge avevano ingrossato il fiume, che probabilmente ha trasportato il pesce verso il mare.

Quali pesci gatto vivono in Italia

Nessun pesce gatto è originario dell’Italia: quelli presenti nei nostri fiumi e laghi sono stati introdotti dall’uomo.

  • Pesce gatto (Ameiurus melas): arrivato dal Nord America all’inizio del Novecento, oggi diffuso in quasi tutta Italia, anche al Sud e nelle isole. Lungo di solito 20–30 cm, scuro, resiste a acque calde, torbide e povere di ossigeno.
  • Ictalurus punctatus (in inglese channel catfish): anch’esso nordamericano, più grande, introdotto per la pesca sportiva e l’allevamento.
  • Siluro (Silurus glanis): un parente europeo gigante, oltre 2,5 metri, introdotto nel bacino del Po. Vedi il siluro.

Queste specie sono predatrici voraci e opportuniste, e hanno contribuito al declino di diversi pesci autoctoni nei laghi e nei fiumi italiani. Per questo la normativa vieta di rilasciarle in acque dove non sono presenti.

Un pesce gatto può vivere in mare?

I pesci d’acqua dolce hanno un corpo “tarato” per un ambiente con meno sali di quelli presenti nel loro sangue: assorbono acqua e devono eliminarla. In mare succede il contrario: l’acqua salata tende a disidratarli, e i loro reni e branchie non sono fatti per eliminare l’eccesso di sale. Alcune specie, tra cui Ictalurus punctatus, tollerano per un certo tempo l’acqua salmastra delle foci e delle lagune, ma nessuna delle specie d’acqua dolce presenti in Italia può vivere e riprodursi stabilmente in mare.

Il pesce di Selinunte, quindi, non era il “primo passo” di un adattamento alla vita marina, ma un esemplare trascinato fuori dal suo ambiente da un evento eccezionale. Episodi simili non sono rari dopo le piene dei fiumi: in mare vicino alle foci si trovano a volte carpe, persici e altri pesci d’acqua dolce.

I pesci gatto marini

Nel mondo esistono però pesci gatto che vivono in mare. Le famiglie principali sono gli Ariidi, comuni nelle acque costiere tropicali, in cui il maschio cova le uova in bocca, e i Plotosidi.

Un plotoside è arrivato anche nel Mediterraneo: il pesce gatto dei coralli (Plotosus lineatus), una specie del Mar Rosso entrata attraverso il Canale di Suez e segnalata nel Mediterraneo orientale. Si riconosce dalle strisce chiare lungo il corpo. Attenzione: le spine delle pinne sono velenose e le punture sono molto dolorose. Ne parliamo nella lista dei pesci alieni del Mediterraneo.

Domande frequenti

Il pesce gatto può vivere in acqua salata?

I pesci gatto d’acqua dolce presenti in Italia possono sopportare per un po’ l’acqua salmastra, ma non vivono stabilmente in mare. Esistono invece famiglie di pesci gatto marini, come gli Ariidi e i Plotosidi.

Il pesce gatto è originario dell’Italia?

No. Ameiurus melas e Ictalurus punctatus vengono dal Nord America, il siluro dall’Europa centro-orientale: sono tutti stati introdotti dall’uomo.

Esiste un pesce gatto nel Mediterraneo?

Sì, il pesce gatto dei coralli (Plotosus lineatus), arrivato dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. Ha spine velenose.

Per approfondire

Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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