Hemingway: la pesca al marlin, il pilar, il daiquiri e le bugie.


Era un gran bugiardo Ernest Hemingway. Tra daiquiri e presunzione, tra battute di pesca e safari.  Una vita vissuta, raccontata, e poi infine ricordata.

Hemingway a pesca
Hemingway a bordo della sua imbarcazione : Il Pilar

Se pensate di conoscere l’uomo nell’immagine in alto non vi state sbagliando, è proprio lui: Ernest Hemingway, il Capitan Ernest Hemingway. Uno dei più grandi scrittori del secolo scorso. Una penna che ci ha trasportato in pericolose avventure ma anche in tristi racconti, per mare e per terra, dal Mexico, all’Italia, dalla Spagna all’Isola di Cuba. Un uomo che nella sua vita è riuscito a fare e disfare, partire, viaggiare e poi ritornare. La sua casa alla fine è stata l’isola di Cuba, dove tornava a trovare (forse) il vero amore della sua vita: Il Pilar. Una barca a motore di 12 metri, varata nell’aprile del 1934, pagata da Hemingway ai tempi ben 7495 dollari.  L’imbarcazione nata dai cantieri Wheeler Shipbuilding di Brooklyn fu inaugurata subito con un viaggio da Miami sino a Cuba. 

hemingway a pesca
Lo scrittore con la famiglia e alle spalle 4 marlin catturati.

Su quella barca sono nati i suoi romanzi, sono stati pescati pesci e venivano fatte delle gran bevute a forza di daiquiri. L’incallito pescatore Hemingway, navigò col Pilar dalle Isole Marchesi sino a Cuba, andò sino alle isole Bimini, sempre con l’intenzione di catturare il più grosso marlin mai pescato sino ad allora. Il pilar era una barca attrezzata per la pesca, pozzetti frigo, sedili da combattimento, flying bridge e tutta una strumentazione che ai quei tempi era veramente all’avanguardia.

“Il Pilar non fu soltanto barca da pesca, si trasformò anche in nave da ricerca scientifica e in seguito nave spia per intercettare gli U-Boat tedeschi nelle acque dei Caraibi.”

In un primo tempo Hemingway diede un contributo importante alle scienze marine ospitando sul Pilar Charles Cadwalader il direttore dell’accademia di Storia Naturale di Philadelphia con cui cercò di determinare la tassonomia delle specie di Marlin Atlantico.

Il Pilar e la pesca furono il vero motivo che portava Hemingway sull’isola di Cuba. Le battute ai marlin e ai tonni giganti diventavano sempre più frequenti già alla fine degli anni trenta. Cominciò cosi una vera sfida per lo scrittore, il quale cercò di specializzarsi sempre più nella ricerca dei grandi pelagici. Hemingway non amava aspettare il pesce, lui lo andava a cercare. Per questo motivo aveva acquistato un’imbarcazione potente e veloce, una barca che gli permetteva di compiere ampi spostamenti in tempi brevi.

La Thompson Sub-Machine Gun (azienda di Mitragliatrici) divenne successivamente lo “sponsor tecnico” di Hemingway, che dopo aver cacciato i marlin per il lungo e per il largo, perfezionò la tecnica della pesca al tonno. E infatti, Hemingway fu il primo a catturare un tonno gigante non attaccato da squali. Riuscì a combatterlo ed a salparlo intero, cosa che gli permise di entrare dalla porta principale nella storia della pesca sportiva. Furono queste alcune delle avventure affrontate da Hemingway, che lo portarono successivamente a scrivere uno dei più bei romanzi del ‘900 : The Old Man and the Sea.

 

 

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