A Cetara Coldiretti lancia una sfida affascinante: due giorni di convegno e di confronto per discutere il futuro della pesca al Tonno Rosso

A Cetara i giorni 12 e 13 Settembre si è svolto un evento di rilievo Europeo ed internazionale organizzato da Coldiretti Pesca. La manifestazione Tonno Rosso del Mediterraneo tra Tradizione, Sostenibilità e Futuro, ha riunito operatori della filiera ittica, istituzioni e comunità scientifica per discutere del futuro di una risorsa chiave del Mediterraneo.

La due giorni di convegno ha visto una tavola rotonda con le figure politiche ed istituzionali: i lavori hanno visto la partecipazione di Franco Aceto, membro di Giunta nazionale di Coldiretti, Nicoletta De Virgilio, Responsabile Tecnico Coldiretti Pesca, Daniela Borriello, Responsabile Nazionale Coldiretti Pesca, Francesco Saverio Abate, DG della pesca marittima e dell’acquacoltura Masaf, Nicola Caputo, Assessore Pesca Regione Campania, Fortunato Della Monica, Sindaco di Cetara.

Partendo dal primo panel di lavori “Sotto la soglia“, con gli interventi dei professori Pierluigi Carbonara e Francesco Tiralongo, del comandante Pignalosa di Oceanis e di Jean Pierre Silva di Cofrepeche.

Dibattito nel quale è intervenuto il comandante Paolo Marzio, il dott. Sciacca della direzione Pesca delle Regioni Europee e non, i quali hanno fatto degli interventi molto critici sulle cartografie delle aree di pesca. In particolar modo il dott. Sciacca ha evidenziato la criticità degli insediamenti eolici off shore, poiché vanno a contribuire, in quelle determinate zone di mare, alla non cattura.

In questi periodi, se ne parla soprattutto per quello che riguarda la zona pugliese e lo stretto di Messina. Il punto critico è che ci sono molti altri insediamenti che si andranno a sviluppare nei prossimi anni.

Anche il prof. Carbonara, sulla stessa lunghezza d’onda, ha sottolineato come ci siano state moltissime richieste per le aperture di queste farm eoliche.


Il comandante Marzio sottolinea alcune criticità sugli studi della pesca dei tonni sotto soglia,
i cosiddetti “sotto taglia“.

Il Comandante Pignalosa sottolinea come questa sia la reale criticità: mettere in condizione i pescatori di andare ad annotare e riportare tutto quello che raccolgono perché se la criticità consiste nel fatto di non voler concedere una deroga per la pesca di tonni sotto taglia, allora il pescatore lo rilascerà direttamente in mare, senza neanche annotarlo. Però in sostanza non vuol dire che non viene pescato.

Dopodiché si è passato al secondo Panel di lavori. Ed è stata lanciata l’idea delle Farm “Made in Italy”, da sviluppare nell’area antistante il Golfo di Salerno. L’idea è di sostenere la filiera ed il comparto della pesca. Affinché ci sia una pesca sostenibile socialmente, politicamente ed economicamente.

Sono già in atto i primi studi e le prime misure di ricerca per l’adattabilità della stessa farm in mare. Infatti, è stata predisposta una boa oceanografica per fare i vari rilievi (come quello riguardante il pH). Una ricerca che durerà circa 8 mesi, al termine dei quali si valuterà la fattibilità di poter impiantare questa farm nel Golfo. A sostegno di questa iniziativa sono intervenuti il direttore generale della pesca, dott. Francesco Abate, il Presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, e l’on. Giuseppe Lupo.

Si è dibattuto anche delle criticità delle nuove leve del mondo della pesca e, soprattutto, di questo imminente e drastico taglio del fondo Feampa: tale fondo, istituito nel 2021, durerà fino al 2027. Dal 2028 potrebbe non esserci più. O, quantomeno, potrebbe essere drasticamente ridotto. Si ipotizza, infatti, che i fondi della pesca potrebbero essere tagliati e ridotti fino ad un massimo di due miliardi. Considerando, tutti i paesi europei, tale cifra non è assolutamente sostenibile. Poiché sarà compito dei vari governi Nazionali capire quali fondi poter destinare a pesca ed acquacoltura.

Il direttore Abate sottolineava l’importanza di avere una sostenibilità economica e sociale. Proprio perché si parla di pesca, una tipologia di lavoro che esiste da sempre. In particolare si è soffermato sul grande lavoro e sul grande sviluppo che è stato fatto dal 2009, quando sono nate le prime criticità su tale tipo di pesca. Si è voluto sottolineare come si sia uscito da un pericoloso impasse, visto che è ritenuto un settore di eccellenza in Italia e di esempio per gli altri paesi.

In particolar modo si è sottolineato come il sistema di circuizione sia venuto fuori dalla crisi del 2010, quando lo Stato Italiano fu costretto a bloccare la pesca.

Nella seconda giornata di lavori, quella di Sabato 13 c’è stato il convegno conclusivo presso il Comune di Cetara. Incontro principalmente politico che ha, infatti, visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali regionali, nazionali ed europei, tra cui il Ministro On. Francesco Lollobrigida e il Presidente Ettore Prandini, che hanno fatto il punto della situazione sul futuro della filiera. La Dottoressa Borriello ha aperto i lavori. Ha tirato le somme su tutto quanto detto nella prima giornata di lavori.

La Coldiretti ha lanciato una iniziativa innovativa: la presenza di “Cassette blu” che verranno sovvenzionate per tutto il settore pesca. Sia per la questione ecologica che per quella della tracciabilità. Su queste cassette, infatti, sarà inserito un chip per il riconoscimento di tutta la tracciabilità che verrà collegata direttamente al pescato locale. Inoltre è stata fatta una dimostrazione di come viene fatta la colatura di alici e di sfilettatura del tonno rosso.


Dopodiché è seguito un pranzo, a bordo delle tonnare (la Genevieve e la Lucia Madre), per la chiusura dei lavori, quando tutti si sono impegnati a fissare degli incontri annuali per discutere di eventuali aggiornamenti. Ma, soprattutto, con l’auspicio di relazionarsi riguardo i traguardi eventualmente (ed auspicabilmente) raggiunti.

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