Specie Aliena Invasiva — Banca Dati IAS Mediterraneo
Specie Aliena Invasiva

Triglia del Mar Rosso – Parupeneus forsskali

Parupeneus forsskali

⚠ Specie aliena invasiva 📍 Migrazione lessepsiana (Canale di Suez) MED dal 2012

Nel marzo 2025 alcuni pescatori di Lampedusa hanno pescato una triglia che non somigliava a quelle di sempre — e invece di ributtarla in mare l’hanno congelata e consegnata all’ISPRA di Palermo. Così è stata confermata la prima cattura in acque italiane della triglia del Mar Rosso, un lessepsiano ormai stabile nel Mediterraneo orientale.

Cosa c’è da sapere subito

  • Prima cattura in acque italiane: marzo 2025, a Lampedusa — identificata dagli stessi pescatori come diversa dalle triglie native, poi confermata da ISPRA Palermo.
  • Presenza mediterranea confermata dal 2012 in Libano; ha poi raggiunto la Tunisia nel 2016 e Cipro, dove dal 2014 ha una popolazione stabile e oggi è già rilevante per la pesca commerciale locale.
  • Compete con le due triglie native del Mediterraneo — la triglia di fango (Mullus barbatus) e la triglia di scoglio (Mullus surmuletus) — e con altri due lessepsiani dello stesso gruppo trofico (Upeneus moluccensis e Upeneus pori).
  • Non presenta alcun rischio noto per l’uomo: è commestibile, appartenente alla stessa famiglia (Mullidae) delle triglie che già conosciamo in tavola.

Come riconoscerla (e non confonderla con le triglie native)

Come tutti i Mullidi, ha i caratteristici barbigli sotto il mento, usati per cercare cibo sul fondale. Il tratto distintivo è una banda longitudinale giallastra o dorata che corre su entrambi i fianchi, dall’occhio fino alla base della pinna caudale, che è forcuta e presenta striature rossastre sul lobo superiore — una colorazione diversa sia dalla triglia di fango sia dalla triglia di scoglio.

Proprio questa differenza cromatica è stata il dettaglio che ha insospettito i pescatori di Lampedusa: avevano appena pescato triglie native nella stessa uscita, e hanno notato che l’esemplare in questione non corrispondeva a nessuna delle due specie abituali.

Il caso di Lampedusa: la pesca come sentinella del mare

La cattura del marzo 2025 non è stata identificata da un ricercatore in laboratorio, ma da pescatori professionisti che hanno riconosciuto qualcosa di diverso durante il lavoro quotidiano. L’esemplare è stato congelato e consegnato ai ricercatori ISPRA di Palermo per l’analisi — un esempio concreto di come la collaborazione tra pesca professionale ed enti di monitoraggio scientifico sia spesso il primo strumento reale di rilevamento di nuove specie aliene, prima ancora dei programmi di monitoraggio dedicati.

Il consiglio di ISPRA resta lo stesso per chiunque incontri un esemplare sospetto: segnalarlo (anche via [email protected]) e, quando possibile, conservarlo per consentire l’identificazione e lo studio scientifico, invece di ributtarlo in mare o scartarlo.

Dove si sta espandendo

Originaria del Mar Rosso e del Golfo di Aden, è un tipico caso di migrazione lessepsiana attraverso il Canale di Suez. Le fonti scientifiche non concordano su un’unica data di primo avvistamento assoluto nel Mediterraneo (le stime vanno dal 2000 al 2004, a seconda dello studio), ma i punti fermi sono chiari:

  • 2012 — presenza confermata in Libano, Mediterraneo orientale
  • 2014 — prima segnalazione a Cipro, dove nel giro di pochi anni si stabilisce una popolazione consistente
  • 2016 — la specie raggiunge la Tunisia
  • Marzo 2025 — prima cattura documentata in acque italiane, a Lampedusa

A Cipro il caso è già oltre la fase di semplice presenza: la specie ha stabilito una popolazione florida al punto da essere oggi commercialmente rilevante per la pesca locale — lo stesso schema già visto con altri lessepsiani come il nemiptero o il barracuda dalle strisce gialle, di cui abbiamo parlato in schede precedenti.

Che impatto ha sulle triglie che conosciamo

Il rischio principale è la competizione diretta per le risorse: la triglia del Mar Rosso occupa la stessa nicchia trofica della triglia di fango e della triglia di scoglio, le due specie native che finiscono regolarmente sulle nostre tavole. A questo si aggiunge la concorrenza di altri due lessepsiani già presenti nel bacino, Upeneus moluccensis e Upeneus pori — rendendo il gruppo delle “triglie aliene” nel Mediterraneo orientale ormai a quattro specie contro le due native.

È commestibile?

Sì, senza alcuna riserva particolare: appartiene alla stessa famiglia delle triglie che già consumiamo, e non risultano rischi sanitari specifici legati al suo consumo. A Cipro, dove la popolazione si è ormai stabilizzata, è già entrata nel circuito della pesca commerciale locale.

Domande frequenti

È già stabilita in Italia o è stato un caso isolato?
Ad oggi risulta una sola cattura documentata, a Lampedusa nel marzo 2025 — non ancora una popolazione stabile come quella già consolidata a Cipro.

Come la distinguo dalle triglie che conosco?
Dalla banda longitudinale giallastra o dorata sui fianchi, dall’occhio alla base della coda, e dalle striature rossastre sul lobo superiore della pinna caudale — assenti nella triglia di fango e nella triglia di scoglio.

È pericolosa da mangiare?
No, nessun rischio noto. È commestibile come le altre triglie della famiglia Mullidae.

Cosa devo fare se ne peschio una?
Fotografala, conservala (anche congelata) e segnalala a ISPRA — è esattamente il percorso che ha permesso di documentare il primo esemplare italiano a Lampedusa.

Che impatto ha sulle triglie native?
Compete per le stesse risorse alimentari con la triglia di fango e la triglia di scoglio, aggiungendosi ad altri due lessepsiani dello stesso gruppo già presenti nel Mediterraneo orientale.

👤

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

Tutti gli articoli →