Toxotes jaculatrix Il pesce che sputa

Il segreto del pesce arciere che spara proiettili d’acqua con una forza superiore a quella dei propri muscoli è stato spiegato. Dopo 250 di dilemmi sono stati dei ricercatori italiani dell’Università di Milano a risolvere l’enigma.

Alberto Vailati, Luca Zinnato e Roberto Cerbino hanno spiegato che la capacità di sparare getti d’acqua cosi potenti è dovuta alla carattistica del pesce di sfruttare l’instabilità idrodinamica del getto, cosi da accumulare gradualmente energia all’estremità del flusso. Cosi la forza esplosa dal pesce risulta più potente rispetto a quella che è possibile ottenere soltanto con l’ausilio dei soli muscoli. I ricercatori la definiscono come una sorta di leva idrodinamica. Grazie a tali proiettili liquidi il pesce arciere riesce a catturare le proprie prede, colpendole per poi farle cadere in acqua.

Il pesce arciere utilizza le leggi della fluidodinamica per ottenere una sorta di “proiettile liquido” la cui dimensione cresce nel tragitto verso la preda.

Il getto che producono questi animali è talmente potente da poter raggiungere i due metri di altezza, e prevederebbe una potenza muscolare ben oltre a quella massima stimata per un muscolo di vertebrato.

Questi pesci sono diffusi nelle lagune e nelle zone costiere (soprattutto quelle coperte da mangrovie) dell’Asia (dal Golfo Persico alle Filippine, compreso l’arcipelago malese) e dell’Australia.

Il nome scientifico della famiglia deriva dalla parola greca toxotes, arciere: nome dovuto alla particolare tecnica di caccia di questi pesci.

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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