Scheda scientifica marina

Riccio regina – Sphaerechinus granularis

Sphaerechinus granularis

IUCN NE — Non valutata
Nome scientifico
Sphaerechinus granularis
Stato IUCN
NE — Non valutata

Descrizione morfologica
Test calcareo a simmetria pentaraggiata, leggermente appiattito dorsalmente, di forma tozza e quasi sferica. Diametro massimo riportato in letteratura: 15 cm (dato consistente tra fonti indipendenti). In una popolazione egea misurata scientificamente, il diametro medio rilevato è stato di 76,98 ± 2,69 mm, contro 59,06 ± 17,67 mm per Paracentrotus lividus campionato nello stesso sito — una differenza di taglia media reale, non solo aneddotica.

Aculei corti, uniformi in lunghezza (fino a circa 2 cm), arrotondati in punta e disposti in file ordinate. Due forme cromatiche: test viola in entrambe le varianti, con aculei viola o completamente bianchi.

Un dettaglio poco noto: oltre agli aculei, la specie possiede pedicellarie globifere velenose — piccole appendici a forma di pinza che iniettano tossine come difesa. È uno degli echinoidi meglio studiati sotto questo aspetto (Fenner & Hodge, 1994, Zoomorphology). Gli aculei smussati riducono il rischio di punture da spina rispetto a Paracentrotus lividus, ma il contatto con le pedicellarie può comunque causare irritazione locale.

Distribuzione geografica
Atlantico nord-orientale e Mar Mediterraneo: dal Canale della Manica (Isole del Canale) lungo le coste europee e nordafricane fino a Capo Verde e al Golfo di Guinea, includendo Azzorre, Madeira e Canarie.

riccio regina 2

Primo piano di un esemplare di Sphaerechinus granularis (riccio regina) adagiato su un fondale di alghe calcaree incrostanti: si notano bene gli aculei corti e arrotondati, violacei con la punta bianca.

Habitat e batimetria
Specie bentonica, presente tra 2 e 130 metri di profondità (SeaLifeBase), più comune entro i 30-40 metri. Predilige siti riparati con substrati misti: fondali rocciosi, ghiaia incrostata da alghe calcaree, e praterie di Posidonia oceanica e Zostera marina.

Alimentazione
Brucatore di alghe calcaree incrostanti, foglie di fanerogame marine e dei relativi organismi epifiti, oltre a detrito organico.

Comportamento di mascheramento
Trattiene sul test frammenti di conchiglie, alghe e detrito tramite i piedi ambulacrali e le pedicellarie. L’ipotesi più accreditata in letteratura è che si tratti di un meccanismo di fotoprotezione (riduzione dell’esposizione ai raggi UV) unito a un effetto di mimetismo verso i predatori.

Associazioni ecologiche e predatori
Convive frequentemente con Paracentrotus lividus e Centrostephanus longispinus, con parziale separazione di nicchia legata al substrato: S. granularis prevale su fondali molli/detritici, P. lividus su roccia (Vafidis & Antoniadou). Predatori documentati: le stelle marine Marthasterias glacialis e Luidia ciliaris.

Riproduzione
Gonocorico, fecondazione esterna, sviluppo larvale planctotrofico (larva echinopluteo). Deposizione possibile tutto l’anno, con picco in primavera-inizio estate. Uno studio nel Golfo Pagasitico (Egeo) basato su indice gonado-somatico e istologia delle gonadi ha confermato un unico ciclo riproduttivo annuale, con taglia modale della popolazione tra 65 e 75 mm.

Interesse commerciale e gastronomico
Le gonadi sono commestibili e consumate in Italia, Provenza e Catalogna, con un sapore descritto come simile a quello di P. lividus ma meno intenso. Lo studio di Vafidis et al. (2020) segnala esplicitamente che S. granularis è specie di crescente importanza commerciale nell’Egeo a causa della riduzione degli stock di P. lividus, tanto da parlare di una “fishery in sviluppo” da gestire. Non risultano dati altrettanto puntuali per le acque italiane.

Normativa e conservazione
In Italia la raccolta di Paracentrotus lividus è regolata dal DM 12 gennaio 1995, con taglie minime, periodi di fermo biologico e obbligo di raccolta da parte di pescatori professionisti autorizzati. Per Sphaerechinus granularis non risulta una normativa nazionale altrettanto specifica.

Fonti

  • Vafidis D., Antoniadou C., Ioannidi V. (2020). Population Density, Size Structure, and Reproductive Cycle of the Comestible Sea Urchin Sphaerechinus granularis (Echinodermata: Echinoidea) in the Pagasitikos Gulf (Aegean Sea). Animals 10(9), 1506.
  • Fenner P.J., Hodge R. (1994). The venom apparatus of the globiferous pedicellariae of the toxopneustid Sphaerechinus granularis: fine structure and mechanism of venom discharge. Zoomorphology 114, 73–82.
  • Mechanical defensive adaptations of three Mediterranean sea urchin species (studio comparativo su misure di test in popolazioni egee).
  • SeaLifeBase, scheda Sphaerechinus granularis.
  • WoRMS — World Register of Marine Species, scheda Sphaerechinus granularis.
  • Wikipedia (IT/EN), voci Sphaerechinus granularis e Paracentrotus lividus.
  • Commissione Europea, Fish Commercial Names — scheda Sphaerechinus granularis.
  • DM 12 gennaio 1995 (normativa italiana su Paracentrotus lividus).

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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