Scheda scientifica marina

Riccio cuore – Echinocardium cordatum

Echinocardium cordatum

IUCN NE — Non valutata
Nome scientifico
Echinocardium cordatum
Stato IUCN
NE — Non valutata

Nome comune

Riccio cuore, o cuore di mare. In inglese è noto come “sea potato” (patata di mare) per la forma dello scheletro calcareo una volta spogliato degli aculei.

Classificazione tassonomica

Regno: Animalia — Phylum: Echinodermata — Classe: Echinoidea — Ordine: Spatangoida — Famiglia: Loveniidae — Genere: Echinocardium Gray, 1825 — Specie: Echinocardium cordatum (Pennant, 1777).

A differenza dei ricci “regolari” visti finora (Sphaerechinus, Paracentrotus, Cidaris, Stylocidaris, Centrostephanus), Echinocardium cordatum appartiene agli echinoidi irregolari: il corpo non ha più simmetria raggiata perfetta ma una simmetria bilaterale secondaria, con bocca spostata verso il margine anteriore e ano verso il margine posteriore — un adattamento alla vita infossata nel sedimento.

Descrizione morfologica

Test a forma di cuore, lungo 6-9 cm, dal profilo appiattito superiormente e con una lieve depressione anteriore. Lo scheletro è molto fragile. È ricoperto da un fitto manto di aculei corti, sottili e flessibili, che gli danno un aspetto quasi “peloso”; gli aculei sono rivolti prevalentemente all’indietro. Il colore in vita è biancastro, grigio chiaro o giallastro (fulvo), con aculei tendenti al giallo; una volta spogliato degli aculei e spiaggiato, il test appare bianco.

Le aree ambulacrali sono poco evidenti sul resto del test, ma quella anteriore forma un solco largo e profondo a forma di stella, che si estende anche lungo i fianchi. In quest’area sono presenti due serie di doppie file di pedicelli, più lunghi che altrove: sono proprio questi pedicelli a raccogliere le particelle di detrito organico su cui si nutre l’animale.

Distribuzione geografica

Specie tra le più diffuse al mondo tra gli echinoidi, con una distribuzione quasi cosmopolita nei mari temperati e temperato-caldi, esclusi i mari polari: dal Nord Europa fino al Mediterraneo e al Mar Nero, e ancora Pacifico nord-occidentale, Australasia e Giappone.

Habitat e batimetria

Vive infossato in una tana permanente scavata nella sabbia o nella sabbia fangosa, generalmente tra 8 e 15 cm di profondità (fino a 20 cm secondo alcuni studi), dalla zona intertidale fino a circa 200 metri. Predilige sedimenti con una granulometria media compresa tra 200 e 300 micrometri, pur tollerando un range più ampio.

Un adattamento sorprendente: il tubo di aerazione

Pur vivendo completamente sepolto, Echinocardium cordatum riesce a respirare grazie a un pedicello ambulacrale molto allungato, una sorta di “tubo snorkel” che risale attraverso il sedimento fino alla superficie, mantenendo un canale di comunicazione con l’acqua sovrastante. Gli aculei, inoltre, intrappolano una pellicola d’aria attorno al corpo, che contribuisce a prevenire l’asfissia durante la permanenza nella tana.

Alimentazione ed ecologia

È un depositivoro non selettivo: ingerisce sedimento e ne estrae il contenuto organico, trasportato verso la bocca dai lunghi pedicelli dell’ambulacro anteriore. Muovendosi nel sedimento, contribuisce in modo significativo alla bioturbazione: rimescola gli strati superficiali del fondale, favorisce la circolazione dell’acqua interstiziale e accelera il riciclo della materia organica — un ruolo ecologico paragonabile a quello dei lombrichi nei suoli terrestri.

Nella tana convivono organismi commensali, tra cui molluschi bivalvi e piccoli crostacei; nei ciechi digestivi ospita inoltre batteri mutualistici, mentre nella cavità celomatica possono insediarsi protozoi parassiti (gregarine).

Riproduzione

I sessi sono separati e la fecondazione è esterna (broadcast spawning): i gameti vengono rilasciati direttamente in acqua. Il ciclo riproduttivo è annuale. Dalla fecondazione si sviluppa una larva planctonica di tipo echinoplutei, con quattro paia di braccia, che fa parte dello zooplancton; la metamorfosi e l’insediamento sul fondo avvengono circa 39 giorni dopo la fecondazione. Le popolazioni intertidali si riproducono più frequentemente di quelle subtidali, dove il reclutamento può essere sporadico — in alcuni studi storici, solo in tre anni su dieci. La durata di vita è stimata in dieci anni o più.

Un dettaglio di ricerca recente: un complesso di specie criptiche

Studi genetici degli ultimi vent’anni hanno messo in discussione i confini stessi della specie: quello che oggi chiamiamo Echinocardium cordatum sembra in realtà comprendere un complesso di almeno cinque cladi geneticamente distinti, in parte in sympatria tra loro e in grado di ibridarsi. La tassonomia del gruppo, nonostante sia tra gli echinoidi irregolari più studiati al mondo per biologia ed ecologia, resta quindi materia di discussione scientifica aperta.

Fonti

  • Wikipedia (EN), voce Echinocardium cordatum.
  • MarLIN — The Marine Life Information Network, scheda Sea potato (Echinocardium cordatum).
  • WoRMS — World Register of Marine Species, scheda Echinocardium cordatum.
  • ScienceDirect Topics, voce Echinocardium cordatum (con riferimenti a Féral et al., Chenuil & Féral, Egea et al. 2016 sul complesso di specie criptiche).
  • Sapere.it, scheda Echinocardium cordatum.
  • SeaLifeBase, scheda Echinocardium cordatum.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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