Scheda scientifica marina

Riccio saetta – Stylocidaris affinis

Stylocidaris affinis

IUCN NE — Non valutata
Nome scientifico
Stylocidaris affinis
Stato IUCN
NE — Non valutata

Nome comune

Riccio saetta. Specie molto simile a Cidaris cidaris, con cui fu a lungo confusa sotto il nome Dorocidaris papillata, finché Mortensen non le distinse chiaramente nel 1909, istituendo per questa specie il genere Stylocidaris.

Classificazione tassonomica

Regno: Animalia — Phylum: Echinodermata — Classe: Echinoidea — Sottoclasse: Cidaroidea — Ordine: Cidaroida — Famiglia: Cidaridae — Genere: Stylocidaris Mortensen, 1909 — Specie: Stylocidaris affinis (Philippi, 1845).

Nel Mediterraneo la famiglia Cidaridae è rappresentata da soli due generi, ciascuno con un’unica specie: Stylocidaris (pedicellarie globifere prive di uncino/dente terminale) e Cidaris (pedicellarie globifere con dente terminale) — questo è il carattere diagnostico che distingue Stylocidaris affinis da Cidaris cidaris.

Descrizione morfologica

Corpo quasi sferico, con guscio robusto; apparato apicale pari a circa metà del diametro del guscio, spesso prominente, coperto di minuti aculei, con piastre terminali interne. Diametro del test fino a 4-5 cm secondo la maggior parte delle fonti (48 mm il valore massimo riportato in uno studio su campioni mediterranei); in campioni reali misurati nel Mar Ligure, tra 24 e 36 mm.

I radioli (aculei primari) sono poco numerosi ma molto sviluppati, fini e poco più lunghi del diametro del corpo — a differenza dei radioli robusti e molto più lunghi del test tipici di Cidaris cidaris. Sono dotati di fini appendici piliformi che possono occultare i rilievi longitudinali spinulosi. Le pedicellarie tridattili possono essere assenti.

La colorazione è distintiva: radioli giallastri con bande trasversali brune più o meno visibili e collare basale roseo; aculei secondari rossi lungo la linea mediana; apparato apicale di un rosso più scuro, spesso con una linea trasversale marcata sulle piastre genitali; periprocto rossastro. Il test denudato è bianco-giallastro.

Distribuzione geografica

Mar Mediterraneo e Atlantico, sia orientale (dall’Africa occidentale a Capo Verde) sia occidentale.

Habitat e batimetria

Fondali fangosi e detritici o a coralline (coralligeno), con una netta preferenza per i fondi di maerl, ghiaiosi o fango-sabbiosi con rodoliti. Il range batimetrico varia secondo gli autori: 30-1000 m (Tortonese, 1927), 30-150 m (Koehler, 1922), 5-180 m (Koukouras et al., 2007), 50-700 m (Terribile & Schembri, 2013). Nelle acque maltesi la specie risulta prevalentemente concentrata tra 50 e 200 m, con un’abbondanza relativa del 55% nella fascia 101-150 m.

Rispetto a Cidaris cidaris, con cui l’areale batimetrico si sovrappone parzialmente, Stylocidaris affinis si trova più comunemente nelle acque meno profonde; la sua presenza a maggiori profondità è comunque condizionata dalla natura del fondo, risultando legata a inclusioni grossolane nel sedimento (frammenti di conchiglie) più che alla sola profondità.

Alimentazione

Si nutre di materiale fitodetritico, briozoi, conchiglie, coralli vivi e morti, crinoidi e molluschi — un regime più orientato alla predazione su organismi sessili rispetto a Cidaris cidaris. La lanterna di Aristotele di questa specie ha una mobilità fortemente limitata rispetto a quella di Paracentrotus lividus, a causa delle caratteristiche anatomiche e muscolari dell’articolazione; la membrana peristomale, spessa e placcata, è solo leggermente deformabile.

Organismi associati

Serpulidi e cirripedi sono epibionti frequenti, spesso attaccati ai radioli. Nel tubo digerente si trovano tipicamente residui di briozoi e conchiglie.

Riproduzione

Le gonadi, come negli altri Cidaridae, sono organizzate in un doppio organo molto ramificato con fagociti nutritivi e cellule gametogeniche. Uno studio condotto nel Mediterraneo a circa 70 metri di profondità ha seguito la gametogenesi nel dettaglio: la crescita degli ovociti primari inizia in autunno e prosegue per quasi un anno, fino a raggiungere la dimensione massima nell’agosto successivo; gli spermatociti si accumulano tra inverno ed estate, gli spermatidi compaiono solo a giugno e gli spermatozoi maturi ad agosto. La dimensione minima riproduttiva riportata è di 8-12 mm di diametro all’apertura dei gonopori, e la maturità sessuale viene raggiunta dopo circa due anni.

Ricerca recente: microplastiche nei Cidaridae mediterranei

Uno studio del 2022 dell’Università Politecnica delle Marche ha rilevato microfibre sintetiche nel contenuto stomacale di esemplari liguri di Stylocidaris affinis — circa il 38% del materiale ingerito analizzato, una percentuale leggermente superiore a quella osservata in Cidaris cidaris (circa il 31%), senza differenze statisticamente significative tra le due specie. Il dato apre alla possibilità di utilizzare questi ricci di profondità come bioindicatori dell’inquinamento da microplastiche nel Mediterraneo.

Fonti

  • Basho A. (2022). Morfologia e analisi dei contenuti stomacali di due specie di Cidaridae (Echinodermata: Echinoidea) del Mar Mediterraneo. Tesi di Laurea Magistrale, Università Politecnica delle Marche.
  • Holland, N.D. (1967). Studio sulla gametogenesi di Stylocidaris affinis nel Mediterraneo, citato in Basho (2022).
  • Giorgifoto.it, scheda Stylocidaris affinis (riccio saetta).
  • Taras Sub Diving Center, scheda Riccio saetta (Stylocidaris affinis).
  • WoRMS — World Register of Marine Species, scheda Stylocidaris affinis.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

Tutti gli articoli