Ecologia Marina

Poriferi: le spugne, i filtratori del mare

I poriferi, cioè le spugne, sono gli animali più semplici esistenti: non hanno organi, muscoli né sistema nervoso. Vivono fissati al fondo e si nutrono filtrando enormi quantità d’acqua. Se ne conoscono circa 9.500 specie, quasi tutte marine. Ecco come sono fatti, come vivono e qualche esempio dai nostri mari.

In questo articolo · 8 sezioni
  1. Cosa sono i poriferi
  2. Come sono fatti
  3. Come si nutrono
  4. Le quattro classi
  5. Esempi di poriferi del Mediterraneo
  6. Riproduzione
  7. Perché sono importanti
  8. Domande frequenti
"Poriferi : i filtratori del mare"
Spugne marine su un fondale roccioso

Cosa sono i poriferi

Il nome viene dal latino e significa “portatori di pori”: il corpo di una spugna è attraversato da migliaia di piccoli fori da cui entra l’acqua. I poriferi sono animali a tutti gli effetti, anche se per secoli sono stati scambiati per piante. Sono probabilmente uno dei gruppi animali più antichi: le loro origini risalgono a oltre 600 milioni di anni fa.

Come sono fatti

  • Pori: piccole aperture su tutta la superficie, da cui entra l’acqua.
  • Coanociti: cellule dotate di un flagello che crea la corrente d’acqua e cattura batteri e particelle di cibo.
  • Osculo: una o più aperture più grandi da cui esce l’acqua filtrata.
  • Scheletro: formato da spicole di calcare o di silice, da fibre di spongina, una proteina elastica, o da una combinazione di entrambe.

Le spugne non hanno veri tessuti: le loro cellule possono cambiare funzione e, se una spugna viene sminuzzata, le cellule sono in grado di riaggregarsi.

Dettaglio di una spugna con gli osculi

Come si nutrono

Le spugne sono filtratori straordinari. Una spugna grande quanto un pugno può filtrare migliaia di litri d’acqua al giorno, trattenendo batteri, microalghe e particelle organiche. Così contribuiscono a mantenere l’acqua limpida e a riciclare i nutrienti. Molte ospitano al loro interno batteri e alghe simbionti, che possono costituire una parte importante del loro volume. Esistono anche alcune spugne carnivore delle grandi profondità, che catturano piccoli crostacei.

Le quattro classi

ClasseScheletroEsempi
Demospongie (Demospongiae)fibre di spongina e/o spicole di silicela spugna da bagno, la maggior parte delle specie
Calcispongie (Calcarea)spicole di carbonato di calciopiccole spugne bianche di grotta
Esattinellidi (Hexactinellida)spicole di silice a sei raggile spugne di vetro dei mari profondi
Omoscleromorfe (Homoscleromorpha)spicole piccole o assentispugne incrostanti di grotta
Le demospongie rappresentano circa l’80% delle specie conosciute.

Esempi di poriferi del Mediterraneo

  • Spugna da bagno (Spongia officinalis): raccolta per secoli in Grecia, Tunisia e Sicilia, oggi rara in molte zone per la pesca eccessiva e le morie.
  • Spugna arancione o arancia di mare (Tethya aurantium): sferica, color arancio.
  • Spugna rossa (Crambe crambe): incrostante, molto comune sugli scogli in ombra.
  • Spugna limone (Phorbas, Clathrina e altre): macchie colorate su rocce e pareti.
  • Spugna del paguro (Suberites domuncula): cresce sulla conchiglia abitata da un paguro, che ottiene protezione mentre la spugna “viaggia”.

Riproduzione

Le spugne si riproducono sia per via sessuale, con uova e spermatozoi liberati in acqua o trattenuti nel corpo, sia per via asessuata, per gemmazione o frammentazione. Le larve nuotano per poco tempo, poi si fissano sul fondo e danno origine a una nuova spugna.

Perché sono importanti

Le spugne creano habitat per piccoli crostacei, vermi e pesci, filtrano l’acqua e sono cibo per alcuni predatori specializzati, come la tartaruga embricata, la cui dieta è fatta in gran parte di spugne. Producono inoltre molte sostanze chimiche di difesa, studiate dalla ricerca farmaceutica come possibili farmaci antitumorali e antivirali.

Domande frequenti

Le spugne sono animali o piante?

Sono animali: si nutrono di altri organismi e non fanno la fotosintesi.

Le spugne da bagno sono vere spugne?

Quelle naturali sì: sono lo scheletro di spongina di Spongia e specie affini. Quelle sintetiche sono di plastica o cellulosa.

Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *