Quanto pesa la nostra attività sul mare

Quando si parla di pesca, non conta solo quanto si cattura, ma anche quanto impegno si mette per catturare. In biologia della pesca, questo impegno prende il nome di sforzo di pesca (fishing effort). È un indicatore che misura l’insieme delle risorse utilizzate dai pescatori – tempo, numero di barche, attrezzi, potenza dei motori – per ottenere un certo quantitativo di pescato.


Cos’è lo sforzo di pesca?

In parole semplici, lo sforzo di pesca rappresenta la pressione esercitata da una flotta o da un singolo peschereccio su una popolazione di pesci. Non dipende solo dal numero di catture, ma dal “quanto” è stato speso per ottenerle.

Esempi pratici:

  • una giornata di pesca con una rete a strascico di 20 metri di apertura non equivale a una con una rete di 60 metri;
  • 10 ore in mare con un motore da 500 cavalli non equivalgono a 10 ore con un piccolo gozzo a remi.

La formula dello sforzo di pesca

In forma generale: E=f×tE = f \times tE=f×t

dove:

  • EEE = sforzo di pesca
  • fff = numero di unità di pesca (barche, reti, palangari, ecc.)
  • ttt = tempo di pesca (giorni, ore, immersioni, ecc.)

In contesti più complessi, lo sforzo di pesca può essere espresso come: E=∑(ni×pi×ti)E = \sum (n_i \times p_i \times t_i)E=∑(ni​×pi​×ti​)

dove:

  • nin_ini​ = numero di imbarcazioni della categoria i
  • pip_ipi​ = potenza o capacità di pesca (motore, apertura rete, lunghezza palangaro…)
  • tit_iti​ = tempo di attività

Perché è importante

Lo sforzo di pesca è fondamentale per calcolare la CPUE (Catch Per Unit Effort), cioè la cattura per unità di sforzo: CPUE=CECPUE = \frac{C}{E}CPUE=EC​

dove CCC è la quantità pescata.
La CPUE è utilizzata come indicatore dello stato delle risorse: se con lo stesso sforzo le catture diminuiscono, significa che la popolazione di pesci è in calo.


Un indicatore per il futuro

Lo sforzo di pesca non serve solo agli scienziati: è uno strumento utile anche per i pescatori e le cooperative, perché consente di capire se vale la pena aumentare i giorni di pesca o se, al contrario, la risorsa si sta esaurendo.

Regolare lo sforzo significa trovare un equilibrio: pescare abbastanza per sostenere l’economia locale, ma non tanto da mettere in pericolo le generazioni future di pesci (e di pescatori).

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Autore

Marcello Guadagnino

marcelloguadagnino@gmail.com

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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