Politica e istituzioni

La “Costituzione del Mare” incassa il primo sì: dal coordinamento CIPOM alla CISOA per la pesca  

 Il Senato approva il DDL sulla valorizzazione della risorsa mare: 37 articoli per riscrivere la governance nazionale, istituire la zona contigua e semplificare la burocrazia di bordo  Con 81 voti favorevoli e 58 astensioni, l’Aula del Senato ha dato il via libera in prima lettura al disegno di legge “Valorizzazione della risorsa mare“. Il provvedimento, collegato alla manovra di finanza pubblica e parte integrante del Piano del Mare 2023-2025, passa ora all’esame della Camera per l’approvazione definitiva. Si tratta di un testo complesso, ampliato durante l’iter in Commissione Ambiente fino a raggiungere 37 articoli suddivisi in sette capi, che mira a dare un assetto organico e unitario a una materia finora frammentata tra diverse competenze ministeriali.

costituzione del mare

ll cuore politico del DDL risiede nel rafforzamento del coordinamento delle politiche del mare, con una ridefinizione delle competenze interministeriali e un ruolo centrale per il CIPOM, ovvero il Comitato interministeriale per le politiche del mare. L’obiettivo dichiarato dal Ministro Nello Musumeci è superare la polverizzazione amministrativa per costruire una politica nazionale integrata che valorizzi gli oltre 8.000 chilometri di coste italiane. Tra le novità tecniche di rilievo, il testo introduce la pianificazione dello spazio marittimo e nuovi parametri tariffari per i servizi di settore.

Per gli operatori del settore ittico, la novità più significativa riguarda la piena attuazione dell’estensione della CISOA, la Cassa integrazione salariale operai agricoli, anche ai lavoratori della pesca. La misura è stata accolta positivamente in Aula come un riconoscimento della fragilità del comparto, esposto a rischi climatici e crisi di mercato. Resta alta l’attenzione delle opposizioni e dei sindacati sull’attuazione pratica del provvedimento, per evitare che i rimandi normativi ne dilunghino l’applicazione. Inoltre, il testo include misure per la salvaguardia dei manufatti della pesca tradizionale, considerati patrimonio da tutelare. Il DDL allinea l’Italia a partner europei come Francia e Spagna attraverso l’istituzione della “zona contigua” oltre il limite delle acque territoriali. In quest’area, lo Stato potrà esercitare poteri di controllo e repressione per contrastare l’illegalità, con particolare riferimento all’immigrazione clandestina e al traffico di esseri umani, estendendo di fatto il raggio d’azione della sovranità nazionale in mare.

Sul fronte della nautica da diporto e della protezione ambientale, il provvedimento segna un punto di svolta verso una modernizzazione che non ammette più zone d’ombra o lungaggini d’altri tempi. La transizione digitale entra prepotentemente a bordo, con la dematerializzazione dei registri e dei documenti che promette di mandare finalmente in soffitta la vecchia burocrazia cartacea, garantendo una gestione più fluida senza però allentare la maglia dei controlli. Questa nuova trasparenza si intreccia con una lotta serrata al fenomeno del “noleggio mascherato“: l’introduzione di parametri più rigidi sul numero di passeggeri trasportabili mira infatti a distinguere nettamente la locazione pura dalle attività commerciali abusive, tutelando così gli operatori professionali dalla concorrenza sleale. Parallelamente, il legislatore ha inteso dare una cornice organica e moderna al settore subacqueo e dell’apnea, definendo standard di sicurezza elevati e promuovendo, con lungimiranza, un mare realmente accessibile e inclusivo per le persone con disabilità. Il tutto viene blindato da un’anima ecologica che non concede deroghe: la protezione della Posidonia oceanica e degli habitat più fragili diventa un pilastro operativo, imponendo il divieto assoluto di ancoraggio nelle aree sensibili per preservare quel capitale naturale che rappresenta la vera, insostituibile infrastruttura del nostro futuro blu.

Il provvedimento affronta infine il tema dell’insularità, prevedendo misure specifiche per compensare lo svantaggio socio-economico delle isole minori e migliorare l’accesso ai servizi fondamentali. Sul fronte infrastrutturale, è stato accolto un ordine del giorno per l’impegno governativo alla realizzazione di un ponte mobile sullo Scolmatore, opera ritenuta strategica per la viabilità e la logistica costiera.

Il giudizio delle opposizioni, pur sfociato in un’astensione collettiva, riconosce la validità della cornice unitaria proposta, pur lamentando uno sbilanciamento eccessivo verso lo sfruttamento economico rispetto alla tutela ambientale pura. La parola passa ora alla Camera dei Deputati per la seconda lettura.

NelloPaolo Pignalosa
A cura di
NelloPaolo Pignalosa
Vice direttore del Giornale dei Marinai
GiornalistaFunzionario amministrativorappresentante di oceanis srl

NelloPaolo Pignalosa, giornalista e funzionario amministrativo. Vice Direttore de Il Giornale dei Marinai e rappresentante di Oceanis Srl.

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