Pesca Professionale

Pesca: la scommessa dell’Anagrafe Nazionale Digitale tra semplificazione e rischi di attuazione  

Pesca: la scommessa dell’Anagrafe Nazionale Digitale tra semplificazione e rischi di attuazione  

whatsapp image 2026 04 21 at 15.22.03

 Il Decreto Pnrr-bis promette di snellire il comparto con l’Anagrafe Nazionale Digitale, ma la transizione dai supporti analogici e l’uniformità applicativa sui territori restano incognite cruciali per il reale successo della riforma. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026 della Legge n. 50/2026 segna l’inizio di una fase di digitalizzazione che potremmo definire storica per il mondo della pesca italiano.La conversione del Decreto Pnrr-bis introduce, infatti, misure mirate a modernizzare la pubblica amministrazione marittima e a risolvere annose incertezze sulla gestione del personale. Tuttavia, dietro l’accoglienza favorevole delle associazioni di categoria, emerge la consapevolezza che questa transizione non sia priva di insidie operative.

Il passaggio da processi storicamente legati a supporti analogici verso una dimensione puramente digitale richiede una capacità di adattamento tecnologico che potrebbe non essere immediata per l’intera flotta nazionale. Il punto di maggiore criticità riguarda l’istituzione dell’Angemar (Anagrafe Nazionale Digitale della Gente di Mare): sebbene lo strumento sia fondamentale per la gestione unitaria di carriere e abilitazioni, la sua efficacia dipenderà dall’effettiva interoperabilità tra i vari enti. La storia amministrativa del comparto è purtroppo segnata da cronici problemi interpretativi che hanno spesso creato disparità tra i diversi uffici territoriali. Senza una formazione adeguata e un’infrastruttura tecnica solida,il rischio è che l’innovazione si scontri con una scarsa alfabetizzazione digitale di parte degli operatori, trasformando un’opportunità di efficienza in una nuova barriera d’accesso per chi ha sempre gestito la propria vita professionale attraverso i registri fisici.

Anche la norma sul trasbordo del personale, pur fornendo l’interpretazione autentica del Codice della Navigazione per evitare la messa in disarmo delle imbarcazioni ormeggiate, solleva riflessioni sulla tenuta del sistema dei controlli. Se da un lato la misura restituisce certezza operativa agli armatori eliminando lungaggini inutili, dall’altro impone una vigilanza rigorosa affinché la flessibilità non comprometta la trasparenza delle tabelle di armamento. La sfida, dunque, non si esaurisce con il voto in Parlamento (di conversione delle Camere entro 60 giorni): come osservato dai vertici di Legacoop Agroalimentare, il vero banco di prova sarà la capacità della macchina ministeriale di tradurre queste innovazioni in una pratica quotidiana che non lasci indietro le marinerie più piccole o tecnologicamente svantaggiate. L’obiettivo è rendere il lavoro marittimo più agile e appetibile per le nuove generazioni: la rotta è tracciata, ma la navigazione amministrativa resta tutta da verificare.

A Cura del Dott. Rogero Fiorentino

Rogero Fiorentino
A cura di
Rogero Fiorentino
Autore · Il Giornale dei Marinai
Il Giornale dei Marinai

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *