teoria navale

Guida pratica al diporto nautico per la patente entro le 12 miglia

Lug 9, 2020 By Marcello Guadagnino
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Elementi di teoria navale : principali strutture di uno scafo

Gli elementi costitutivi fondamentali di una imbarcazione a motore sono: scafo (corpo galleggiante), motore-elica (complesso propulsivo), timone (organo direzionale). Il tradizionale scafo di legno e costituito da uno scheletro del quale il pezzo principale è la chiglia, una robusta trave che corre nella parte più bassa, da prora (parte anteriore) a poppa (parte posteriore), rafforzata sopra e sotto da tre controtravi, detti rispettivamente controparamezzale, paramezzale e controchiglia.  Alla chiglia sono fissati gli elementi trasversali dell’ossatura, detti ordinate o costole (la parte che incrocia la chiglia e detta madiere), a loro volta collegati da traversine longitudinali dette serrette, e superiormente, da travi orizzontali detti bagli. Su questi, sostenuti da puntali, (sopra ai quali s’interpone una traversina longitudinale detta anguilla) sono poste le tavolate che formano il ponte, o piano di coperta, (le due tavole estreme esterne sono dette trincarini) e sulle ordinate sono sovrapposte le tavolate costituenti il fasciame. (le due tavole incastrantesi sul paramezzale: torelli).

Alle estremità della chiglia si congiungono i pezzi rispettivamente detti ruota di prora (la parte che fende l’acqua), dritto di prora (la parte più alta) e dritto di poppa (la sua base e il calcagnolo) ove sono fissate le femminelle che alloggiano gli agugliotti del timone. La parte laterale di ognuno dei lati di prua si chiama mascone, la parte più o meno rotondeggiante della poppa, specchio di poppa, mentre giardinetto e il punto della poppa simmetricamente opposto al mascone. La parte sotto la linea di galleggiamento si chiama carena od opera viva, la soprastante, opera morta e la fascia compresa tra i due galleggiamenti (natante a pieno carico e natante scarico) e detta bagnasciuga.  

Il piano che copre il fondo del natante si chiama pagliolo, lo spazio sotto sentina. Le piccole aperture per l’aria e la luce, sono gli oblò (rotondi) o i portelli (quadrati). Le aperture praticate in coperta sono dette boccaporti, le aperture per il passaggio delle catene delle ancore si chiamano cubie, i vani ripostigli si dicono gavoni. Le ringhiere laterali, composte da candelieri (verticali) e da draglie (orizzontali) sono dette battagliole; quelle alle estremità di prora e di poppa si dicono pulpiti.

Lunghezza fuori tutto: misurata dall’estrema prua all’estrema poppa;

Lunghezza al  galleggiamento: misurata sulla linea di galleggiamento;

Larghezza: misurata lungo la sezione centrale trasversale (sezione”maestra”);

Altezza (o puntale): misurata tra il paramezzale e la congiungente le estremità del baglio maestro;

Immersione (o pescaggio): la profondità dello scafo sotto la linea di galleggiamento;

Bordo libero: l’altezza dello scafo tra la linea di galleggiamento e l’orlo di coperta.

Fattori che influenzano la stabilità: perché il baricentro e le caratteristiche originali di stabilita rimangano inalterati e necessario che: nell’imbarcare pesi notevoli essi vengano disposti simmetricamente rispetto agli assi longitudinali e trasversali dello scafo, sistemati sottocoperta più in basso possibile; in sentina non ristagni acqua, la quale, se in quantità, agisce come una pesante palla di ferro che nei movimenti dello scafo muove impazzita provocando anomali pericolosi sbandamenti.

*Si ha rollio quando lo scafo oscilla attorno al suo asse longitudinale, beccheggio quando oscilla attorno al suo asse verticale.

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