CAMPAGNA DI PESCA 2026 – TONNO ROSSO: IL RISPETTO DELLE REGOLE È ESSENZIALE
CAMPAGNA DI PESCA 2026 – TONNO ROSSO: IL RISPETTO DELLE REGOLE È ESSENZIALE
È appena iniziata la campagna di pesca del tonno rosso, sotto la vigenza delle nuove disposizioni legate alla tanto attesa ZEE italiana.
Questa volta, però, l’elemento critico non riguarda la nostra flotta e i nostri operatori che, con ogni probabilità, nel Mediterraneo sono tra quelli soggetti al più preciso e costante regime di controllo. Il tema riguarda, invece, la presenza di flotte extra-UE in acque sottoposte alla giurisdizione italiana.
Nel mese di gennaio 2026, infatti, è entrata in vigore la tanto attesa Zona Economica Esclusiva italiana, legittimamente dichiarata dal nostro Governo nel pieno rispetto del diritto internazionale marittimo e resa pubblica anche sul sito ufficiale delle Nazioni Unite.
L’introduzione della ZEE non trasforma le acque oltre il mare territoriale in acque territoriali italiane. Tuttavia, essa consente allo Stato costiero di esercitare diritti sovrani ai fini dell’esplorazione, dello sfruttamento, della conservazione e della gestione delle risorse naturali, comprese le risorse biologiche marine.
Proprio per questo sorprende che, negli ultimi giorni, una ventina circa di imbarcazioni straniere extra-UE, autorizzate in ambito ICCAT allo sfruttamento commerciale del tonno rosso, siano state segnalate nell’areale tra Catania e Pozzallo, in piena ZEE italiana. Tale presenza ha suscitato le più che legittime proteste dei nostri pescatori, che, attraverso diversi profili social e per il tramite dei media locali, lamenterebbero anche la presunta assenza di controlli.

Ebbene, l’introduzione della ZEE rappresenta una novità importante per il nostro Paese e va sicuramente nella direzione di tutelare gli interessi delle nostre flotte. Le regole, però, vanno rispettate e fatte rispettare da tutti.
Se si da uno sguardo alle fonti aperte disponibili sul web, attraverso le quali è possibile monitorare il traffico marittimo internazionale, ci si accorge che, in queste ore, nella nostra ZEE non risultano più navigare quelle imbarcazioni straniere.
La raccomandazione ICCAT è chiara: le imbarcazioni non censite negli appositi registri e, quindi, non autorizzate alla pesca, al trasporto di gabbie o al supporto delle operazioni legate alla cattura e al traino del tonno rosso vivo, non possono operare nel settore.
Tuttavia, anche qualora tali imbarcazioni risultassero regolarmente autorizzate dalla Commissione Internazionale competente, resterebbe comunque necessario il rispetto del quadro autorizzativo previsto dal diritto dell’Unione europea e dalle norme applicabili nella ZEE italiana.
La novità normativa esiste, ma l’efficacia delle regole dipende dalla capacità di esercitare controlli reali, tempestivi e documentati. Probabilmente, i nostri organi di controllo dello Stato italiano saranno intervenuti, considerato che, nelle ultime ore, proprio nel Canale di Malta, quelle stesse imbarcazioni ritenute “sospette” sono rientrate nelle rispettive zone autorizzate, oltre le 50 miglia.
Il rispetto delle regole dell’Unione Europea e delle autorizzazioni previste per operare nelle acque dell’Unione è il primo passo per consolidare la fiducia nelle istituzioni. Occorre agire con senso di responsabilità e con piena consapevolezza del delicato e complesso assetto del Mediterraneo, in un momento storico già attraversato da forti tensioni.

Foto di repertorio – unità EFCA “Ocean Sentinel” impegnata in attività di monitoraggio e controllo della pesca in mare
Resta, dunque, un punto centrale da chiarire: quelle imbarcazioni stavano effettivamente svolgendo attività di pesca o stavano soltanto transitando?
È proprio da questa distinzione che dipende la corretta valutazione della vicenda e l’eventuale accertamento di violazioni.
ARTICOLO A CURA DEL DOTTOR BENIAMINO DIMICHINO





