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La tecnica eging è una particolare modalità di pesca sportiva dedicata alla cattura dei cefalopodi, in particolare calamari e seppie, praticata sia da riva sia dalla barca.

La tecnica eging è una particolare modalità di pesca sportiva dedicata alla cattura dei cefalopodi, in particolare calamari e seppie, praticata sia da riva sia dalla barca. Il termine deriva dalla parola giapponese “egi”, che indica le esche artificiali utilizzate: piccoli gamberi finti colorati e zavorrati, progettati per imitare il movimento di una preda.

L’eging si basa su lanci e recuperi caratterizzati da movimenti ritmati della canna, chiamati “jerkate”, che fanno muovere l’esca in modo irregolare e attirano l’attenzione dei cefalopodi. Durante il recupero si alternano scatti e pause, momento in cui spesso avviene l’attacco. È una tecnica che richiede sensibilità e attenzione, poiché le abboccate possono essere molto delicate.

L’attrezzatura è specifica: canne leggere e sensibili, mulinelli di piccole dimensioni e fili sottili, spesso intrecciati, per garantire una maggiore percezione dei movimenti. L’eging è molto praticato soprattutto nelle ore serali e notturne, quando calamari e seppie si avvicinano alla costa, rendendo questa tecnica affascinante e ricca di soddisfazioni.