Oltre 40 pescatori da 16 Paesi consegnano a Bruxelles una richiesta unitaria al Commissario UE Costas Kadis: serve un Piano europeo per la piccola pesca entro il 2026.

Bruxelles, 17 novembre 2025 — Una voce unica, compatta come raramente si è vista nel panorama della pesca europea. Più di quaranta pescatori artigianali provenienti da sedici Paesi si sono riuniti nella capitale belga per il Make Fishing Fair Forum, un incontro storico che ha mostrato il volto di una piccola pesca unita, determinata e finalmente ascoltata.

Delegazioni del Baltico, del Mare del Nord, dell’Atlantico, del Mediterraneo e del Mar Nero hanno presentato un Documento di Rotta condiviso al Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis, a diversi membri del Parlamento Europeo e agli attori chiave del settore. Il messaggio è inequivocabile: il futuro della pesca europea deve mettere al centro i pescatori di piccola scala e a basso impatto, riconoscendoli come protagonisti della transizione verso mari più equi, sostenibili e resilienti. Per farlo, servono misure urgenti e concrete, fondate su un Piano europeo per la piccola pesca da adottare entro il 2026, capace di tenere conto della diversità del comparto e delle responsabilità condivise tra pesca artigianale e pesca industriale.

Un momento di svolta

Il forum arriva in una fase delicata per le politiche comunitarie: si tiene a una settimana dal “Small-Scale Fisheries Implementation Dialogue” organizzato dalla Commissione e pochi giorni dopo la pubblicazione del nuovo Vademecum, documento che riconosce ufficialmente la necessità di affrontare le disuguaglianze nell’assegnazione delle possibilità di pesca. Due segnali che indicano un cambiamento in corso e che potrebbero ridisegnare l’intero sistema di gestione delle risorse.

Foto : da sinistra a destra: Gwen Pennarun (Presidente di LIFE), Marta Cavallé (Segretaria esecutiva di LIFE), Costas Kadis, Commissario europeo per la pesca e gli oceani, Muireann Kavanagh

I pescatori artigianali sono il cuore pulsante delle comunità costiere europee”, ha dichiarato Gwen Pennarun, presidente dei Low Impact Fishers of Europe (LIFE). “Non stiamo chiedendo privilegi. Chiediamo semplicemente equità. Se l’Unione Europea vuole davvero proteggere i nostri mari e chi vive grazie a essi, deve garantire alla piccola pesca gli strumenti per guidare il cambiamento.”

La piccola pesca a basso impatto è da oltre vent’anni riconosciuta, a livello internazionale e comunitario, per il suo contributo essenziale alla sicurezza alimentare, al tessuto sociale costiero e alla tutela dell’ecosistema marino. Nonostante questo, il sostegno politico ed economico resta spesso insufficiente o mal indirizzato, e ciò impedisce al settore di svilupparsi pienamente e di contribuire alla salute dei mari europei e alla stabilità del sistema alimentare.

Il deputato europeo Luke Ming Flanagan, del gruppo The Left, ha aggiunto: “Se perdiamo i pescatori artigianali, perdiamo non solo posti di lavoro ma un intero modo di vivere. Le politiche europee devono finalmente premiare chi protegge il mare, non chi lo sfrutta fino all’osso.”

Anche Bellinda Bartolucci, Senior Legal Expert di ClientEarth, ha richiamato l’urgenza del momento: “Quando ascoltiamo i pescatori artigianali e osserviamo lo stato delle nostre acque, la conclusione è una sola: servono azioni immediate. Gli strumenti esistono già, dalla Politica Comune della Pesca alle normative ambientali. Non possiamo perdere altro tempo.”

Una rotta tracciata: cosa chiede la piccola pesca

Nel corso dell’evento è stata presentata la Make Fishing Fair Roadmap, un documento sottoscritto da 38 organizzazioni di pescatori artigianali che invita l’Unione a varare entro il 2026 un Piano d’Azione europeo ispirato alle Linee Guida FAO sulla pesca su piccola scala. Il cuore della Roadmap risiede nell’adozione di un approccio differenziato tra piccola pesca (SSF) e pesca industriale (LSF), in modo da riconoscerne caratteristiche, impatti e necessità specifiche.

Tra i punti centrali emergono la necessità di ricostruire gli stock ittici combinando scienza e saperi tradizionali; di proteggere la piccola pesca dalla pressione crescente di altri settori della blue economy garantendo accessi preferenziali nelle acque territoriali; di adottare sistemi di co-gestione adattiva lungo tutte le coste europee; e di rivedere l’assegnazione delle possibilità di pesca basandosi su criteri sociali, economici e ambientali, anziché esclusivamente storici.

La Roadmap richiama anche l’urgenza di favorire il ricambio generazionale, rimuovendo ostacoli burocratici ed economici e incentivando formazione, affiancamento e redditi dignitosi per i giovani che vogliono intraprendere la professione. Viene inoltre ribadita la necessità di rafforzare la resilienza delle comunità costiere di fronte alla crisi climatica, migliorare l’accesso ai mercati e ai fondi di settore e garantire finalmente piena equità di genere nella pesca europea.

Secondo le organizzazioni firmatarie, senza un sostegno politico adeguato e un’implementazione efficace, la piccola pesca — con tutto il suo valore economico, culturale, ambientale e sociale — continuerà a indebolirsi, lasciando un vuoto profondo nelle coste europee e nelle generazioni future.

Una campagna che cresce

La campagna Make Fishing Fair, guidata da 33 organizzazioni di pescatori artigianali e supportata da 20 ONG, mira a ottenere parità di accesso, trattamento equo e politiche realmente inclusive. Coordinata da LIFE e Blue Ventures, la campagna lavora per ridurre lo squilibrio tra pesca artigianale a basso impatto e pesca industriale attraverso una transizione giusta, in cui chi pesca rispettando il mare non venga penalizzato ma valorizzato.

Marcello Guadagnino
Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn
Leave a Comment

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *