Scheda scientifica marina

Il cefalo Bosega – Chelon labrosus

Chelon labrosus

Actinopterygii IUCN NT — Quasi minacciata
Famiglia
Nome scientifico
Chelon labrosus
Stato IUCN
NT — Quasi minacciata

Tra tutti i cefali del Mediterraneo, questo è quello che si spinge più a nord di tutti — fin quasi alle coste norvegesi — e lo si riconosce a colpo d’occhio da un dettaglio che nessun altro cefalo possiede: un labbro superiore grosso, quasi “gonfio”, ricoperto di minuscole protuberanze cornee.

Comune in tutto il Mar Mediterraneo, nel Mar Nero e lungo l’Atlantico orientale, il cefalo bosega — o più semplicemente bosega, Chelon labrosus — è uno dei rappresentanti più diffusi della famiglia Mugilidae. Ha un corpo affusolato, leggermente compresso, che può raggiungere i 60-75 cm di lunghezza, colorazione grigio-brunastra sul dorso e bianco-argentea su fianchi e ventre, percorsa da linee longitudinali più scure. Frequenta soprattutto acque costiere poco profonde, spesso su fondali rocciosi ma anche fangosi o algosi, e come tutti i mugilidi tollera benissimo le variazioni di salinità: non è raro incontrarlo nelle valli da pesca e nei laghi costieri salmastri.

Il dettaglio che lo rende inconfondibile

Il carattere distintivo principale della specie è il labbro superiore ingrossato, ricoperto da 3-4 serie di papille cornee simili a piccoli tubercoli, ben visibili e percepibili al tatto negli esemplari adulti — un’altezza del labbro all’incirca pari al diametro dell’occhio. Questo dettaglio lo distingue nettamente dagli altri cefali mediterranei, che hanno labbra più sottili e prive di papille, e in particolare dal cefalo labbrone (Oedalechilus labeo), specie affine con cui può essere confuso: quest’ultimo ha infatti una sola fila di sottili pliche verticali sul labbro, anziché le molteplici file di papille tipiche del bosega, oltre a una pinna anale con 11 raggi contro gli 8-9 del bosega.

Il cefalo che ama il freddo

A differenza di molti altri cefali mediterranei, legati soprattutto ad acque temperate, il cefalo bosega è la specie che si spinge più a nord tra tutte quelle della famiglia: il suo areale raggiunge le coste della Scozia, della Norvegia e delle isole Fær Øer, oltre alle Azzorre a sud-ovest e a Capo Verde al limite meridionale. Durante l’estate compie inoltre migrazioni verso nord, un comportamento stagionale non scontato per un pesce tipicamente associato alle acque calde del Mediterraneo.

Comportamento e riproduzione

Da giovane è un pesce gregario instancabile, che si muove in banchi numerosi; con la maturità tende invece a diventare più solitario o a formare piccoli gruppi. Si riproduce nei mesi invernali, con un picco tra gennaio e aprile — periodo in cui, per chi lo pesca o lo acquista, è consigliabile evitarne il consumo, preferendo i mesi estivi tra maggio e ottobre, quando la qualità delle carni è migliore e la specie non è in fase riproduttiva.

Interesse commerciale e stato di conservazione

Le sue carni sono sode, saporite e discretamente pregiate, anche se la qualità varia molto in base alla stagione e al luogo di pesca. Dal punto di vista conservazionistico, l’IUCN non segnala rischi imminenti per la specie, né evidenze di declino o minacce specifiche significative — una delle poche buone notizie tra le tante specie ittiche mediterranee sotto pressione.

Domande frequenti

Come si riconosce il cefalo bosega rispetto agli altri cefali?
Dal labbro superiore ingrossato e ricoperto da diverse file di papille cornee, ben visibile e percepibile al tatto — un tratto assente negli altri cefali mediterranei.

Copertina del libro I pesci ossei del Mediterraneo: Guida illustrata a 150 specie di Marcello Guadagnino
Guide Naturalistiche · Libro 1 di 7

I pesci ossei del Mediterraneo: Guida illustrata a 150 specie

150 schede illustrate su identificazione, biologia e curiosità. 319 pagine, di Marcello Guadagnino.

Scheda della cernia nera dal libro I pesci ossei del Mediterraneo Scheda della murena dal libro I pesci ossei del Mediterraneo Scheda del pesce prete dal libro I pesci ossei del Mediterraneo
Anteprima

Sfoglia alcune schede specie tratte dal libro: identificazione, biologia e curiosità per ogni pesce.

Perché è considerato il cefalo più resistente al freddo?
Perché il suo areale si spinge più a nord di quello di ogni altro cefalo mediterraneo, raggiungendo le coste di Scozia, Norvegia e isole Fær Øer.

Quando è meglio non acquistarlo?
Nei mesi invernali, tra gennaio e aprile, periodo del picco riproduttivo; è preferibile consumarlo tra maggio e ottobre.

Con quale specie viene facilmente confuso?
Con il cefalo labbrone (Oedalechilus labeo), da cui si distingue per il numero di file di papille sul labbro superiore e per i raggi della pinna anale.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

Tutti gli articoli