Scheda scientifica marina

Falso corallo nero – Savalia savaglia

Savalia savaglia

Anthozoa IUCN NT — Quasi minacciata
Nome scientifico
Savalia savaglia
Stato IUCN
NT — Quasi minacciata

Savalia savaglia è un antozoo coloniale il cui aspetto ricorda da vicino quello delle comuni gorgonie. I polipi che compongono la colonia si distinguono però nettamente da quelli dei celenterati alcionari sia per struttura sia per dimensioni, presentando 24 tentacoli pinnati disposti attorno alla bocca.

Lo scheletro che sostiene la colonia, una volta privato del cenenchima, appare di colore nero ebano ed è costituito da antipatina, una scleroproteina distribuita in lamelle concentriche. Al centro dell’asse corneo si distingue il nucleo originario — l’asse della gorgonia ospite — attorno al quale si addossano le lamelle successive.

Per questa composizione chimica, S. savaglia rappresenta un termine evolutivo di passaggio tra gli zoantari e gli antipatari, da cui l’epiteto popolare di “falso corallo nero mediterraneo”.

Ecologia e comportamento

S. savaglia è considerata un parassita obbligato di gorgonie e antipatari. Il suo insediamento su una colonia ospite innesca una progressione inesorabile: nella zona di contatto tra i polipi del parassita e il cenenchima del celenterato colonizzato si forma un’area necrotica di 5–6 mm, seguita da un rivestimento graduale e completo dell’organismo aggredito.

La crescita avviene prevalentemente verso l’alto, poi lateralmente e verso il basso. Il ritmo è stagionale: i valori massimi si registrano in estate, quando le acque sono più calde e le gorgonie mostrano minor resistenza. Una volta ricoperto completamente l’ospite, la specie riduce drasticamente la velocità di accrescimento, investendo l’energia nella produzione di nuovo scheletro e nella riproduzione sessuale.

Le sue colonie fungono da ingegneri dell’ecosistema: creano microhabitat complessi che favoriscono la biodiversità, stabilizzano il substrato, riducono la risospensione del sedimento e offrono nursery e riserve alimentari per molti organismi.

Distribuzione geografica

La specie è presente in tutto il bacino del Mediterraneo, con distribuzione frammentata e densità non completamente nota. Al di fuori del Mediterraneo, è segnalata in Atlantico orientale negli arcipelaghi di Madera e delle Canarie. Un’eccezionale popolazione di oltre 1.000 colonie, comprendente esemplari anche a soli 5 m di profondità in prossimità di sorgenti sottomarine di acqua dolce (vrulja), è stata descritta nella Boka Kotorska (Montenegro).

In Italia i siti documentati con certezza includono: Arcipelago Toscano, Golfo di Napoli, Isole Egadi, Sestri Levante, Portofino, Stretto di Messina, Ustica, Sardegna.

Biologia riproduttiva e struttura scheletrica

La riproduzione sessuale di S. savaglia sembra non avvenire prima che il ricoprimento dell’organismo ospite sia completo. La riproduzione asessuata per frammentazione è documentata: frammenti vitali depositati sul fondo possono colonizzare nuovi substrati, come osservato nella popolazione di Boka Kotorska.

savalia savaglia closeup
Di Rcaravit – Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=143247251

Studi recenti sulla struttura scheletrica di grandi esemplari — condotti su campioni provenienti dall’AMP di Tavolara (Sardegna nord-occidentale) — hanno dimostrato che i cormi più grandi derivano dalla coalescenza di colonie distinte, ciascuna originatasi su una diversa gorgonia. L’ultrastruttuta dello scheletro rivela un’architettura laminare di materiale organico con numerose piccole spine disposte a strati sovrapposti, che costituisce probabilmente la base delle eccellenti proprietà meccaniche della specie.

Studi recenti sulla struttura scheletrica di grandi esemplari — condotti su campioni provenienti dall’AMP di Tavolara (Sardegna nord-occidentale) — hanno dimostrato che i cormi più grandi derivano dalla coalescenza di colonie distinte, ciascuna originatasi su una diversa gorgonia. L’ultrastruttuta dello scheletro rivela un’architettura laminare di materiale organico con numerose piccole spine disposte a strati sovrapposti, che costituisce probabilmente la base delle eccellenti proprietà meccaniche della specie.

La longevità eccezionale di S. savaglia — potenzialmente dell’ordine delle migliaia di anni — la rende un archivio biologico di straordinario interesse per la datazione di altre specie di coralli.

Stato di conservazione e minacce

La specie è classificata come Quasi Minacciata (NT) dalla Lista Rossa IUCN (2014). La valutazione — redatta da Bo, Cerrano, Corriero, Bavestrello e collaboratori — evidenzia un declino locale non superiore al 20%, riconducibile principalmente all’impatto della pesca negli anni ’50 e alla raccolta da parte di subacquei.

I cormi di S. savaglia, per il loro scheletro nero di valore ornamentale, sono stati storicamente prelevati come souvenir o venduti commercialmente, con gravi conseguenze per colonie plurimillenarie. La specie gode oggi di tutela rigorosa in ambito europeo e internazionale.

Fonti e riferimenti bibliografici

Bo M., Cerrano C., Corriero G., Bavestrello G. et al. (2014). Savalia savaglia. The IUCN Red List of Threatened Species 2014: e.T63576A63576.1.

Canessa M., Bo M., Trainito E., Bavestrello G. (2025). Crescita e struttura dello scheletro di Savalia savaglia (Bertoloni, 1819). Biologia Marina Mediterranea, 29(1): 67–70.

Gaglioti T., Dieli M., Gambi M.C., Cerrano C. (2019). An unusual ecological context of a population of Savalia savaglia at Ustica island. Biol. Mar. Mediterr., 26(1): 310–311.

ISPRA (2024). Atlante delle specie marine protette – Savalia savaglia (Bertoloni, 1819). isprambiente.gov.it.

Trainito E., Baldacconi R. (2016). Coralli del Mediterraneo. Il Castello, Milano.

WoRMS Editorial Board (2024). Savalia savaglia (Bertoloni, 1819). World Register of Marine Species. marinespecies.org.

Pulido Mantas T. et al. (2022). Mediterranean Sea shelters for the gold coral Savalia savaglia: An assessment of potential distribution. Marine Environmental Research, 179: 105686.

Domande frequenti

Quanto vive il falso corallo nero?

Alcune colonie hanno più di 2.000 anni.

È un corallo nero?

No, è uno zoantario giallo; lo scheletro scuro ricorda il corallo nero.

Perché è minacciato?

Raccolta, reti, ancore e crescita lentissima.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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