Zone FAO
di cattura:
guida completa
Le zone FAO sono le aree statistiche usate a livello internazionale per indicare la provenienza del pesce. Conoscerle ti permette di scegliere pesce più fresco, più sicuro e a filiera più corta — e di capire cosa c’è scritto sull’etichetta.
La zona FAO sul cartellino del pesce
Dal 2002 la normativa europea obbliga i venditori di pesce fresco, surgelato e trasformato a indicare sull’etichetta la zona FAO di cattura. È un codice numerico che identifica l’area geografica dove il pesce è stato pescato — uno strumento di tracciabilità fondamentale per il consumatore.
La zona FAO permette di conoscere la provenienza del prodotto ittico in base al codice utilizzato. Il prodotto nazionale proveniente dalla zona FAO 37.1 è sinonimo di freschezza e filiera corta.
Perché il pesce locale è meglio
I prodotti esteri, benché spesso sotto prezzo rispetto al prodotto locale, devono affrontare lunghi trasporti che impongono l’utilizzo di conservanti e additivi. Questo altera il gusto, riduce i valori nutrizionali e allunga la filiera, rendendo il prodotto meno fresco al momento dell’acquisto.
Il pesce della zona FAO 37 — il Mediterraneo — può essere commercializzato in giornata o nelle 24–48 ore successive alla cattura. Il rilancio del consumo di pesce locale è anche una risposta concreta alla crisi del settore della pesca professionale italiana.
Zona FAO 37.1 — la migliore scelta
Delimita l’intera area del Mediterraneo nazionale, dalla Liguria alla Sicilia, passando per tutta la costa adriatica fino a Trieste. Pesce fresco, filiera corta, a “miglio zero”.
Come leggere l’etichetta
Sull’etichetta del pesce fresco o confezionato devono essere obbligatoriamente indicati: nome commerciale e scientifico della specie, metodo di produzione (pescato in mare, pescato in acque dolci, allevato), zona di cattura FAO e, per il pesce allevato, il paese di allevamento.
Un codice come “FAO 37” indica Mediterraneo in senso ampio. Le sottozone (37.1, 37.2, 37.3) specificano ulteriormente l’area: il Mediterraneo occidentale, il Mediterraneo centrale con l’Adriatico, o il Mediterraneo orientale.
Attenzione alle zone lontane
Codici come FAO 61, 67 o 71 indicano acque del Pacifico nord-occidentale e centro-occidentale, aree interessate dall’inquinamento da Fukushima. Per le zone 31, 34, 41, 47 (Atlantico) valuta la distanza e il metodo di conservazione.
Le zone FAO nel mondo
La mappa mostra tutte le aree statistiche FAO utilizzate per la classificazione delle catture ittiche a livello internazionale. Clicca sulle aree per identificare i codici corrispondenti.
Tutte le zone FAO di cattura
Le principali aree statistiche FAO utilizzate nell’etichettatura del pesce in commercio in Italia e in Europa.
Atlantico Nord-Ovest
Canada, Groenlandia, costa orientale USA. Merluzzo atlantico, halibut, gamberi del nord.
Atlantico Nord-Est
Mare del Nord, Norvegia, Islanda, Irlanda, Biscaglia. Merluzzo, aringa, salmone, gamberi.
Mar Baltico
Sottozona baltica della zona 27. Aringa baltica, spratto, merluzzo baltico.
Atlantico Centro-Ovest
Caraibi, Golfo del Messico, Florida. Gamberi tropicali, tonno pinna gialla, mahi-mahi.
Atlantico Centro-Est
Costa africana occidentale, Marocco, Mauritania, Senegal. Polpo, cefalopodi, sarde.
Atlantico Sud-Ovest
Argentina, Uruguay, Brasile meridionale. Totano argentino, merluzzo australe.
Atlantico Sud-Est
Sudafrica, Namibia, Angola. Nasello del Capo, acciughe, sardine sudafricane.
Mar Mediterraneo e Mar Nero
Tutto il bacino mediterraneo e Mar Nero. La scelta migliore per il consumatore italiano: fresco, locale, a filiera corta.
Pacifico Nord e Centro-Occidentale
Zone interessate dall’inquinamento radioattivo di Fukushima (2011). Sconsigliato l’acquisto di pesce proveniente da queste aree.
Il Mediterraneo nella classificazione FAO
La zona FAO 37 comprende il Mar Mediterraneo e il Mar Nero, ed è suddivisa in tre sottozone con ulteriori divisioni più specifiche. È la zona di riferimento per tutto il pesce pescato dai pescatori professionisti italiani.
FAO 37.1 Mediterraneo occidentale
Il Mediterraneo occidentale comprende tre divisioni principali:
Baleari (37.1.1) — Le acque del Mediterraneo occidentale delimitate dalla frontiera algerino/tunisina, con limite nord a 41°20′ latitudine nord e limite ovest alla costa franco-spagnola fino a Punta Marroqui. Include le Isole Baleari e i mari tra Spagna, Algeria e Tunisia.
Golfo del Leone (37.1.2) — Le acque del Mar Mediterraneo nord-occidentale tra la frontiera franco-spagnola, il meridiano 8°00′ E e la frontiera franco-italiana. Include il Golfo del Leone e il Mar Ligure.
Sardegna (37.1.3) — Le acque del Mar Tirreno e le acque adiacenti: dalla frontiera franco-italiana, seguendo la costa italiana fino a 38°00′N, passando per la Sicilia settentrionale fino a Trapani e Capo Bon in Tunisia. La zona 37.1 corrisponde al Mediterraneo italiano di riferimento — pesce fresco, a miglio zero.
FAO 37.2 Mediterraneo centrale
Il Mediterraneo centrale comprende due grandi divisioni:
Mar Adriatico (37.2.1) — Le acque del Mar Adriatico a nord della linea che parte dalla frontiera Albania/ex-Jugoslavia sulla costa orientale e prosegue verso ovest fino alla Testa del Gargano sulla costa italiana. Include tutto l’Adriatico settentrionale, centrale e meridionale fino al Canale d’Otranto.
Mar Ionio (37.2.2) — Le acque del Mediterraneo centrale tra il Canale di Sicilia, la Grecia, l’Albania e la costa calabro-siciliana. Include il Mar Ionio propriamente detto e le acque a est della Sicilia fino al meridiano 25°E in Grecia.
FAO 37.3 Mediterraneo orientale e Mar Nero
Il Mediterraneo orientale comprende le acque a est del meridiano 25°E — Mar Egeo, Levante, acque di Turchia, Libano, Israele, Egitto — più il Mar di Marmara e il Mar Nero.
La zona 37.3 include il Mar Nero (37.3.4) con le acque di Romania, Bulgaria, Ucraina, Russia, Georgia e Turchia settentrionale.
Zone FAO da evitare
Non tutte le zone FAO offrono le stesse garanzie di qualità e sicurezza alimentare. Alcune aree del Pacifico sono state gravemente contaminate dall’incidente nucleare di Fukushima dell’11 marzo 2011, e il consumo di pesce proveniente da quelle acque è sconsigliato.
Pacifico Nord-Occidentale
Giappone, Cina, Corea del Nord e del Sud. Area direttamente interessata dall’inquinamento radioattivo di Fukushima dal 2011.
Pacifico Nord-Est
Costa del Pacifico canadese e alaskana. Correnti oceaniche hanno portato tracce di contaminazione radioattiva dall’area di Fukushima.
Pacifico Centro-Occidentale
Filippine, Indonesia, Australia settentrionale. Zona interessata dal trasporto di contaminanti nell’Oceano Pacifico.
Come verificare la provenienza
Controlla sempre l’etichetta: il codice FAO deve essere riportato obbligatoriamente. Se acquisti pesce sfuso al banco, chiedi al pescivendolo il documento di trasporto o il cartellino con indicata la zona di cattura. In caso di pesce in scatola o surgelato, il codice FAO è obbligatoriamente riportato sulla confezione.
FAQ — Zone FAO di cattura
Cosa indica la zona FAO sull’etichetta del pesce?
Indica l’area geografica in cui il pesce è stato catturato, secondo la classificazione della FAO (Food and Agriculture Organization dell’ONU). È obbligatoria per legge su tutti i prodotti ittici venduti nell’UE dal 2002.
Quale zona FAO è la migliore per il pesce fresco?
La zona FAO 37 — il Mediterraneo. In particolare la 37.1 (Mediterraneo occidentale) e la 37.2 (Adriatico e Ionio) garantiscono pesce italiano, fresco e a filiera corta. Scopri come riconoscerlo.
La zona FAO 37.1 corrisponde al Mediterraneo italiano?
Sì. La sottozona 37.1 delimita l’intero Mediterraneo occidentale nazionale, dalla Liguria alla Sicilia passando per tutta la costa adriatica fino a Trieste. È sinonimo di pesce fresco e a “miglio zero”.
Ci sono zone FAO da evitare per motivi di sicurezza?
Le zone FAO 61, 67 e 71 (Pacifico nord-occidentale, nord-orientale e centro-occidentale) sono altamente inquinate a causa del disastro nucleare di Fukushima dell’11 marzo 2011. Il consumo di pesce proveniente da queste aree è sconsigliato.
Il pesce dell’Atlantico (FAO 27) è sicuro?
Generalmente sì, ma ha una filiera più lunga rispetto al pesce mediterraneo. Merluzzo nordico, salmone norvegese e aringhe provengono spesso da questa zona. Valuta sempre il metodo di conservazione e la data di cattura.
Come trovo la zona FAO su un pesce al banco?
Chiedi al pescivendolo di mostrarti il cartellino o il documento di trasporto (DDT) che accompagna il prodotto. Per legge deve riportare la zona FAO. Se non sa risponderti, è un segnale di scarsa tracciabilità.
Scegli il pesce giusto, ogni volta
Conoscere le zone FAO è il primo passo per fare scelte consapevoli al banco del pesce. Esplora le guide del Giornale dei Marinai su tracciabilità, freschezza e provenienza.