Dal 21 al 23 novembre, Parenzo ha ospitato la diciassettesima edizione di CROFISH, la principale fiera internazionale dedicata alla pesca, all’acquacoltura, alla pesca sportiva e agli sport acquatici. Nella cornice della Žatika Hall, dove si incontrano ogni anno istituzioni, imprese e operatori dell’Adriatico, l’Italia ha avuto una presenza compatta e strategica, capace di ribadire il proprio ruolo nel dialogo transfrontaliero.
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Oceanis e CRO FISH: un ponte italiano verso l’Adriatico
Tra gli espositori e relatori spicca Oceanis S.r.l., azienda italiana specializzata in consulenza, formazione e sicurezza in mare. Insieme a loro, hanno rappresentato il mondo ittico italiano realtà come PescAgri / CIA Veneto, Cofrepeche, e imprese dell’acquacoltura come le Ostriche Maé.
La partecipazione di Oceanis ha avuto un ruolo chiave nel rafforzare la cooperazione tra Italia e Croazia su temi oggi centrali: osservatori della pesca, gestione sostenibile delle risorse, specie aliene come il granchio blu, e condivisione dei dati tra flotte e territori.

Da sinistra a destra, Jean Pierre Silva di COFREPECHE, Marilena Fusco di Pescagri, Robert Momić (Presidente della fiera CroFish), il Comandante Paolo Pignaosa e Miro Mirkovic di Kalituna, durante la partecipazione allo stand Pescagri e Ostrica Maè alla fiera CroFish.
Nel corso della fiera si è infatti tenuto il panel “Italia e Croazia per un Adriatico sostenibile: osservatori, biodiversità e acquacoltura”, al quale ha preso parte il Comandante Paolo Pignalosa, amministratore di Oceanis. Il confronto ha messo in evidenza l’urgenza di strategie comuni e strumenti moderni per monitorare l’ecosistema adriatico, priorità da anni al centro della missione di Oceanis.
La rete italiana: cooperative, acquacoltura e formazione
Oltre a Oceanis, altre realtà italiane hanno contribuito alla cornice tecnica e professionale della fiera:
- PescAgri / CIA Veneto, in prima fila sui temi della gestione delle specie alloctone e sull’impatto del granchio blu nel Nord Adriatico.
- Cofrepeche, una delle principali società di consulenza europee specializzate nei settori della pesca, dell’acquacoltura e dell’ambiente marino.
- Ostriche Maé, una realtà italiana specializzata nell’allevamento e nella valorizzazione dell’ostrica piatta (Ostrea edulis) e di altre specie di pregio dell’acquacoltura mediterranea. L’azienda opera con un approccio sostenibile, puntando su qualità, innovazione e tutela della biodiversità locale.
Questa sinergia tra pescatori, cooperative, imprese di acquacoltura e organismi di formazione dimostra come Crofish sia sempre più un forum strategico per l’economia blu, e non soltanto una vetrina commerciale.
Il ruolo strategico di CROFISH per il Mediterraneo
CROFISH si conferma uno degli appuntamenti più importanti dell’area adriatica. Il valore aggiunto dell’evento sta nella sua capacità di unire momenti espositivi a sessioni tecniche, workshop, tavole rotonde e incontri istituzionali che coinvolgono pescatori, ricercatori e decisori politici.
Secondo quanto riportato anche dalle testate locali, la fiera punta a:
- Incrementare il consumo di prodotti ittici, promuovendo una corretta educazione alimentare.
- Rafforzare le infrastrutture della pesca e dell’acquacoltura nell’area adriatica.
- Favorire la collaborazione interregionale e la competitività delle marinerie.
Un obiettivo che incrocia perfettamente le esigenze del settore e le nuove sfide poste dal cambiamento climatico, dalla trasformazione delle flotte e dalla tutela della biodiversità.
La voce di Oceanis: il futuro dell’Adriatico passa dai dati
A riassumere il senso della presenza italiana è la dichiarazione del Comandante Paolo Pignalosa, amministratore di Oceanis:
«CROFISH rappresenta molto più di una semplice manifestazione di settore: è un vero osservatorio per la pesca del futuro. Grazie a questo tipo di eventi possiamo unire le forze tra Italia e Croazia, condividere dati scientifici, rafforzare la biodiversità e gestire le risorse marine in modo sostenibile. Solo così la pesca può essere veramente parte di un’economia blu che guarda avanti, con rispetto per il mare e per le comunità dei pescatori».








