Il ricordo del Dott. Primo Micarelli e della comunità scientifica internazionale
Il mondo della biologia marina perde uno dei suoi giganti.
Il 25 settembre 2024, nella sua casa di Simon’s Town, in Sudafrica, si è spento all’età di 81 anni Leonard Joseph Victor Compagno, unanimemente riconosciuto come il più influente studioso di squali del Novecento. Il necrologio ufficiale, pubblicato sull’African Journal of Marine Science e firmato da un team internazionale guidato anche dal Dott. Primo Micarelli ne ripercorre la vita, la carriera e l’eredità scientifica.
Un pioniere assoluto nello studio degli squali
Compagno è stato molto più di un tassonomo: è stato l’uomo che ha definito la moderna sistematica degli squali.
Il suo contributo scientifico è impressionante:
- 2 nuove famiglie,
- 10 nuovi generi,
- 37 nuove specie descritte tra squali, razze e chimere,
- autori di opere fondamentali come Sharks of the World, la “bibbia” mondiale sull’identificazione degli squali.
Ha contribuito a scoprire e descrivere specie rarissime, come il celebre megamouth shark (Megachasma pelagios, 1983), uno degli squali più enigmatici mai trovati.
Il suo lavoro ha plasmato per decenni la tassonomia, l’ecologia, la conservazione e perfino l’immaginario pubblico sugli squali.
Una produzione scientifica monumentale che continua ancora oggi a essere la base di ogni ricerca sui grandi predatori del mare.
Scienziato, conservazionista e figura globale
Nel corso della sua carriera, Compagno ha ricoperto ruoli prestigiosi:
- Professore al Romberg Tiburon Center (San Francisco)
- Ricercatore onorario presso il J.L.B. Smith Institute of Ichthyology
- Direttore del Shark Research Centre (Iziko Museums, Cape Town)
- Vice-presidente regionale dell’IUCN Shark Specialist Group
- Consulente scientifico per FAO, Save Our Seas Foundation e CITES
È stato uno dei primi scienziati a denunciare il declino globale degli squali e a sostenere la necessità di politiche di protezione.
Grazie ai suoi contributi, specie come squalo balena, squalo elefante e squalo bianco hanno ottenuto tutela internazionale.
Il legame speciale con l’Italia
Il Dott. Primo Micarelli, coautore del necrologio, ricorda così il rapporto personale e professionale con Compagno:

«Leonard non è stato solo un maestro: è stato un amico.
Per 15 anni abbiamo avuto l’onore di collaborare con lui, ospitarlo in Italia per conferenze e ricerche, e andare a trovarlo ogni anno nella sua casa vicino a Simon’s Town.
Con immensa generosità condivideva con i nostri studenti la sua visione, la sua passione e la sua straordinaria umanità.»
— Dott. Primo Micarelli
Il suo legame con il nostro Paese non si limitava alla ricerca: amava profondamente l’Italia, la sua cultura, la sua storia scientifica.
Era convinto — racconta Micarelli — che “forse discendeva da Leonardo Da Vinci”.
Uno scienziato… e molto di più
Oltre alla scienza, Compagno era un uomo di enorme creatività:
- scultore, pittore e fotografo;
- scrittore di fantascienza e racconti brevi;
- appassionato di filosofia e umorismo;
- amico sincero di colleghi e studenti, che amava ispirare.
I suoi colleghi lo chiamavano affettuosamente “Lenny the Tiger”: dopo gli squali, la sua seconda grande passione erano proprio le tigri.
Un personaggio unico, curioso, brillante, capace di vedere il mondo con una profondità rara.
Un’eredità che continuerà a guidarci
Leonard Compagno lascia una traccia indelebile:
- nel modo in cui identifichiamo gli squali,
- nel linguaggio scientifico che usiamo,
- nelle politiche globali sulla conservazione,
- e soprattutto nell’ispirazione trasmessa alle nuove generazioni.
Come sottolinea il necrologio ufficiale, la sua produzione scientifica è una delle più vaste mai realizzate nel campo dei condritti, e continuerà a guidare ricercatori, biologi marini e appassionati per decenni.
Grazie, Leonard.
Per ciò che hai scoperto.
Per ciò che hai insegnato.
Per ciò che hai lasciato.
Il mare custodirà per sempre la tua storia.








