Squali : le curiosità che (forse) non conoscevate

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Squali : assassini, divoratori di uomini, killer dei mari, creature malvagie, mostri degli abissi,massacratori di uomini, sono solo alcuni aggettivi che sono stati dati agli squali, ma è realmente così?

Gli squali sono veramente delle macchine divoratrici di uomini o quei pochi e sporadici incidenti sono dati dall’incauta presenza dell’uomo nel suo territorio?

La storia ci racconta come nei secoli gli squali sono stati protagonisti sia nel bene che nel male, e spesso descritti come creature malvagie e mostri degli abissi. Certo che il film “lo squalo” di Steven Spielberg non ha aiutato a migliorare la fama di questi pesci cartilaginei. E neanche il resto della cinematografia lo ha fatto. Oggi gli squali sono in pericolo, la sovrapesca e l’inquinamento stanno distruggendo le popolazioni. Gli squali bianchi sono sempre meno, sembra che in tutto il pianeta siano ancora in vita meno di 3500 esemplari. A confermarlo è una ricerca della Stanford University.

Inoltre sembra che quasi tutte le 500 specie di squalo esistenti siano in pericolo, dallo squalo balena allo squalo della Groenlandia. Secondo una stima dell’ottobre 2006 ogni anno vengono uccisi dai 26 ai 73 milioni di squali.

Molti studiosi ritengono che il termine  “SHARK” –  squalo derivi dal tedesco “SHURKE” che significa malvagio o traditore. L’ingiustificata reputazione che ancora oggi circonda gli squali  è  molto radicata nella cultura occidentale, molti sono  ancora i pregiudizi infondati nei  loro confronti , ad alimentarli vi sono i racconti cinematografici e romanzi incentrati sulla incontenibile aggressività dei grandi bianchi dipinti spesso come  assassini crudeli e quanto mai spietati.

Gli Squali sono veramente dei Mostri ?

Poche decine di attacchi all’uomo ogni anno quando invece a morire sono 100.000.000 squali. Uccisi per le pinne o rimasti vittime dei palamiti per pesci spada o tonni. Una figura difficile da rivalutare dopo che questi pesci sono stati presentati al mondo dalla celebre saga “Lo Squalo“. Ma gli squali riservano tante sorprese e curiosità. Alcune non proprio veritiere come la storia presentata da discovery channel sullo squalo sottomarino, altre invece simpatiche e curiose.

E’ vero che la pelle dello squalo è tagliente come carta vetrata?

George Lauder con una pelle di squalo utilizzata come carta vetrata
George Lauder con una pelle di squalo utilizzata come carta vetrata

Ebbene si, anche se spesso smentita. Non sono tutti gli squali ad avere questa caratteristica, ma soltanto gli attivi nuotatori, questa struttura della pelle detta “pelle placoide o zigrino” formata da tanti dentelli che “rapiscono” piccole bollicine di acqua e durante il nuoto riducono l’attrito con essa perché è come se si rivestissero proprio di acqua.

Quale è lo squalo più grande e quale lo squalo più piccolo al mondo?

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Uno squalo balena a sinistra ed uno squalo pigmeo a destra

Tra lo squalo più grande del mondo e quello più piccolo c’è una differenza di circa 12,80 cm, se consideriamo che il più grande è lo squalo balena che raggiunge i 13/15 metri ed il più piccolo è il pigmeo che non supera mai i 20 cm di lunghezza

E’ vero che gli squali sono cechi?

Gli squali hanno occhi vivi e profondiContrariamente a quello che spesso si dice, la vista dello squalo è molto sviluppata. La pupilla può restringersi o allargarsi in base alla quantità di luce, ed in molti squali è presente, dietro alla retina, il tapetum lucidum, una serie di placche riflettenti che amplificano la luce e permettono la vista anche di notte.  In condizioni di forte illuminazione il tapetum lucidum viene oscurato,  per non abbagliare la retina e provocare danni anche irreversibili.

E’ vero che gli squali mangiano di tutto? Anche piccole imbarcazioni o la plastica che galleggia?

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L’appetito di uno squalo

Non è affatto vero che gli squali mangiano di tutto, né che siano particolarmente voraci. La maggior parte degli squali sono tipicamente carnivori e si cibano di prede proporzionate alle loro dimensioni: pesci e calamari (più o meno grossi), gamberi, tartarughe, uccelli, foche; ci sono anche squali filtratori planctofagi (come lo squalo balena e lo squalo elefante) che mangiano i piccoli organismi del plancton.

In alcuni casi però come ad esempio nello stomaco dell’insaziabile verdesca (Prionace glauca) che ha l’abitudine di seguire le navi per cibarsi dei resti gettati in mare , sono stati trovati: mezzo prosciutto, alcune ossa di pecora, la parte posteriore di un maialetto, una targa di un’automobile, un utensile di ferro, un mazzo di chiavi e un pezzo di corda.

E’ vero che alcuni squali hanno 2 organi riproduttori?

peni squaloSi, infatti tra gli squali spesso si parla di “invidia dei peni”, lo squalo bianco per esempio ha 2 peni chiamati missopterigi. Il motivo per cui si sono sviluppati 2 peni sta proprio nel cruento momento dell’accoppiamento tra gli esemplari. Il maschio morde la pinna dorsale della femmina che aggira intorno a se stessa quasi come fosse una trottola, questo movimento può portare alla rottura di uno dei peni del maschi che subito rimedia con il “supplente”. Il pene mancante si riformerà nel giro di poco tempo.

E’ vero che se ho un taglietto a un dito non devo entrare in acqua se no lo squalo sente l’odore?

Se ci troviamo lungo le nostre coste possiamo entrare in acqua tranquillamente anche con delle piccole ferite, perché gli squali anche se percepiscono l’odore non si avvicineranno mai sotto-costa, perché non è il loro ambiente naturale

Qual è la possibilità di incontrare uno squalo nei mari d’Italia facendo il bagno a riva?

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QUESTO NON ACCADE IN ITALIA

Praticamente < dello 1%, lo squalo non frequenta i bassi fondali, se è successo si è trattato di casualità, dopodichè il pesce ha ritrovato subito la sua strada.

E’ vero che le donne “in quei giorni” non devono fare il bagno al largo?

attacco squaloIn un certo senso è vero, se ci si bagna in acque dove è alta la possibilità di incontrare squali potenzialmente pericolosi allora è bene non rischiare, proprio perché l’olfatto dello squalo è talmente sviluppato da poter attirare il pesce. Ma se ci si bagna nelle acque Italiane e soprattutto sotto-costa allora si può fare il bagno con tutta tranquillità, gli squali saranno così lontani da non percepire gli odori.

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Lo squalo costruito per le riprese del film JAWS

Gli squali sono pesci

Gli squali e i loro “parenti” razze e chimere, hanno lo scheletro composto di cartilagine e si chiamano quindi Condritti o pesci cartilaginei. Indicando lo squalo la maggior parte della gente pensa a un animale grande, a un “feroce” predatore, come il grande squalo bianco o lo squalo tigre.  Ma gli squali sono una categoria ben diversificata. Dire “squalo” è quasi come dire “uccello”. Così come gli uccelli condividono tra loro molte caratteristiche comuni, ma non sono tutti uguali, anche gli squali compongono un gruppo ben diversificato:  nel mondo ne esistono circa 500 specie diverse, con forme, disegni, colori e dimensioni molto variati. Le specie più comuni nel Mediterraneo sono lo spinarolo, il boccanera (Galeus melastomus), il gattuccio minore (Scyliorhinus canicula), il gattuccio maggiore (Scyliorhinus stellaris), il palombo liscio, il palombo stellato, il moretto (Etmopterus spinax), la verdesca, il notidano grigio (Hexanchus griseus) e il cetorino (Cetorhinus maximus).

Tiger-Shark-Wallpaper-HDE’ vero che gli squali divorano tutto quello che passa sotto il loro muso?

No, non è vero, molti di loro hanno una dieta molto selettiva, cioè si nutrono soltanto di calamari o gamberetti, altri invece soltanto di pesci. Può capitare però che alcuni squali come la Verdesca (Prionace glauca) o lo squalo tigre (Galeocardo cuvier) ingurgitino cibi non propriamente considerati nella loro dieta. Ad esempio nello stomaco dell’insaziabile Verdesca che ha l’abitudine di seguire le navi per cibarsi dei resti gettati in mare , sono stati trovati: mezzo prosciutto, alcune ossa di pecora, la parte posteriore di un maialetto, una targa di un’automobile, un utensile di ferro, un mazzo di chiavi e un pezzo di corda.

Lo squalo come trofeo di pesca

pesca squaloUno dei trofei per i pescasportivi e l’innocuo  volpe (Alopias vulpinus), uno squalo che abita tutte le nostre acque, provvisto di una grande coda che gli permette di compiere salti smisurati fuori dall’acqua. Ma anche lo  grigio (Carcharinus plumbeus) la verdesca ed il mako sono tra i più pescati soprattutto in Nord America ed in Africa. Negli USA i pescatori sportivi collaborano con istituti di ricerca come il National Marine Fisheries Service per marcare e rilasciare vivi gli squali, contribuendo così alla ricerca su questi animali. In Mediterraneo non avviene nulla di tutto ciò, e gli squali presi all’amo dai pescatori sportivi incontrano quasi sempre la morte.

Gli squali come preda dell’uomo

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La pesca allo squalo è praticata da millenni da popoli che mantenevano questa pesca “sostenibile”

Questi condroitti, sono attivamente pescati nei mari della terra, non solo per rifornire l’industria cosmetica, alimentare e farmaceutica dunque, ci troviamo di fronte ad una specie fortemente in pericolo, ma ancora reperibile ed economicamente conveniente, le carcasse servono per produrre farina di pesce utile agli allevamenti, in acquacoltura, la sua carne rifornisce troppo spesso i banchi del pesce, in modo ambiguo, la bistecca di mare, come viene definita, o manzo di mare, non è altro che carne di squalo, bistecche di squalo, spacciate per bistecche di pesce spada. L’ industria farmaceutica, utilizza la cartilagine degli squali, per fantomatiche pillole e il fegato, per ricavare olio e squalene, l’industria calzaturiera e di editoria, utilizza la pelle per produrre scarpe, cinture e copertine di libri pregiati etc… non ultimo, la pesca dello squalo a scopo sportivo e di trofeo, questa attività incide anch’essa in modo notevole alla cattura di specie particolari come lo squalo bianco, o altre ancora e dunque a rischio d’estinzione.

È necessario dunque, sensibilizzare non solo i pescatori, il primo tassello del mosaico, ad una pesca responsabile e coerente adeguando le catture alle risorse disponibili, ma anche il grande pubblico e il consumatore finale, alla reale importanza che lo squalo ricopre nei mari del mondo, mutando la sua notorietà, che lo illustra spesso solo come uno spietato killer, una visione che molti ancora hanno, suggestionati da passate e recenti proiezioni cinematografiche che creano una cultura negativa alimentando il terrore.

I maggiori avvistamenti in Italia

mark 2Molti avvistamenti sono stati fatti al largo del canale di Sicilia, dove verdesche, bianchi,  martello hanno la loro zona di riproduzione. Ma anche in Sardegna, Toscana e qualche  bianco si è visto anche in Adriatico vicino le piattaforme petrolifere.

E’ vero che spesso vendono carne di squalo al posto del Pesce Spada?

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carne squalo pescespada

Dietro gli alti consumi di carne di squalo, si nascondono le frodi commerciali, perché spesso si fanno passare tranci di smeriglio (che è uno squalo del valore di 2 euro al kg) per tranci di pesce spada (che al pubblico può arrivare anche a 20-25 euro al kg)”,

 

E’ vero che ogni anno ci sono più vittime di un tostapane che persone uccise da uno squalo?

incidente domestico squali
incidente domestico squali

Si, realmente è cosi. Gli incidenti mortali domestici sono di gran lunga maggiori in cucina che in mare aperto. Certo è che si passa più tempo in cucina a preparare per pranzo e cena che tra i fondali marini, ma statisticamente a fronte di 2 morti causate da squali in mare nel 2009, le morti causate da un cattivo uso o inefficienza di un tostapane sono ben 13 in tutto il mondo. Un dato che ci può consolare se pensiamo se pensiamo che le morti provocate da un aspirapolvere sono ancora maggiori.

In mare siamo ospiti. Gli squali invece sono i padroni di casa. Rispettiamoli !

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Web Editor : Marcello Guadagnino. Io sono Marcello, sono nato a Palermo ed ho vissuto a Marinella di Selinunte (Tp). Sono stato a contatto di pescatori sia sportivi che professionali che mi hanno dato la spinta dopo le scuole superiori a studiare biologia marina per poi terminare gli studi con un master in gestione della fascia costiera e delle risorse acquatiche nelle Marche. Oggi vivo in Francia a Montpellier dove mi occupo di pesca. Rimango sempre in contatto con la mia Sicilia dove torno spesso in particolare in estate dove mi aspetta la mia barca. Qui a Montpellier pratico tanta pesca sportiva, faccio subacquea, vado in barca e la sera quando si spengono le luci del giorno mi dedico al giornale dei marinai andando alla ricerca di news, articoli, guide per cercare di sensibilizzare il grande pubblico sui temi legati al mare.

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