Scheda scientifica marina

Il granchio fantasma – Ocypode cursor

Ocypode cursor

IUCN NE — Non valutata
Ordine
Famiglia
Nome scientifico
Ocypode cursor
Stato IUCN
NE — Non valutata

Di 21 specie di granchio fantasma che esistono al mondo, una sola ha scelto il Mediterraneo come casa — e la sua storia racconta più di centomila anni di clima che cambia.

Chi cammina di notte su certe spiagge sabbiose del Mediterraneo orientale, o sempre più spesso oggi anche in Sicilia, può notare piccole buche scavate vicino al limite della battigia, e se ha fortuna un lampo veloce che scompare sotto la sabbia in una frazione di secondo. È il granchio fantasma, Ocypode cursor, un piccolo crostaceo dal carapace largo appena 3-4 cm (eccezionalmente fino a quasi 6 cm) che deve il suo nome alle abitudini quasi esclusivamente notturne e alla capacità di sparire alla vista con una rapidità sorprendente. Lo si riconosce da un dettaglio poco appariscente ma diagnostico: un ciuffo di setole sopra la punta dei peduncoli oculari, assente nelle specie simili.

Ocypode cursor è, tra tutte le 21 specie di granchi fantasma conosciute nel mondo, l’unica presente nel Mar Mediterraneo — un fatto che da solo basterebbe a renderlo una specie speciale, ma la sua storia biogeografica è ancora più interessante. Vive in due aree separate e distanti tra loro: le coste tropicali e subtropicali dell’Africa occidentale, dall’Atlantico fino alla Namibia settentrionale, e il Mediterraneo orientale, mentre storicamente era del tutto assente dal bacino occidentale che collega le due zone. Gli studiosi ritengono che la specie sia entrata nel Mediterraneo durante un antico periodo caldo, per poi restare isolata nella sola porzione orientale, più calda, quando è sopraggiunta una fase climatica più fredda — lo stesso schema di distribuzione “spezzata” osservato in altre specie mediterranee come la lumaca di mare Charonia variegata e l’anemone Telmatactis cricoides.

Quella distribuzione, però, sta cambiando sotto i nostri occhi. Se fino al 1987 in Italia la specie era nota solo da due esemplari raccolti a Lampedusa, negli ultimi anni gli avvistamenti si sono moltiplicati lungo le coste meridionali della Sicilia — Selinunte, Triscina, Tre Fontane, il Ragusano, il Golfo di Gela, l’Agrigentino — in un progressivo movimento da est verso ovest che gli studi sul DNA mitocondriale indicano come un’espansione naturale, verosimilmente legata al riscaldamento del Mediterraneo. Non è escluso che, in un futuro non lontano, le due popolazioni oggi separate possano ricongiungersi.

Di giorno il granchio fantasma resta rintanato nella sua galleria, scavata in prossimità del limite di marea o anche più in alto, nella fascia sopralitorale. Esce soprattutto dal tramonto in poi, ed è un predatore opportunista e in parte necrofago: caccia piccoli invertebrati, si nutre di resti organici spiaggiati, e non disdegna occasionalmente le piccole tartarughe marine appena schiuse, quando le trova sul proprio cammino verso il mare.

Per anni si è creduto che, nel Mediterraneo, l’unico predatore naturale del granchio fantasma fossero i gabbiani. Un monitoraggio recente condotto nell’ambito del progetto “Protect the Biodiversity of Vendicari”, nella riserva naturale di Vendicari (Siracusa), ha invece documentato per la prima volta la volpe europea (Vulpes vulpes) come predatore attivo della specie — una scoperta che aggiunge un tassello mai osservato prima alla rete trofica di questi ambienti costieri.

Proprio per la sua rarità e per l’areale ristretto, Ocypode cursor è specie protetta: rientra nella lista delle specie minacciate o in pericolo della Convenzione di Barcellona (1995) per la protezione dell’ambiente marino e delle regioni costiere del Mediterraneo, ed è inclusa anche nella Convenzione di Berna (1996-98) per la conservazione della fauna e degli habitat naturali europei. Le principali minacce restano la pressione antropica sulle spiagge sabbiose — calpestio, pulizia meccanica degli arenili, illuminazione artificiale notturna — proprio gli habitat sopralitorali di cui questa specie ha bisogno per scavare le proprie gallerie.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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