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Dossier Scientifico 2026
Habitat Mediterraneo

Stato della Posidonia oceanica in Italia e nel Mediterraneo

M
Marcello Guadagnino Biologo marino
2026
Edizione
–34%
Superficie persa
in 50 anni
€4 mld
Perdita servizi
ecosistemici/anno
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POSIDONIA OCEANICA
~20%
della biodiversità marina del Mediterraneo ospitata nelle praterie
1.500 t
di CO₂ equivalenti sequestrate per ettaro di prateria
H1120*
Habitat prioritario — Direttiva Habitat 92/43/CEE

La foresta sommersa del Mediterraneo

Posidonia oceanica è una pianta marina endemica del Mediterraneo — non un’alga, ma una vera angiosperma con radici, foglie, fiori e frutti. Le sue praterie di Posidonia costituiscono uno degli ecosistemi più produttivi e longevi del pianeta, capaci di coprire vaste aree di fondale tra 0 e 40 metri di profondità.

Le funzioni ecologiche sono straordinarie: producono ossigeno, proteggono le coste dall’erosione, fungono da nursery per decine di specie ittiche commerciali e sequestrano anidride carbonica in quantità paragonabili alle foreste terrestri. È per questo che la sua progressiva scomparsa rappresenta un’emergenza ambientale di primaria importanza.

Nonostante sia protetta dalla normativa europea come habitat prioritario (cod. 1120*), le praterie di Posidonia oceanica sono in regressione continua lungo tutte le coste del Mar Mediterraneo.

Le sei minacce principali alla Posidonia

La regressione delle praterie è il risultato di pressioni antropiche e climatiche che si sommano e si amplificano. Ecco le principali cause documentate.

01
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Ancoraggi incontrollati

Nel solo 2024 oltre 179.000 imbarcazioni hanno potenzialmente ancorato su praterie mediterranee, danneggiando circa 50.000 ettari. Le imbarcazioni superiori ai 24 metri causano quasi il 60% del danno totale.

02
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Pesca a strascico illegale

Vietata sotto costa, viene ancora praticata in molte aree. Il passaggio dello strascico devasta la struttura tridimensionale della matte — il sedimento organico compattato che imppiega millenni a formarsi — in modo irreversibile.

03
?

Specie aliene invasive

Caulerpa taxifolia e Caulerpa racemosa, introdotte accidentalmente nelle acque mediterranee, occupano lo spazio ecologico della Posidonia competendo con essa per luce e substrato, accelerandone la regressione.

04
?️

Infrastrutture costiere

La costruzione di porti, dighe foranee, condotte sottomarine e riempimenti modifica la circolazione idrodinamica e aumenta la torbidità, riducendo la trasparenza dell’acqua necessaria alla fotosintesi.

05
?️

Cambiamenti climatici

Il Mediterraneo si sta riscaldando a velocità doppia rispetto alla media globale. L’aumento della temperatura delle acque, le ondate di calore marino e l’acidificazione alterano le condizioni ottimali di crescita della Posidonia.

06
?

Inquinamento e eutrofizzazione

Scarichi di acque reflue, run-off agricolo e apporti di nutrienti riducono la trasparenza dell’acqua e favoriscono la proliferazione di alghe epifite che soffocano le foglie, riducendo l’efficienza fotosintetica.

La dimensione del problema

I numeri più aggiornati disponibili da fonti istituzionali e scientifiche internazionali.

–34%
Superficie persa nel
Mediterraneo negli ultimi 50 anni
ISPRA / LIFE SEPOSSO
50.000 ha
Praterie potenzialmente colpite
dagli ancoraggi nel solo 2024
WWF — Rapporto 2025
>4 mld €
Perdita annua stimata
in servizi ecosistemici
WWF — Giornata Oceani 2025
1.500 t
CO₂ equivalenti
sequestrate per ettaro
LIFE SeaForest / ISPRA 2025

«In alcune aree è come guardare un formaggio pieno di buchi. La sua funzione di serbatoio di CO₂ è essenziale per il futuro delle prossime generazioni. Ma la sua erosione è tale che non possiamo più permetterci di aspettare.»

— Francesco Rende, esperto ISPRA, Direttore tecnico progetto MER (dicembre 2025)

Distribuzione di Posidonia oceanica

Fonte European Atlas of the Seas — EMODnet · Distribuzione probabilistica Posidonia oceanica (prob. 0–1)
→ Apri mappa completa

Mappatura, restauro e carbonio blu: cosa sta succedendo

Sul fronte della conoscenza, il 2024 ha segnato una svolta importante per l’Italia. ISPRA ha avviato la prima mappatura nazionale ad alta risoluzione degli habitat marini costieri, nell’ambito del progetto PNRR Marine Ecosystem Restoration (MER), finanziato con 400 milioni di euro dai fondi Next Generation EU per il periodo 2022–2026. Quasi 40 milioni di euro sono destinati specificamente alla mappatura degli habitat costieri, con la Posidonia oceanica come ecosistema di riferimento.

Il progetto LIFE SeaForest

Avviato nel 2018 e concluso nel dicembre 2025, il progetto europeo LIFE SeaForest — condotto da ISPRA insieme a CNR, Università della Tuscia, D.R.E.Am. Italia e tre Parchi Nazionali (Asinara, Arcipelago de La Maddalena, Cilento) — ha prodotto risultati scientifici di grande rilevanza.

Tra i risultati più significativi: oltre 100 piccole aree di praterie ripristinate, più di 1.300 talee trapiantate, e soprattutto la messa a punto di un Protocollo metodologico per la quantificazione del carbonio sequestrato dalla Posidonia. Questo protocollo apre la strada alla creazione di un mercato del carbonio blu specifico per le praterie mediterranee.

Il monitoraggio condotto ad aprile 2025 sull’Arcipelago de La Maddalena ha rilevato un tasso di sopravvivenza delle talee trapiantate pari al 90%, confermando l’efficacia della tecnica di ricucitura con stuoie in fibra di cocco.

— ISPRA / LIFE SeaForest, maggio 2025

Il progetto PNRR MER

Il piano MER prevede, tra le altre cose, interventi di ripristino attivo per la ricostituzione di praterie di fanerogame marine, l’ampliamento della Rete Ondametrica Nazionale e il monitoraggio continuo degli habitat prioritari. In questo contesto, ISPRA opera come soggetto attuatore in partnership con le agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA).

Il fronte degli ancoraggi

Il rapporto WWF presentato nella Giornata Mondiale degli Oceani 2025 ha evidenziato come la mancanza di normative efficaci sugli ancoraggi delle imbarcazioni di grandi dimensioni rappresenti la minaccia più acuta e immediata. In Italia mancano ancora disposizioni specifiche per le imbarcazioni superiori ai 24 metri, categoria responsabile di quasi il 60% dei danni totali.

Alcune Aree Marine Protette — come Torre Guaceto, Capo Testa Punta Falcone e Capo Spartivento in Sardegna — hanno avviato programmi di monitoraggio sistematico e interventi di ripristino localizzati, diventando laboratori a cielo aperto per le tecniche di restauro ecologico. Nelle praterie monitorate vivono specie strettamente dipendenti da questo habitat, come la Pinna nobilis, il bivalve più grande del Mediterraneo oggi sull’orlo dell’estinzione.

I principali progetti di tutela e ripristino

2018 — 2025

LIFE SeaForest — Posidonia meadows as carbon sinks

Progetto europeo coordinato da D.R.E.Am. Italia con ISPRA, CNR, Università della Tuscia e tre Parchi Nazionali. Obiettivo: valorizzare il ruolo delle praterie come serbatoi di carbonio blu e sviluppare tecniche di ripristino replicabili. Concluso a dicembre 2025 con la presentazione dei risultati alla Presidenza del Consiglio.

2022 — 2026

PNRR Marine Ecosystem Restoration (MER)

Piano finanziato con 400 milioni di euro (Next Generation EU) per la conoscenza e tutela del mare italiano. Quasi 40 milioni destinati alla mappatura ad alta risoluzione degli habitat costieri, avviata nel 2024. ISPRA è soggetto attuatore. Il progetto contribuisce all’obiettivo globale 30×30.

2022 — 2026

LIFE ALDFG — Rimozione attrezzi fantasma

Progetto per proteggere e migliorare lo stato di conservazione delle praterie di Posidonia e del coralligeno dagli attrezzi da pesca abbandonati (Abandoned, Lost or Discarded Fishing Gear). Mira a identificare hotspot, rimuovere o inattivare le reti per ridurre la pesca fantasma.

2024

Foresta Blu — Coop Italia

Campagna di monitoraggio e riforestazione nelle AMP di Bergeggi, Elba e nelle acque di Monopoli, Torre Guaceto e Savelletri (Puglia), in collaborazione con ricercatori dell’Università di Bari. Nel 2023 il primo impianto a Bergeggi ha raggiunto un attecchimento superiore al 70% della superficie.

2025

WWF Rapporto Ancoraggi & Posidonia

Primo rapporto scientifico globale sull’impatto degli ancoraggi sulle praterie mediterranee, presentato alla Giornata Mondiale degli Oceani 2025. Quantifica il danno in 50.000 ettari potenzialmente colpiti nel solo 2024, per un valore economico di oltre 4 miliardi di euro in servizi ecosistemici perduti.

Giugno 2025

UNOC3 — Conferenza ONU sugli Oceani, Nizza

La terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani ha riunito oltre 15.000 rappresentanti e ha affrontato il tema della protezione degli habitat marini prioritari, incluse le praterie di fanerogame. Ha ribadito l’urgenza di accelerare il raggiungimento degli obiettivi del 30×30.

Tutto quello che devi sapere sulla Posidonia

No. È un errore molto comune. Posidonia oceanica è una pianta superiore — un’angiosperma — che possiede radici vere (rizomi), foglie, fiori e frutti. A differenza delle alghe, realizza una vera riproduzione sessuata con produzione di semi. Il suo ciclo biologico è straordinariamente lento: una prateria matura può avere oltre 100.000 anni di età, rendendola uno degli organismi marini viventi più longevi del pianeta.

Le banquette sono accumuli di foglie morte di Posidonia che il mare porta sulla riva, specialmente dopo le mareggiate autunnali. Non sono rifiuti da rimuovere: svolgono una funzione essenziale di protezione della spiaggia dall’erosione e costituiscono habitat per numerosi invertebrati. Gli egagropili, invece, sono le caratteristiche “palle” sferiche formate da fibre di foglie e rizomi compattate dal moto ondoso. Entrambi sono prodotti naturali del ciclo biologico della prateria.

Sì, in modo molto significativo. Un ettaro di prateria di Posidonia oceanica produce fino a 14 litri di ossigeno al giorno attraverso la fotosintesi, contribuendo all’ossigenazione delle acque costiere superficiali. Questa produzione è fondamentale per il mantenimento della vita marina nelle acque litoranee del Mediterraneo. La stessa prateria è anche un potente serbatoio di carbonio: intrappolata nei sedimenti organici accumulati per migliaia di anni (la “matte”), può stoccare fino a 1.500 tonnellate di CO₂ equivalenti per ettaro.

Sì, all’interno delle Aree Marine Protette e nelle zone dove la prateria è cartografata, l’ancoraggio su Posidonia è vietato dalla normativa europea (Direttiva Habitat 92/43/CEE) e da disposizioni nazionali. Tuttavia, la regolamentazione al di fuori delle AMP rimane lacunosa, in particolare per le imbarcazioni di grandi dimensioni (oltre 24 metri), che sono le principali responsabili dei danni da ancoraggio. Il rapporto WWF del 2025 ha evidenziato questa lacuna normativa come una delle urgenze prioritarie. Le specie invasive che colonizzano le aree danneggiate dagli ancoraggi aggravano ulteriormente il recupero naturale delle praterie.

Le praterie di Posidonia oceanica sono tra le aree di nursery più importanti del Mediterraneo. Molte specie di interesse commerciale — tra cui spigole, orate, seppie, calamari, polpi e numerosi sparidi — utilizzano le praterie per la deposizione delle uova e per la crescita dei giovani esemplari. La scomparsa delle praterie si traduce quindi direttamente in una riduzione delle popolazioni ittiche nelle acque costiere, con conseguente impatto sulla pesca artigianale e professionale.

Le praterie di Posidonia oceanica sono presenti lungo tutte le coste italiane del Tirreno, dello Ionio e del Canale di Sicilia, nonché in Sardegna e Sicilia. In Adriatico, la specie è presente solo nella fascia pugliese meridionale e nelle isole Tremiti, per via delle particolari caratteristiche idrografiche del bacino settentrionale. Le praterie più estese e meglio conservate si trovano nelle Aree Marine Protette e nelle acque della Sardegna, della Liguria e delle isole minori siciliane. I fondali sabbiosi adiacenti alle praterie costituiscono l’habitat complementare più importante per le specie associate.

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Marcello Guadagnino

Biologo marino · Fondatore e Direttore Scientifico GDM

Biologo marino con oltre un decennio di esperienza nel Mediterraneo. Fondatore de Il Giornale dei Marinai (2013), responsabile scientifico per Oceanis Srl e Cofrepêche. Ha condotto ricerche e analisi su habitat bentonici, specie aliene invasive e dinamiche della pesca artigianale mediterranea.

Oceanis Srl Cofrepêche Biologia marina Habitat mediterranei

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Fonti e riferimenti scientifici

  • ISPRA (2024) — Prima mappatura nazionale ad alta risoluzione degli habitat marini costieri italiani. Progetto PNRR MER. isprambiente.gov.it
  • ISPRA (2025) — Progetto LIFE SeaForest: Posidonia meadows as carbon sinks of the Mediterranean. Presentazione risultati finali, Roma, dicembre 2025. seaforestlife.eu
  • WWF Italia (2025) — Rapporto sugli impatti degli ancoraggi sulle praterie di Posidonia nel Mediterraneo. Giornata Mondiale degli Oceani, giugno 2025. wwf.it
  • ISPRA / LIFE SEPOSSO — Posidonia, nel Mediterraneo perso il 34% negli ultimi 50 anni. isprambiente.gov.it/life-seposso
  • ARPAT Toscana (2024) — Monitoraggio delle praterie di Posidonia oceanica lungo le coste toscane. Programma triennale 2022–2024.
  • ISPRA — Relazione Programmatica Annuale 2024. Progetto MER — Marine Ecosystem Restoration.
  • Rende F. et al. (2025) — Mappatura high-tech degli habitat costieri italiani. Editoriale Domani, dicembre 2025.
  • Direttiva Habitat 92/43/CEE — Allegato I, Habitat 1120* Praterie di Posidonia.
  • Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE — Indicatori biologici per le acque marino-costiere.
  • Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE — Descrittori del Buon Stato Ecologico.

Dossier aggiornato a maggio 2026. Per segnalazioni, aggiornamenti o collaborazioni scientifiche: [email protected]