Luci LED nelle nasse: rivoluzione nella pesca dei gamberetti

Uno studio condotto dall’Università di Exeter e da Fishtek Marine ha rivelato che l’utilizzo di luci LED bianche all’interno delle nasse per la pesca può aumentare significativamente la cattura di gamberetti boreali (Pandalus borealis), fino a 19 volte rispetto alle nasse non illuminate.

Secondo i ricercatori, la luce attira lo zooplancton, che a sua volta attira i gamberetti, i quali diventano prede per pesci più grandi. Questo fenomeno crea una “cascata di attrazione” che rende le nasse auto-adescanti, eliminando la necessità di esche tradizionali.

Quando si sviluppa o si perfeziona un metodo di pesca, è necessario valutare attentamente i potenziali benefici e pesarli rispetto ai possibili rischi. Il presente studio prende in considerazione due aspetti fondamentali: il bycatch (cattura accidentale di specie non bersaglio) e i potenziali impatti dell’introduzione di luce artificiale di origine antropica in un ecosistema marino.

Il bycatch nella pesca con nasse è generalmente basso e, grazie alla natura passiva di questo metodo, la sopravvivenza dopo il rilascio è tipicamente alta . Tuttavia, nel presente studio, la cattura accidentale di specie non bersaglio è stata relativamente elevata, ma potrebbe essere notevolmente ridotta adattando la progettazione delle nasse alla specie bersaglio nelle prove future.

Sebbene i test effettuati lungo la costa occidentale della Scozia non abbiano prodotto quantità di gamberetti sufficienti per una pesca commerciale redditizia, gli autori dello studio suggeriscono che in aree con una maggiore densità di gamberetti, questa tecnica potrebbe essere più efficace. Inoltre, l’illuminazione ha attirato anche pesci, aprendo la possibilità di sviluppare nuove tecniche di pesca a basso impatto ambientale, soprattutto se combinate con modifiche nel design delle nasse per catturare specie di dimensioni maggiori.

Un aspetto interessante dello studio è che le nasse illuminate hanno catturato il 50% in meno di scampi (Nephrops norvegicus) e l’88% in più di giovani merluzzetti (Trisopterus minutus), evidenziando sia il potenziale per la pesca selettiva di alcune specie, sia la necessità di attenzione per evitare catture indesiderate.

Lo studio è stato finanziato dal UK Seafood Innovation Fund e da Schmidt Marine Technology Partners, e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Ocean & Coastal Management.

Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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