Tra gli obiettivi più importanti di questa legislatura per il comparto ittico e dell’acquacoltura vi è certamente il varo del piano assicurativo, che dovrà garantire quelle forme di copertura e indennizzo da sempre appannaggio dell’agricoltura, ad esempio.

In merito a tale iter, l’Ismea ha ricevuto dal Mipaaf un formale incarico per effettuare uno studio sui rischi per gli operatori del settore della pesca.

A intervenire in merito è l’onorevole dem Laura Venittelli, responsabile nazionale Pesca e acquacoltura del Pd, dopo il dibattito in cui è emersa questa novità, avvenuto agli Stati generali della Pesca organizzati dall’Alleanza delle Cooperative la scorsa settimana a Roma.

“Si tratta di un passaggio molto importante, poiché detta i tempi della risoluzione presentata in Parlamento e pone in evidenza come il traguardo ormai sia a portata di mano, per quella che sarebbe una svolta epocale a vantaggio delle marinerie e delle imprese di pesca – sottolinea l’onorevole Venittelli – attraverso il perseguimento dell’obiettivo congiunto con Ismea, portato avanti fino a questo momento sul tema della gestione del rischio nella pesca e nell’acquacoltura, con la finalità di valutare possibili strade assicurative simili a quelle applicate in agricoltura”.

Lo studio si è articolato in tre fasi: la prima ha previsto la predisposizione ed elaborazione di questionari da somministrare a pescatori ed acquacoltori al fine di valutare sia la percezione dei rischi della loro attività (Rischi operativi, di mercato, finanziari, sociali ed istituzionali) nonché la propensione a ricorrere a futuri sistemi assicurativi o fondi di mutualizzazione. Questa fase è stata praticamente completata con il prezioso aiuto dei nostri rappresentanti locali che hanno messo a disposizione pescatori cui sottoporre il questionario.

La seconda fase si compone di 4 focus group (due nazionali a Roma) una a Porto Tolle e uno ad Acireale. Durante i focus group, Ismea cerca di far emergere le problematiche più sentite dagli addetti in merito al tema delle assicurazioni e dei rischi assicurabili. Ai gruppi di discussione partecipano anche rappresentanti delle compagnie assicuratrici che l’Ismea ha invitato, mostratesi particolarmente interessate.

Infine, la terza e ultima fase che si basa sulla raccolta dei dati e la successiva analisi, per le valutazioni da lasciare in dote al Ministero delle Politiche agricole, sulla possibile applicazione in futuro di sistemi assicurativi agevolati per i pescatori.

Lo stesso Ismea ipotizza di organizzare un evento seminariale conclusivo nella sede del dicastero.

“Tutto questo è il prosieguo di quanto contenuto nella cosiddetta Finanziaria blu del 2016 e di cui abbiamo discusso nella tavola rotonda ‘Nuovi strumenti finanziari e di gestione del rischio per il sistema nazionale della pesca e dell’acquacoltura’ del 12 luglio scorso. Il forte auspicio è che si pervenga all’introduzione del piano assicurativo per il comparto ittico il prima possibile.

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