Tristan da Cunha : L’Isola Italiana Nascosta nel Cuore dell’Oceano Atlantico

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In Oceano Atlantico meridionale, dove la solitudine delle onde si fonde con il cielo infinito, si trova Tristan da Cunha, un arcipelago remoto e isolato che custodisce una sorprendente curiosità. Nonostante la sua popolazione di soli 250 abitanti totali, questa isola ha un legame inaspettato con l’Italia.

In questo articolo esploreremo il fascino di Tristan da Cunha, la sua connessione con l’Italia e la storia di come due cognomi genovesi hanno trovato una casa in questa terra lontana.

Tristan da Cunha – Un’Isola Tra Cielo e Mare

Situato a 2810 km da Città del Capo, l’arcipelago di Tristan da Cunha è uno dei luoghi più remoti e inaccessibili del nostro pianeta. La sua isola principale condivide il suo nome con l’intero arcipelago ed è abitata da una comunità di soli 250 residenti. Nonostante la sua dimensione modesta, questa isola è un microcosmo affascinante di storia e cultura, con una storia che si intreccia con l’Italia in modi inaspettati.

Italiani in un Paradiso Remoto

Ciò che rende Tristan da Cunha ancora più affascinante è la presenza di italiani tra i suoi abitanti. In particolare, due degli 8 cognomi presenti nella popolazione locale hanno radici genovesi. Lavarello e Repetto, i cui antenati erano naufraghi provenienti da Camogli, sbarcarono su queste coste nel lontano 1892. La loro storia è un testamento alla forza del destino e alla capacità dell’umanità di adattarsi anche nei luoghi più isolati.

Lavarello e Repetto – Cognomi Genovesi in un oceano Atlantico

I cognomi Lavarello e Repetto, portati in questa terra remota dai naufraghi genovesi, sono diventati parte integrante della cultura di Tristan da Cunha. La comunità locale conserva con orgoglio la storia dei loro antenati italiani, mantenendo viva la memoria delle loro origini. Questi cognomi sono diventati simboli di resilienza e adattamento, incarnando la storia di una piccola comunità che ha radici in un luogo lontano da casa.

La Connessione Atlantica – Tristan da Cunha e l’Italia

La connessione tra Tristan da Cunha e l’Italia non si limita solo ai cognomi dei suoi abitanti. Questa isola remota ha mantenuto legami culturali con l’Italia nel corso degli anni. Le tradizioni, la cucina e persino alcuni aspetti linguistici portano tracce di quella connessione unica che ha resistito alle sfide del tempo e della distanza.

La Curiosità di Tristan da Cunha – Un Richiamo per il Mondo

L’isola di Tristan da Cunha, con la sua storia straordinaria e la sua connessione inaspettata con l’Italia, rappresenta una curiosità unica nel cuore dell’Oceano Atlantico. Questo luogo remoto, con i suoi abitanti italiani e la loro storia di naufraghi genovesi, costituisce un richiamo irresistibile per coloro che desiderano esplorare la bellezza della diversità culturale in luoghi inaspettati.


Colonizzazione e Crescita di Tristan da Cunha

L’arduo tentativo di colonizzare l’Isola Inaccessibile si trasformò in un capitolo affascinante della storia di Tristan da Cunha. Nel 1815, una guarnigione militare britannica sbarcò sull’isola, seguita da una crescita graduale della popolazione civile. Il 28 novembre di quell’anno, 38 militari e 29 civili, tra cui 10 donne e 12 bambini, costruirono gli edifici fondamentali nel luogo che oggi ospita il villaggio. Tuttavia, nel 1817, la nave inglese Conqueror riportò quasi tutti gli abitanti in Gran Bretagna, lasciando solo William Glass, sua moglie (considerati i fondatori della comunità isolana), e due scalpellini sull’isola fino al 1819 e al 1822. William Glass divenne il primo governatore dell’isola.

Nel 1821, Alexander Cotton arrivò sull’isola, seguito nel 1824 da Augustus Earle, un artista che realizzò i primi dipinti dell’arcipelago. Nel 1826, Thomas Hill Swain si unì a loro. Nel medesimo anno, William Glass chiese al duca di Gloucester di portare delle donne sull’isola per i suoi compagni scapoli. Nel 1827, l’impegno fu mantenuto grazie a donne nere provenienti da Sant’Elena e dal Sudafrica. Nel 1834, Glass cercò senza successo insegnanti da Città del Capo, ma nel 1836, la goletta americana Emily affondò nei pressi dell’isola, e tre naufraghi decisero di rimanere permanentemente a Tristan.

Naufraghi e Nuove Arrivate

Tra i naufraghi, Pietre Willem Groen (poi Green), William Daley e Peter Miller divennero residenti permanenti nel 1836. Nel 1849, Andrew Hagan sbarcò, sposando Jane Glass. Nel 1853, William Glass morì, e Alexander Cotton divenne il nuovo governatore. Nel 1857, il reverendo sudafricano William Taylor portò via 47 persone, riducendo la popolazione a soli 23 individui. L’isolamento aumentò con l’introduzione delle navi a vapore, ma le baleniere continuarono a navigare nella zona.

Nel 1867, il principe Alfredo, duca di Sassonia-Coburgo-Gotha, visitò l’isola, che in quel momento contava 86 abitanti. Nel 1885, 19 uomini di Tristan si avvicinarono a una nave per rifornimenti, ma un’onda travolse la scialuppa, causando la morte di 15 uomini. Questo incidente ridusse la popolazione a 75 persone. La diminuzione continuò nel 1890 (60 individui) e nel 1892 (50 individui).

Il Fortunato Sbarco del Brigantino Italia

Il 3 ottobre 1892, il brigantino a palo Italia, proveniente dalla Scozia e diretto a Città del Capo con 16 membri dell’equipaggio, fu vittima di un incendio in mezzo all’Atlantico. Comandato dal genovese Rolando Perasso, l’equipaggio riuscì a far arenare la nave sull’isola di Tristan da Cunha dopo sei giorni. Tutti gli uomini si salvarono, ma due camogliesi, Gaetano Lavarello e Andrea Repetto, decisero di rimanere a Tristan, diventando i fondatori di due dei cognomi presenti sull’isola. Oltre ai camogliesi, c’era un naufrago di Ancona, Marcianesi, che si trasferì a Città del Capo dopo quattro anni.

Periodo Difficile e Nuovi Arrivi

Il periodo successivo fu difficile per gli isolani rimasti. Nel 1904, con l’isola popolata da 76 residenti in 11 famiglie, il governo britannico offrì loro il trasferimento a Città del Capo. Nel 1922, una stazione radio fu installata sull’isola, ma non fu mai attivata perché gli isolani temevano di attirare i fulmini. Nel 1938, tramite un decreto reale, l’arcipelago divenne parte del territorio di Sant’Elena.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’arcipelago fu utilizzato dalla Royal Navy come HMS Atlantic Isle per monitorare le navi tedesche nel sud Atlantico. Questo periodo vide l’introduzione della moneta per i lavoratori della stazione radio e meteorologica, anche se il baratto rimase il metodo principale di pagamento. Nel 1942, il primo ospedale fu costruito sull’isola.

Il secondo duca di Edimburgo, il principe Filippo, visitò Tristan nel 1957 durante il suo giro del mondo a bordo dello yacht reale Britannia.

Tristan da Cunha, l’isola più isolata del mondo con la sua popolazione di soli 250 abitanti, cela una storia affascinante di italiani che hanno trovato una casa in questa terra remota. Lavarello e Repetto, i cognomi genovesi tramandati da naufraghi di Camogli, sono diventati parte integrante della cultura di Tristan da Cunha, testimoniando la capacità umana di adattarsi anche nei luoghi più impensati. Questa storia unica rende Tristan da Cunha una destinazione affascinante e un richiamo per chi cerca la bellezza della diversità in luoghi lontani e inesplorati.

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