Una cattura insolita quella capitata ad un pescatore Australiano che si è ritrovato all’amo uno squalo dal collare. Una creatura tanto preistorica quanto rara.


David Guillot stava pescando dalla sua imbarcazione a circa 300 Km da Melburne in Australia, quando al terminale della sua canna da pesca ha fatto capolino una creatura per lui “sconosciuta”. –Pesco da 30 anni e non avevo mai visto una creatura del genere, racconta David ai giornali locali- aveva una testa strana ed ero sicurissimo che si trattasse di pesce sconosciuto-

Invece il pesce da lui catturato era già conosciuto, si trattava dello squalo dal collare (Chlamydoselachus anguineus), un pesce rarissimo e difficile da incontrare.

Quindi, pochi squali dal collare viventi sono stati osservati, e la specie non costituisce  un pericolo per l’uomo. Danneggia tuttavia i cavi sottomarini dell’Atlantico con i suoi morsi. Il 27 agosto 2004, la prima osservazione di questa specie nel suo habitat naturale è stata effettuata dal ROV Johnson Sea Link II, sulla piattaforma di Blake al largo del sud-est degli Stati Uniti. Il 21 gennaio 2007, il personale del parco marino di Awashima a Shizuoka, a sud di Tokyo, venne allertato da alcuni pescatori e fu così in grado di filmare un esemplare vivente identificato come una femmina di 1,6 m che nuotava presso la superficie. Probabilmente malato, l’animale doveva essere sofferente e disorientato. Trasportato a Shizuoka, morì dopo poche ore.

*Un piccolo numero di squali dal collare viene catturato accidentalmente da diversi pescherecci commerciali in acque profonde di tutto il mondo, utilizzando reti a strascico, reti da posta, palangari, ecc. In particolare, viene regolarmente pescato nella baia di Suruga nelle reti da fondale destinate alle orate e agli scombropidi, e nelle reti a strascico pelagiche destinate ai gamberetti Sergia lucens. I pescatori giapponesi lo considerano un fastidio, in quanto danneggia le reti. Questo squalo viene talvolta venduto per la sua carne o trasformato in farina di pesce, ma non è interessante da un punto di vista economico. A causa del suo tasso di riproduzione molto basso e della continua espansione della pesca commerciale nel suo habitat, l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) lo considera come specie quasi minacciata.

 

 

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