C’e’ una correlazione interessante tra la pesca e l’assunzione del pescato. Entrambe favorirebbero un miglioramento dell’umore

I cambi di stagione si sa, spesso possono portare a periodi poco felici se non addirittura tristi. In particolare gli sbalzi d’umore si manifestano proprio a cavallo tra  la fine dell’inverno e gli inizi della primavera. Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Amsterdam le due attività contribuiscono a ridurre i sintomi del disturbo depressivo maggiore (MDD) conosciuto anche come disturbo dell’umore. A tenere lontana la depressione sono gli acidi grassi essenziali omega-3, EPA e DHA. Ma anche la stessa attività della pesca favorirebbe uno stato di quiete interiore. Sembra che il mix di pesca e assunzione di acidi grassi possa essere paragonato all’effetto di farmaci depressivi. I pesci da preferire? Salmone, trota, tonno, pesce spada, sgombro ed aringhe.

Da guardare assolutamente il monologo di Antonio Albanese sulla pesca.

Marcello Guadagnino
Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn
Leave a Comment

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *