Salmone: quando BIO non vuol salute

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Inchiesta choc di 60 milioni di consumatori. Il salmone BIO rivela dei segreti nascosti.

Ad un mese da Natale, quando ci si prepara agli acquisti di massa di prodotti ittici, l’associazione francese 60 milioni di consumatori pubblica un’inchiesta choc sull’industria del salmone. Secondo l’associazione il Salmone Bio contiene piu’ contaminanti del salmone “allevato convenzionalmente”, con valori comunque inferiori ai limiti di legge.

E’ stato l’Istituto Nazionale dei Consumatori di Francia a realizzare lo studio su i nuovi contaminanti, ed il salmone BIO ha presentato valori piu’ elevati in metalli pesanti, arsenico e pesticidi. La presenza di mercurio invece e’ fortunatamente sotto il limite (0,5 mg / kg di pesce fresco).

Il pesce pescato in mare sarebbe il veicolo di trasporto dei contaminanti

Sarebbe il cibo che mangiano i salmoni a veicolare gli inquinanti. Questo perché la dieta dei salmoni BIO e’ fatta prevalentemente da farina di pesce pescato in mare. Pesce che appunto, e’ più esposto gli inquinanti. Nei salmoni d’allevamento non bio, cioè quelli con una dieta prevalentemente “vegetariana” tali inquinanti sono meno presenti ma la presenza di acidi grassi omega3 e’ nettamente inferiore.

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