Rhynchohyalus natalensis, il pesce che “ci vede doppio”

Grazie a quattro occhi occhi cilindrici il pesce Rhynchohyalus natalensis riesce a distinguere prede e predatori allo stesso momento

Per vivere in acque profonde ci vuole qualcosa in piu’.

Bisogna sondare le acque scure alla ricerca di cibo ma bisogna anche saper mimetizzarsi nell’oscurità e non farsi scorgere dai predatori. Il pesce Rhynchohyalus natalensis, conosciuto anche con il nome di pesce quattrocchi vive a profondità comprese tra gli 800 ed i 1000 metri nelle acque del mar di Tasmania. I suoi 4 occhi cilindrici gli permettono di vedere le prede ed allo stesso tempo i predatori.

La visione a 360° del pesce quattrocchi è stata scoperta soltanto nel 2014 e il caso sta mettendo scompiglio nelle comunità scientifiche. Il pesce era stato classificato per la prima volta nel 1924 e le popolazioni maggiori vivono in Sud Africa e nel Pacifico occidentale.

COME FUNZIONA LA VISIONE A 360 °  ?

Il pesce quattrocchi Rhynchohyalus natalensis ha  una seconda serie di occhi argentei sulla testa con una seconda lente a specchio.

Gli occhi argentei ‘extra’  rilevano i lampi bioluminescenti creati da organismi che predatori che possono nuotare a quote piu’ basse, in quetsa maniera il pesce quattrocchi individua il proprio predatore e puo’ darsi alla fuga.

RhynchohyNatalens

La luce che proviene dal basso invece viene canalizzata da una seconda retina composta da uno “specchio” composto da cristalli di guanina che permettono al pesce di ampliare la visione e “scovare piu’ prede possibili”

In realtà anche un altro pesce utilizza questo stesso sistema visivo il Longipes Dolichopteryx, il quale pero’, non ha 4 occhi come il pesce quattrocchi.

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  • Ultima modifica dell'articolo:14 Dicembre 2021

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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