pesca a strascico
pesca a strascico


Respinto il divieto di pesca a strascico dal parlamento Europeo

 

I funzionari europei hanno respinto Martedì 10 dicembre  un piano per vietare la pesca a strascico in acque profonde , ritenuto  distruttivo per i fondali , ma ferocemente difeso dagli armatori Europei . Il divieto è stato respinto dopo aver ottenuto 342 a favore della pesca a strascico contro i 326 che hanno votato per la difesa dei fondali.

Nonostante una forte mobilitazione di gruppi di volontari che lottano per la difesa del mare,  i deputati hanno votato soltanto per proteggere gli ecosistemi vulnerabili mentre restano senza divieti le acque profonde.

In cosa consiste la pesca a strascico su fondali profondi ?

La pesca a strascico è un metodo di pesca che consiste nel trainare attivamente una rete da pesca sul fondo del mare. La rete può essere trainata da una o due barche.
La pesca a strascico viene praticata su fondali che vanno dai 400 agli 800 metri, con reti ad imbrocco. Questa pesca praticata con grosse imbarcazioni che calano in mare una rete che scivola sui fondali e che cattura tutto cio che vi si trova nel passaggio.


Quali specie e perché sono vulnerabili ?

La Direzione della pesca ha stabilito un elenco di 54 specie target, che va dai pesci cartilaginei, a pesci ossei a cefalopodi e crostacei. In particolare le specie piu’ catturate sono i gamberi e i calamari, il pagello, le mostele spatole e  merluzzi, oltre che  polpi e altri molluschi. Nel caso dei pesci come il pagello ed il merluzzo il discorso diventa complesso dato in media questi pesci cominciano la riproduzione dopo alcuni anni di vita motivo per cui la specie non riesce a riprodursi in tempo per ripopolare lo stock. Delle 54 specie registrate  21 di queste specie sono già esaurite e non rientrano piu’ nelle catture standard.

La pesca a strascico con le reti ad imbrocco causa anche una perdita significativa di pesce con catture  involontarie che rappresenta circa il 35-50% del totale. Queste specie non sono di interesse commerciale ma la loro mancanza negli ecosistemi influisce sulla catena alimentare in maniera importante.

strascico
Centinaia di specie accessorie nella pesca a strascico

E per i fondali…?

Queste reti raschiando i fondali creano un danno notevole alle popolazioni di organismi sessili come spugne e coralli. Dopo il passaggio della rete questi animali vengono letteralmente “strappati” dal fondale distruggendo l’ecosistema. Altro danno notevole avviene sulle praterie di Posidonia oceanica, che ad ogni passaggio delle reti perde un quantitativo enorme di biomassa.

Cosa fare adesso…?

L’unico modo adesso per proteggere le nostre coste è quello di indicare un maggior numero di aree considerate “vulnerabili”  per evitarne la distruzione. Aumentare il numero quindi delle aree marine protette e delle zone di riserva.

Questo il comunicato stampa dell’Eurodeputato Andrea Zanoni

Non passa al Parlamento europeo il divieto della pesca con mezzi non selettivi nelle acque profonde dei
mari europei. L’eurodeputato Zanoni: “Le lobby della pesca irresponsabile hanno vinto. L’olocausto
marino a cui stiamo assistendo oggi è destinato a continuare. A rischio gli stock ittici e il patrimonio
naturalistico dei fondali marini”.Approvata invece la messa al bando del rigetto del pescato in mare.

“Oggi la maggioranza dei miei colleghi (342 voti contro 326) hanno bocciato inspiegabilmente le nuove regole sulla pesca in acque profonde tra cui il divieto di pesca a strascico nelle acque profonde. Oggi è un giorno nero per l’ecosistema dei nostri mari”. È il commento dell’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, alla mancata approvazione del divieto proposto con la relazione “Atlantico nord-orientale: stock di acque profonde e pesca nelle acque internazionali”. “L’olocausto
marino a cui stiamo assistendo oggi è destinato a continuare. Per meno di dieci specie di pesci pescati in acque profonde oltre cento sono rigettati in mare morti perché non ritenuti utili sul mercato. Oltre agli stock ittici stiamo distruggendo i fondali marini, tra cui le barriere coralline, gli ecosistemi di spugne e le montagne sottomarine”. Il Parlamento europeo non ha approvato l’esplicita messa al bando della pesca a strascico in acque profonde in specifiche aree vulnerabili prevista dalla relazione dell’eurodeputato Kriton Arsenis (greco, socialista).
“L’Unione europea possiede una delle più grandi flotte al mondo per la pesca profonda. Per questo avremmo dovuto proporre al Consiglio il divieto di questa pesca insostenibile. Prendo atto che la maggioranza dei miei colleghi al Parlamento europeo non si rendono conto dell’enorme danno che stiamo causando all’ecosistema marino – attacca Zanoni – Senza sottovalutare il danno economico, visto che secondo uno studio presentato dalla New Economics Foundation, ogni tonnellata di pesce catturato a strascico rappresenta un costo per la società compreso tra i 388 e 494 euro”. “Con il voto di oggi avevamo l’opportunità di sostenere l’attività dei pescatori artigianali che usano
metodi e attrezzi da pesca selettivi, una pesca sostenibile che contribuisce al tessuto sociale, economico e culturale delle comunità costiere”, aggiunge l’eurodeputato. Contro il rigetto in mare del pescato è stata invece approvata sempre oggi a Strasburgo la nuova “Politica comune della pesca” che prevede l’esplicito divieto di rigettare il pesce di scarto in mare e
l’obbligo di etichettatura per i pesci venduti ai consumatori e nuove norme di commercializzazione per i prodotti ittici. L’accordo sulla riforma della pesca impone agli Stati membri di fissare quote di pesca sostenibili dal 2015 o, in alcuni casi eccezionali chiaramente definiti, entro il 2020. “Almeno una nota positiva c’è La pratica di rigettare il pesce in mare sarà vietata poiché le navi avranno l’obbligo di sbarcare almeno il 95% di tutte le catture effettuate secondo un calendario di date specifiche per i diversi tipi di pesca, iniziando dal 2015”, spiga Zanoni. Per quanto riguarda le
novità sulle norme di commercializzazione e di informazione, queste garantiranno che i consumatori siano meglio informati, introducendo etichette per fornire maggiori dettagli sulla zona di cattura e il tipo di attrezzo utilizzato.

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