Stabiliti i parametri per la gestione delle quantità eccedenti di pescato.

Oggi gli oceani sono minacciati dalla pesca eccessiva. L’uso di pratiche distruttive, l’inquinamento da plastica  e l’estrazione di petrolio, gas ed altri metalli preziosi hanno creato delle vere e proprie “zone morte”. Tutto questo seguito da innalzamento delle temperature e acidificazione degli oceani.

Secondo alcuni studi  tutto questo porterà ad un calo dei livelli d’ossigeno entro 20 anni che potrebbe portare ad un vero e proprio soffocamento degli oceani con un effetto devastante sulle specie ittiche. Intanto si cerca di correre ai ripari e di estendere le zone tutelate che ad oggi sono meno del 3% del totale. Bisognerebbe raggiungere almeno il 40% entro 15 anni.

Alcune settimane fa a New York si e’ discusso di come conservare la biodiversità marina a livello internazionale. Una vera e propria costituzione per stabilire una gestione internazionale delle acque marine. la UNCLOS, cosi definita dovrebbe essere infatti la costituzione degli oceani del mondo.

pesca inSostenibile

In primo piano la pesca eccessiva

Le linee guida consigliate sono destinate alla pesca sostenibile in Africa occidentale, sulla pesca al tonno e sulla pesca sostenibile in Groenlandia. Per calcolare le quantità eccedenti di pescato verranno presi come modelli di riferimento le catture storiche delle ZEE. Purtroppo il concetto di quantità eccedenti definito surplus non e’ applicabile ala pesca del tonno essendo una specie migratoria e che la pesca spesso avviene in zone al di fuori delle giurisdizioni nazionali. In Groenlandia invece si procederà secondo i TAC (catture totali ammissibili).

Quindi la gestione delle quantità eccedenti di pescato e’ solo il primo argomento discusso di quella che in futuro potrà essere la convenzione salva-oceani.

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