Plastic tax, Greenpeace: persa occasione per riconvertire una produzione altamente inquinante

plastic tax

ROMA, 24.04.20 – Commentando la notizia proveniente da fonti della maggioranza della sospensione della plastic tax – che verrebbe inserita nel decreto Aprile – Greenpeace sottolinea come sia un invito a continuare a inquinare, un aiuto a chi fa profitti a scapito del Pianeta e non certo ai lavoratori.

«La plastic tax poteva essere un’importante occasione per riconvertire, in modo più sostenibile, un settore produttivo i cui impatti ambientali sono sotto gli occhi di tutti. Approfittare delle crisi per sospendere provvedimenti nei confronti dell’industria della plastica è la prova che questo sistema è marcio. Il nostro Pianeta, e in particolare il nostro mare, è malato anche per l’inquinamento da plastica e la pandemia che viviamo ci insegna che non c’è più tempo da perdere. La produzione di plastica, infatti, quadruplicherà i volumi attuali entro il 2050 e sarà responsabile del 20 per cento del consumo mondiale di combustibili fossili, aggravando ulteriormente l’emergenza ambientale e climatica del Pianeta” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace.

Secondo Greenpeace l’unica possibilità concreta per fermare l’inquinamento da plastica è ridurre subito la produzione, a partire da quella frazione spesso inutile e superflua rappresentata dall’usa e getta.

Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Facebook
  • LinkedIn
  • More Networks
Copy link